Ottobre finalmente spalanca le sue porte.
Un mese che amo particolarmente… per vari motivi.
In primis, per la festa colorata che gli alberi, gratuitamente, ci offrono.
In autunno possiamo ammirare tinte sgargianti, che vanno dal rosso cremisi al ramato, passando per l’ocra e il giallo intenso.

Colori che iniziano a espandere le loro vibrazioni nel bosco vicino a casa nostra.
I castagni si stanno riempiendo di frutti gustosi, pronti per essere colti e poi trasformati in profumatissima farina, con cui preparare tante ricette sane e gustose.
Amo ottobre anche per questo… per i doni che elargisce: noci, fichi, nocciole, mele e uva, e poi pere e cachi e mele cotogne.
È un mese ideale per immergersi nella natura, camminare in modo dolce e lento, ammirando le sfumature ambrate delle foglie.
Sebbene gli impegni, gli imprevisti e le responsabilità non mancano… si avverte la voglia di decelerare i ritmi, di fermarsi e di dedicarsi a ciò che amiamo.
In questa fase di transizione, tra un periodo caldo e la fase autunnale, il nostro corpo ha più bisogno di pause, per adattarsi ai cambiamenti che stanno avvenendo in natura, e quindi anche dentro di noi.
Quando siamo subissati da incombenze e doveri è importante ritagliarsi momenti per sé. La Mindfulness e la meditazione ci sostengono in questo cammino. E ottobre è un buon mese per familiarizzarsi proprio con la Mindfulness o per approfondire la pratica.

Possiamo iniziare ritornando alle sue fondamenta, prendendo quindi in considerazione i suoi pilastri che sono costituiti essenzialmente da 4 aspetti:
- Il primo pilastro è collegato alla dimensione fisica: attraverso la presenza mentale prestiamo attenzione al nostro corpo: com’è la nostra postura? Come respiriamo? Quali movimenti stiamo compiendo? Per il tramite del corpo e del respiro possiamo ancorarci al momento presente.
- Il secondo pilastro riguarda le sensazioni: si pone l’attenzione su ciò che si prova fisicamente o emotivamente, osservando in modo non giudicante le sensazioni, che possono essere piacevoli, spiacevoli o neutre. Semplicemente si prende atto della sensazione che sperimentiamo.
- Il terzo pilastro coinvolge le formazioni mentali: si osservano senza giudizio pensieri e stati d’animo, si osserva la loro presenza, così come la loro assenza. Se per esempio emerge rabbia si è consapevoli di ciò; se non si prova rabbia si è consapevoli della sua assenza. Così si rimane consapevoli della presenza o assenza della gioia, della calma, della concentrazione, della distrazione, ecc.
- Il quarto pilastro concerne gli oggetti della mente: si pone l’attenzione sulla natura delle cose, cercando di comprendere come la nostra dimensione interiore sia influenzata da pensieri e percezioni.
Questi “pilastri” che formano le basi della Mindfulness accrescono la nostra presenza mentale. E la consapevolezza si può intensificare congiungendosi con la nostra dimensione più profonda.
Scandagliando il nostro mondo interiore, anche per il tramite della meditazione, possiamo individuare quegli aspetti della nostra vita e del nostro sé che vogliamo lasciare andare. Non sarà facile confrontarci con le nostre credenze e le immagini che abbiamo di noi e della realtà, ma è importante liberarsi di quei fardelli che appesantiscono il cammino. Solo così avremo nuove energie per avviare nuovi progetti e per compiere altri passi evolutivi.
Come le foglie cadono in autunno per trasformarsi e avviare un nuovo ciclo nella natura, così anche noi possiamo disfarci di ciò che è diventato ingombrante, pesante, inutile, vecchio per la nostra crescita.

Ottobre è un buon mese per intraprendere questo cammino di consapevolezza.
