Essenza Soul

Dopo varie produzioni dance house e numerose collaborazioni come corista, il vocalist catanese realizza un album dalla forte impronta r’n’b, in cui spiccano le sue sorprendenti capacità timbriche

Dalla sua voce calda, profonda risuonano le pulsazioni del cuore, che a ogni battito diffondono toccanti e vitali atmosfere soul. Mario Biondi, a dispetto della carnagione chiara che in qualche modo maschera le sue radici siciliane, emana un’essenza totalmente Black.

Ha mosso i primi passi come vocalist appena dodicenne, a fianco del padre, cantautore popolare, interpretando melodie tipicamente italiane, ma già da adolescente la sua anima musicalmente nera, ascoltando produzioni firmate Quincy Jones, George Benson, Al Jarreau, Teddy Pendergrass, scalpitava per emergere.  

Dopo svariate esperienze come cantante nei piano bar, nonché corista e turnista in studio e dopo aver realizzato diversi dischi dance house, ecco che finalmente la sua passione viscerale per le sonorità afroamericane si è concretizzata in un album intitolato non a caso Handful of Soul, in cui si avverte il tocco di Luciano Cantone come lungimirante e abile produttore. Dalla prima sino all’ultima nota, si rimane ammaliati dall’intensità vocale di Mario che crea un avvolgente tappeto sonoro in grado di scaldare i più reconditi meandri dell’essere. In questo lavoro, il crooner nato a Catania, ha composto in collaborazione con un team di Roma, “Gig”, mentre con il talentoso musicista Alessandro Magnanini ha realizzato “No mercy for me” e  il brano dance ben noto anche oltre i confini italiani, “This is what you are” (edito con la denominazione di Was-A-Bee). Accanto a questi ben concepiti inediti, scopriamo grandi classici del repertorio soul e r’n’b, interpretati da Mario con un mood particolarmente coinvolgente. Su tutti spicca “Slow hot wind”, intramontabile capolavoro di Henry Mancini, la cui originale intensità non è stata minimamente scalfita, ma anzi, impreziosita da sensuali cadenze colme di romanticismo. Altrettanto ben rielaborate sono “On A Clear Day”,  in cui l’intreccio fra piano, fiati e batteria sviluppa armonie solari, e “No Trouble on The Mountain”, piena di ritmo imbevuto di swing.

Non mancano poi echi provenienti dal Brasile con la nu bossa di “O Child Runs Free” e con le sonorità samba che aleggiano in “Rio De Janeiro Blue”.

In questo lavoro, oltre ai tecnicismi legati all’architettura melodica, si avverte un forte pathos emozionale sviluppato da avvolgenti vocalizzi. “Emozioni che – come spiega Mario –  nascono direttamente dal cuore. Penso sia il momento giusto di raggiungere l’anima delle persone con sentimenti mossi dalla passione. Ciò che più d’intenso ci circonda deriva da un profondo coinvolgimento e per me, adesso come adesso, la musica soul smuove certe corde più di altri generi. Con questo disco ho voluto rendere manifesta la mia spinta interiore orientata verso sonorità Black”.

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