La magia del respiro

Sul numero 58 di Vivere lo Yoga (settembre-ottobre 2014) è pubblicato il mio articolo La magia del respiro.

Eccone un breve estratto:

In Asia, nei centri yoga o in altri ambienti dove si pratica per esempio la meditazione, è comune la concezione secondo cui l’uomo vive fondamentalmente di prana, “nutrendosi” di prana, forza vitale presente nell’etere.

<img class="alignleft size-medium wp-image-2220" title="breath" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/breath-300×202 you can check here.jpg” alt=”” width=”300″ height=”202″ srcset=”http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/breath-300×202.jpg 300w, http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/breath.jpg 380w” sizes=”(max-width: 300px) 100vw, 300px” />Nell’antico testo induista delle “Upanishad” (in particolare nelle “Kaushitaki Upanishad”, scritture che non solo illustrano la dottrina della reincarnazione, ma che spiegano anche la natura divina del prana) si legge che: “Tutte le forme viventi nascono dal prana e, dopo la nascita, restano vive per mezzo del prana. Alla fine della vita, esse si fondono nuovamente con il prana”. È dunque un continuo fluire, una continua e vitale osmosi tra respiro interiore e la più grande energia vitale. In sanscrito, “pra” significa movimento; “na” significa sempre: è quindi un flusso naturale fortissimo.

Porre l’attenzione sul respiro, significa anche volgere l’attenzione al nostro mondo interiore. Come affermò Osho: “Se riesci a intervenire sul respiro, improvvisamente ti ritroverai nel presente”.

Una tecnica o metodo molto potente che permette di percepire l’esperienza del qui e ora è chiamata Anapanasati: spiegato in termini semplici, si tratta di una serie di esercizi derivanti da un importante discorso del Buddha, chiamato il “Sutra sulla Piena Consapevolezza del Respiro”. Anapanasati costituisce la fondamentale pratica iniziale per poi proseguire qualsiasi altro percorso: senza la consapevolezza del respiro non vi può essere alcun altro tipo di vera consapevolezza. L’esperienza dell’Anapanasati richiede la presenza mentale del respiro.

Continua tra le pagine di Vivere lo Yoga n.58