Africa,  Musica

Zita Swoon Group, un ponte artistico fra Belgio e Africa occidentale

Dal piccolo e multiculturale Belgio giunge un collettivo di musicisti che ha saputo unire in modo originale la musica tradizionale dell’Africa occidentale con ritmi blues e folk acustico.
È lo Zita Swoon Group, band originariamente nata all’inizio degli anni Novanta nella città di Anversa grazie all’incontro fra Stef Kamil Carlens e musicisti africani provenienti dal Burkina Faso. Dopo fasi alterne e cambi di nome, l’ensemble a formazione variabile, nel 2001, si è ufficialmente chiamato Zita Swoon, realizzando diversi album che hanno ricevuto apprezzamenti in Belgio e in altre parti d’Europa, ad eccezione dell’Italia. L’ultimo lavoro, prodotto dalla Crammed Discs e distribuito da Materiali Sonori, è Wait For Me, un intreccio di sonorità del Burkina e musica urbana sospesa tra rock e pop. A rendere pregevole il progetto è la presenza della vocalist Awa Démé, discendente da una famiglia di griot (o djéli). Awa Démé ha iniziato a cantare sin da piccola, all’età di 4 anni. Stimata voce di tanti eventi culturali a Bobo-Dioulasso, ha lavorato con Adama Dramé, uno dei più grandi virtuosi di djembé dell’Africa occidentale. Awa, che ha saputo creare un percorso artistico in bilico fra musica tradizionale burkinabè, jazz e nuovi suoni europei, arricchisce con la sua timbrica graffiante le tracce di Wait For Me: senza di lei i progetti di Stef Kamil Carlens non guarderebbero così tanto all’Africa. Importante è poi la preziosa collaborazione di Mamadou Diabaté Kibié, virtuoso del balafon. Nato anch’egli nel Burkina, dove vive ancora, precisamente a Bobo Dioulasso, Mamadou Diabaté Kibié, come molti musicisti africani, ha iniziato a suonare in tenera età e ha appreso antichi saperi che gli hanno permesso di imparare a suonare differenti tipi di balafon. Le influenze dell’Africa occidentale sono quindi determinati per la capacità sonora di Wait For Me di indirizzarsi a una vasta audience, aperta e sensibile alle “contaminazioni” musicali. Incroci sonori e culturali che si esprimono anche attraverso gli idiomi utilizzati nelle varie canzoni: dalla lingua dioula, parlata in Burkina e derivante dal mandingo, al francese e inglese, che rendono più internazionale il progetto. Le nuove tracce parlano di gente migrante, di speranze e disillusioni. Anche nei testi Zita Swoon si conferma un collettivo multiforme e polifonico, capace di creare un ponte artistico fra Belgio e Africa occidentale.

Silvia C. Turrin – articolo on line anche sul sito di SMA Afriche

Video Zita Swoon Group con la splendida traccia SABABU