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Il cibo del risveglio

La buona salute comincia da un’alimentazione equilibrata e sana. Questa è una convinzione antica quanto il mondo, confermata da una serie di studi risalenti a millenni fa. Basti pensare alle teorie sviluppate dal celebre medico greco Ippocrate, vissuto in Grecia tra il V e il IV secolo a.C., il quale mise in evidenza come la malattia derivi dalla qualità e dalla quantità di cibo che si ingerisce. Da questa premessa formulò la nota teoria dei quattro umori corporei (sangue, flemma, bile gialla e bile nera), poi rielaborata da Galeno, nel II secolo d.C.

Il rapporto tra cibo e benessere è ben noto ovunque nel mondo. Dall’India al Marocco, dal Giappone all’Italia il cibo rimane “la nostra prima medicina”. Ne siamo consapevoli, eppure, nonostante le svariate pubblicazioni e i numerosi programmi televisivi dedicati alla cucina molte persone continuano ad avere una relazione sbagliata col cibo. Immersi come siamo in un eccesso di informazioni sull’alimentazione dovremmo ormai aver compreso come scegliere un’alimentazione sana e naturale. Eppure non sempre è così. Talvolta il cibo sopperisce a una mancanza esistenziale: mancanza d’amore, o di fiducia nelle proprie capacità, o mancanza di dolcezza. Oppure, il cibo si trasforma in una sorta di “oggetto” attraverso cui scaricare rabbia, tensioni, frustrazioni. Il rapporto col cibo viene così distorto, deformato, umiliato, svalutato. Tutto ciò si verifica, poiché si guarda e ci si rapporta al cibo partendo da una prospettiva materialistica. Ma è possibile superarla, come spiega Selene Calloni Williams nel recente libro “Il cibo del risveglio” (Ed. Mediterranee).

Scrive l’Autrice: “L’individuo che io chiamo homo materialis comunis è colui che pensa di aver nel piatto un ammasso di vitamine, proteine, carboidrati… Insomma qualcosa di assolutamente concreto, materiale, oggettivo destinato a far parte di un corpo, il suo, che è altrettanto materiale e oggettivo; egli non fa anima mangiando. […] L’homo materialis è annegato nelle teorie, delle quali è la vittima designata. […] Di questi tempi vengono prodotte molte teorie sull’alimentazione e sempre di nuove ne nascono, tuttavia, malgrado tutti gli sforzi profusi, l’individuo continua a farsi del male mangiando”.

Mangiare come rituale sciamanico

 

Leggendo “Il cibo del risveglio” si comprende la necessità di trasformare la comune visione riguardante il “semplice” atto del mangiare. È essenziale andare oltre la dimensione oggettiva e materiale, per abbracciare piuttosto la visione immaginale. Compiendo questa evoluzione di prospettiva possiamo considerare il cibo come un elemento prezioso, vitale, strettamente connesso all’invisibile e all’amore.

L’Autrice, oltre a spiegare numerosi consigli di cucina, descrive meditazioni, preghiere, rituali potenti da praticare ogni volta che mangiamo, in modo da trasformare ogni pasto in un atto d’amore e in un rito che va oltre la materia. Compiendo le varie pratiche descritte ne “Il cibo del risveglio” rafforziamo la nostra consapevolezza, la nostra presenza mentale, sviluppiamo l’attenzione cosciente e andiamo oltre a una mera azione meccanicistica, automatica, ripetitiva.

Il libro è arricchito da 30 schede relative a 30 alimenti diversi, dall’amaranto al carciofo, dal fico al ginkgo biloba, dalla mela alla pesca… In ogni scheda, per ciascun alimento viene spiegato il mito che l’ha portato in essere. Sono miti legati a varie tradizioni, tra cui quella Greca e quella Induista. E ogni mito manifesta una particolare emozione e/o stato d’animo (rabbia, fallimento, tradimento, ansia, insicurezza, ecc.) accompagnato a sua volta da un evento.

“Conoscere gli effetti dei vari cibi sui nostri stati d’animo ci aiuta a divenire co-creatori del nostro destino” spiega nel libro Selene Calloni Williams.

Seguendo le pratiche di risveglio descritte nel libro, cibarsi diventa un rito sacro. Si ha inoltre la straordinaria opportunità di ri-scopre la centralità del sacrum facere. Mangiare sarà non più un’azione meccanicistica, bensì si trasforma in un rituale simbolico. Il rituale del cibarsi diventa così un viaggio tramite il quale possiamo lenire le ferite dell’anima e riabbracciare l’invisibile.

Silvia C. Turrin


 


Selene Calloni Williams. Scrittrice, viaggiatrice e documentarista, è autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia.
È l’iniziatrice del “metodo simbolo-immaginale” o “approccio immaginale” e della scuola italo svizzero degli immaginalisti. L’approccio immaginale è applicato a varie tecniche e discipline nell’ambito delle professioni fondate sulla relazione d’aiuto e nel campo della crescita personale. Per esempio la Mindfulness Immaginale, la Psicogenealogia Immaginale, le Costellazioni Immaginali, la Regressione Immaginale, ecc.

 

 

 


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Bhutan, Selene Calloni Viaggi

Bhutan, il regno del drago tonante

È immerso nel cuore dell’Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e da alte vette che toccano i settemila metri. La collocazione geografica ha contribuito a renderlo inaccessibile per molti secoli e sino al 1974, le porte del Bhutan sono state chiuse agli stranieri. Confinante con Cina, India e Nepal, questo piccolo regno dell’Asia è ancora restio ad aprirsi al turismo di massa: alcune località rimangono inaccessibili e il flusso degli stranieri è costantemente monitorato da oculate politiche governative. Non è comunque difficile ammirare i suoi incantevoli paesaggi naturali se ci si aggrega a un gruppo composto almeno da quattro persone e se si viaggia sostituendo l’idea di “turisti fai da te” con il concetto di viaggiatori consapevoli, rispettosi delle tradizioni di questa nazione sospesa tra atmosfere antiche e una profonda spiritualità.

I suoi abitanti lo chiamano Druk Yul, “terra del drago tonante”. Un nome datogli dai tibetani, che lo unificarono nel 1600 grazie all’opera del lama Ngawang Namgyal, a cui si deve l’introduzione del buddhismo Mahayana. La figura del drago e il culto buddhista sono talmente centrali nel Paese da essere stati simbolicamente adottati sulla bandiera bhutanese, dove i colori giallo e arancione rappresentano rispettivamente il potere temporale della monarchia e quello religioso del monachesimo buddhista. L’immagine del drago esprime la forza delle divinità femminile e maschile che proteggono il Paese dalle energie negative.

Gli echi del passato riemergono visitando le antiche fortezze, chiamate dzong, che tratteggiano raffinate e suggestive espressioni architettoniche, costruite in zone strategiche a scopo difensivo, religioso e amministrativo. Tra le più importanti spiccano il Rinchen Pung Dzong, la “fortezza su un cumulo di gioielli”, e il Trashi Chhoe Dzong, “fortezza della religione gloriosa”, situato a Thimphu, la capitale, edificata a 2300 metri, circondata da risaie terrazzate e da salici piangenti.

A Thimphu ha sede l’Istituto nazionale di medicina tradizionale, una costruzione tra le più interessanti della città, non solo a livello architettonico; al suo interno, si scoprono tanti preparati medicinali a base di erbe officinali, di minerali e di altri preziosi ingredienti per la cura di varie malattie. Presso l’Istituto viene svolta un’intensa attività di ricerca sulle piante medicinali del Bhutan al fine di impiegarle secondo antiche tradizioni taumaturgiche, molte delle quali sono conservate in preziosi e centenari volumi presenti nella biblioteca dell’Istituto.

Danze e luoghi misteriosi

Bhutan viaggio Selene Calloni

Negli dzong, i monasteri-fortezza, eretti in cima alle colline o alla confluenza dei fiumi, vengono celebrate le tsechu, feste che durano più giorni, nel corso delle quali i monaci, vestiti con gli abiti tradizionali e con il volto coperto da grandi maschere colorate, danzano in onore dei grandi maestri, al suono di tamburi, cembali e corni. Tra gli eventi più suggestivi vi è quello di Punakha Dromche, dove sono rappresentati da un lato, i temi tipici del Bardo, lo stadio intermedio tra rinascite, dall’altro, i fatti storici legati alla fondazione del Druk Yul, il paese del Drago Tonante.

Gli aspetti religiosi si fondono con le rappresentazioni mitiche e le antiche tradizioni folkloristiche del Paese. Altrettanto importante è lo tsechu dedicato a Padmasambhava, durante il quale viene rievocata la vita, oltre che i suoi insegnamenti. Tra i luoghi più affascinanti e misteriosi del Bhutan vi è il Bumthang, cui si accede oltrepassando il valico di Yotong, In questa zona avvolta da atmosfere mistiche si possono scoprire i primordi della cultura e della spiritualità bhutanese, visitando gli antichi siti della valle di Choskhor. Questa vallata, fulcro del Bumthang, protegge il monastero-fortezza di Jakar, risalente al 1549. Si può ammirare inoltre il tempio di Kurjey, tra i siti più sacri del Bhutan, fondato nel 1652 sul leggendario luogo dove Guru Padmasambhava aveva lasciato impressa su una roccia l’impronta del proprio corpo.

Tra le sue frasi più ispirate vi sono questi versi:

Mio padre è Samantabhadra, la consapevolezza non–duale. Mia madre è Samantabhadri, la sfera assoluta. La mia discendenza è l’unione di consapevolezza non–duale e sfera assoluta. Mi chiamo Padmasambhava, il Nato dal Loto. Il mio Paese è la sfera assoluta, libera da sorgere e cessare. Il cibo di cui mi nutro è il pensiero dualistico. Dedico il mio tempo a compiere le attività di un Buddha”.

Spiritualità, meditazione e Yoga in Bhutan

Bhutan viaggio Selene Calloni

Il Paese delle nevi è la meta di un imperdibile Viaggio/seminario condotto da Selene Calloni Williams e organizzato da Voyagesillumination.

Selene ha viaggiato in Bhutan molte volte e molto a lungo in passato, è uno dei luoghi al mondo che più ama, poiché è il solo che abbia ancora il tantrismo come religione ufficiale.

Selene ritorna in Bhutan dopo diversi anni e lo fa mettendo a frutto l’esperienza accumulata, la quale Le dice che il periodo migliore per visitare il Bhutan è proprio a cavallo tra dicembre e gennaio, quando il caldo non è ancora arrivato e soprattutto non sono ancora arrivati i turisti. In questo periodo, non turistico, i monaci e i monasteri sono più disponibili, la pace e la vastità dei paesaggi e dei monasteri è godibile fino in fondo.

Il Bhutan è chiamato “Il paese delle nevi” e va visto in questo periodo: il tempo del “vero Bhutan”.

Durante il viaggio Selene condurrà personalmente un seminario sulla tradizione sciamanico-tantrica della non-dualità, l’erotica sciamanica, la mistica sciamanica e la poetica sciamanica.

Le Iscrizioni si effettuano entro il 20 SETTEMBRE

Per maggiori info e iscrizioni:info@voyagesillumination.com

La partecipazione è subordinata ad un colloquio e il numero dei partecipanti è limitato. Richiedi la scheda dettagliata del viaggio scrivendo a info@voyagesillumination.com

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Viaggio in Giappone, alla ricerca dell’armonia

Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità, ai ritmi veloci e alle innovazioni iper-tecnologiche incontriamo una dimensione profondamente spirituale. Sui monti o nascosti tra boschi e giardini vi sono centinaia di templi, molti dei quali innalzati in onore delle divinità dello shintoismo. Oltre il 60% della popolazione del Sol Levante segue questo culto, in cui si ritrovano elementi di animismo e di panteismo.

Proprio il Giappone, terra di splendidi e intensi contrasti, è la meta dove ti condurrà – dal 16 al 25 settembre 2018 – Selene Calloni Williams, scrittrice, documentarista, nonché Direttrice di Imaginal Academy.

Il tempio di Kinkaku-ji

Il viaggio prevede la conoscenza di luoghi di incredibile bellezza e ricchi di storia, come Kyoto, l’antica capitale imperiale, in cui si respira la cultura del paese. Visiterai diversi grandi templi, tra cui il Kinkaku-ji, o Padiglione d’Oro, chiamato così perché interamente ricoperto con foglie d’oro. Il tempio Kinkaku-ji – in origine villa di riposo di uno shogun Ashikaga – fa parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Anche se in Giappone non esiste una vera e propria religione ufficiale, il buddhismo, nelle sue varie correnti, insieme allo shintoismo è tra quelle più seguite. Le varie tappe dell’itinerario mostreranno anche questo aspetto “sincretista” di una nazione moderna che ha saputo proteggere il suo ricco mosaico culturale.

Un’altra tappa dell’itinerario sarà Nara, a sud di Kyoto, antica città che ha contribuito ad arricchire l’arte e la letteratura giapponese. Qui sorge lo splendido tempio di Kofukuji, edificato nel 710, in cui sono ospitate numerose statue buddhiste di grande valore. Sempre nella cittadina di Nara altrettanto suggestivo è il tempio di Todaiji, che conserva il grande Buddha, il più celebre tra monumenti antichi della città. Fra le tappe del viaggio ci sarà anche il bellissimo santuario Kasuga, costruito nel 768, uno dei luoghi shintoisti più famosi del Giappone.

IL tempio di Kasuga

Si tratta di un Viaggio/Seminario unico e irripetibile, durante il quale Selene condurrà un Workshop intensivo incentrato sullo Yoga Sciamanico.

Il Seminario intensivo di Yoga Sciamanico si svolgerà in un bellissimo tempio buddhista, presso il Monte Koya, nel Parco Regionale di Koya-Ryujin. Con la sua altitudine di circa 1000 metri il Monte Koya (chiamato Koyasan in giapponese) è un antichissimo luogo di meditazione e apprendimento religioso, tanto che sulla montagna sono stati eretti 120 templi e monasteri, alcuni dei quali offrono alloggio a pellegrini e visitatori, piatti vegetariani, e danno anche la possibilità di iniziarsi alla pratica dello zazen, la meditazione zen. Il sito è classificato come Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Tempio presso Koyasan

Il seminario, rivolto in particolare ai giapponesi, è aperto anche a un numero molto ristretto di persone provenienti dall’Europa. Per questo, se sei interessata/interessato a partecipare al Viaggio e al Workshop ti invitiamo caldamente a contattarci, poiché le richieste sono numerose.

Durante il Seminario intensivo di Yoga Sciamanico verranno trattati i seguenti temi:

-aprire il cuore

-trasformare la paura

-ritrovare il nostro scopo nella vita

-affrontare i cambiamenti, invecchiamento, malattia,…

-relazioni, affetti e intimità

-creare abbondanza nelle nostre vite

-trasformare e guarire i traumi.

Il Viaggio in Giappone in compagnia di Selene Calloni Williams ti permetterà di risvegliare il tuo potenziale e la tua forza interiore, anche per il tramite dei paesaggi incantevoli in cui avrai modo di immergerti. Templi e giardini zen ti aiuteranno a ritrovare una profonda armonia interiore, che potrai accrescere grazie ai caldi autunnali cromatismi degli aceri giapponesi.

Per maggiori info scrivi a: info@voyagesillumination.com

e visita il sito ufficiale di VoyagesIllumination. com

Respirare profumi di spezie orientali, immergersi nei meandri di intricate medine, ammirare i variopinti colori
Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità,
Allontanarsi dai ritmi frenetici delle metropoli grigie, inquinate, convulse e immergersi in un paesaggio meraviglioso,
Terra di contrasti assoluti, dominata da paesaggi selvaggi, dove l’acqua e il fuoco si scontrano
Maurizia Giusti, in arte Syusy Blady, è una donna poliedrica. Tutti la ricordiamo grazie a

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Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale

Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno preso in considerazione. Se tutti noi concordiamo nel dare importanza al “presente”, dovremmo tuttavia ricordare e ri-considerare i nostri avi e le vicende loro occorse.

Come spiega Selene Calloni Williams nel libro Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale (Spazio Interiore, 2016), le vicende dei nostri antenati “sono registrate nella memoria del clan familiare in modi simbolici. Questi simboli sono energie, vincoli emotivi che, in un certo senso, programmano il progetto di vita dei discendenti”.

Eppure, questi vincoli, come ci svela Selene, possiamo decifrarli, trasvalutarli e sciogliere. Ciascuno di noi, in modi certamente differenti, è chiamato a considerare il proprio progetto di vita come “momento” decisivo per adempiere alla missione di compensazione del destino familiare. Se questa missione, ricevuta sin dal momento del concepimento, non viene adempiuta, nascono conflitti interiori da cui poi si generano autoboicottaggi.

Attraverso l’approccio transgenerazionale possiamo trovare rimedi, imparando a dialogare con le immagini degli antenati e dei sogni. Siamo dotati della capacità di trasvalutare disagi, limiti e disturbi, rendendoli nostri preziosi punti di forza.

Per il tramite del Corso Intensivo di Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale organizzato da Imaginal Academy, l’Accademia degli Immaginalisti, a Milano dal 28 febbraio al 4 marzo 2018 si potrà approfondire il tema delle dinamiche parentali e delle interferenze che le esistenze dei nostri avi possono indirettamente condizionare il presente. Si potranno conoscere le modalità con cui comprendere il proprio albero genealogico, per decifrare come il passato degli antenati influisca sulle relazioni interpersonali e sullo sviluppo della personalità dei discendenti.

Il Corso intensivo condotto da Selene Calloni Williams si basa sull’approccio simbolo-immaginale applicato alla psicologia trans generazionale. Basandosi sulla psicologia analitica di Jung e sulla psicologia archetipica del noto psicoanalista, saggista e filosofo statunitense James Hillman, Selene Calloni Williams ha elaborato un approccio efficace, attraverso cui si svelano – come lei stessa afferma: “quei legami affettivi invisibili, che ci uniscono ai nostri avi sospingendoci a fare della nostra vita l’incarnazione di un mito transgenerazionale”.

La psicogenealogia è strettamente correlata alle costellazioni familiari, in modo da formare una terapia sistemica dove l’individuo è visto e analizzato in uno specifico contesto di interrelazioni: da questa prospettiva è più semplice trovare quelle connessioni delicate e limitanti nel sistema-famiglia, che creano ostacoli al destino di persone appartenenti alla stessa famiglia. Il metodo sviluppato da Selene ha un quid in più, poiché è ad approccio immaginale che, spiega, “si rifà a una visione della psiche quale sorgente di tutti i fenomeni ed è perciò capace di creare la realtà”. Riveste quindi un ruolo cruciale il potere immaginativo.

A chi è rivolto il Corso Intensivo

Si rivolge a chi desidera svolgere una professione come costellatore ad approccio immaginale e a chi vuole conoscere la psicogenealogia e sperimentare le costellazioni familiari ad approccio immaginale per compiere una profonda esperienza di crescita personale.

Sabato 3 marzo 2018 open day per chi vuole avvicinarsi al mondo dell’immaginale.

Il corso più accreditato

Questo corso rilascia crediti ECM, CF ed ECP per medici, psicoterapeuti, counsellor, operatori olistici e conduce al conseguimento di un diploma accreditato Aiscon (per l’Italia vedi Legge 14 gennaio 2013 n° 4, Disposizioni in materia di professioni non organizzate, pubblicata sulla G.U. n° 22 del 26 gennaio 2013.

Durata del Corso

Dal 28 febbraio al 4 marzo 2018

Ha la durata di cinque giorni consecutivi è condotto da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi

Dove si svolge

Milano

Lettura Consigliata:

Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale di Selene Calloni Williams, edizioni Spazio Interiore.

 

Per approfondire:

http://www.imaginalacademy.org/

info@imaginalacademy.org


selene_calloni_williams Psicogenealogia Selene Calloni Williams, scrittrice e documentarista, nonché autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia. La sua peculiarità e risorsa è poter spaziare da Oriente ad Occidente, grazie al fatto di avere avuto due grandi maestri, uno in Asia, Michael Williams, che, a dispetto del nome occidentale, era di etnia Tamil, esperto di yoga e tradizioni sciamaniche e James Hillman, illustre psicoanalista e filosofo, che Selene conosce quando si trasferisce in Svizzera. In Oriente, e precisamente in Sri Lanka, Selene studia e pratica anche, per svariati anni, la meditazione buddhista Theravada nell’eremo della foresta del Venerabile Gatha Thera e del Rev. Gotatuwe Sumanaloka Thero. Tornata in Europa, si laurea in psicologia con una tesi sullo Yoga Integrale e ottiene un master in screenwriting presso la Napier University di Edimburgo. La possibilità di abbracciare insegnamenti orientali ed occidentali è assai preziosa perché capace di tradurre il messaggio orientale in modi adeguati alle modalità di ricezione della psiche degli occidentali, i quali indubbiamente hanno una tradizione immaginale occidentale. Grazie a Michael Williams, Selene è iniziata a un antico lignaggio yoghico-sciamanico da cui provengono i meravigliosi insegnamenti del Mantra Madre.

 

Il fatto è che qualsiasi sofferenza, qualsiasi comportamento

o ripetizione compulsiva di una sequenza di eventi può essere

deprogrammata, a patto di risalire alla prima volta in cui essa si

è generata. Questo non è mai un tempo individuale e neppure

transgenerazionale, ma è un tempo mitologico, un tempo delle

origini. Il luogo dove l’immagine originaria si è generata per la

prima volta è un luogo invisibile, celeste o sotterraneo, l’Olimpo

o l’underworld”. Selene Calloni Williams

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La ribellione zen è un atto d’amore

zen Selene Calloni WilliamsRealizzarti pienamente e trovare pace, amore, prosperità in questa vita. È ciò che ti aspetta dopo aver letto il nuovo libro Lo Zen e l’arte della ribellione, a bordo di un sidecar nella fantastica storia di Arianna della scrittrice e documentarista Selene Calloni Williams. Man mano che si entra nella storia della protagonista ci si trasforma in lettori attivi, capaci di oltrepassare la corazza dell’homo materialis comunis per abbracciare la visione immaginale e per trasmutarsi in homo imaginalis. Questo è certamente un processo rilevante e rivoluzionario, poiché una volta innescato si ottiene un enorme potere, ovvero quello di non essere più governabili, controllabili e manipolabili. Ciò significa che leggendo le pagine del libro si viene “iniziati” a una profonda trasformazione interiore che, da un lato, conduce alla deprogrammazione inconscia, dall’altro, porta a spezzare le catene tipiche dell’homo consumens. In pratica, si diventa liberi, in quanto si coltiva l’abilità di riconoscere l’esistenza come sogno, impressione, immaginazione: solo così – come afferma l’Autrice – si ha la forza di assumersi la piena responsabilità di tutti gli eventi, sottraendosi al ruolo di vittima e di spettatore passivo.

Attraverso la storia di Arianna riusciamo a ridestarci da un sonno ipnotico e a coltivare il fuoco della libertà per ritrovare noi stessi e per realizzarci, adesso, in questa vita.

Con la scelta coraggiosa di ribellarsi ai divieti imposti da chi controlla il suo mondo, Arianna – abbandonando la città per il deserto – scopre la sua vera natura, scopre chi è veramente. L’atto della ribellione agli arconti, a quelle norme e consuetudini che rendono l’essere umano misurabile, prevedibile, governabile, porta Arianna a deprogrammarsi e ad assaporare la vera libertà. Arianna non sarà più vittima del tempo e degli eventi. Ad accompagnarla in questo viaggio iniziatico sono il mago Teodoro e Akì, la donna naga. L’atto di ribellione compiuto da Arianna si rivelerà un atto d’amore e di libertà. Una libertà che viaggia in sidecar, perché il processo di deprogrammazione e di risveglio è compiuto anche grazie all’aiuto dei fidati compagni. Arianna dovrà affrontare da sola alcune prove, ma il sostegno di Teodoro e di Akì sarà fondamentale in varie situazioni. Solo l’amore potrà salvare i protagonisti; solo l’amore permetterà ad Arianna di vincere l’inganno del tempo e della morte.
In tutto questo, il lettore andrà oltre la mente ordinaria, oltre la paura, per abbracciare finalmente l’amore e vivere nella libertà.

Silvia C. Turrin

Lo Zen e l’Arte della Ribellione
A bordo di un sidecar nella fantastica storia di Arianna
Selene Calloni Williams
Edizioni Studio Tesi, 2017


Lo zen e l’arte della ribellione – il booktrailer

È immerso nel cuore dell'Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e
Professori di neuroscienze cognitive, docenti di comunicazione e psicologi ci stanno mettendo in guardia, ormai
Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità,
Proseguiamo il nostro itinerario nel mondo colorato e profumato delle spezie. Nella prima parte abbiamo
Il medico e fisiologo indiano M.V. Bhole unendo le tecniche di Pranayama con le pratiche

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un libro per sempre Mindfulness Immaginale

Mindfulness Immaginale e la capacità di darsi – Intervista a Selene Calloni Williams

Alcune persone, un po’ confuse sul concetto e sulla pratica della Mindfulness, mi chiedono: “Perché ti sei avvicinata proprio alla Mindfulness Immaginale? Cos’ha di diverso rispetto agli altri corsi proposti in Italia?”. Io rispondo in modo semplice, spiegando come la Mindfulness Immaginale sia uno straordinario ponte di collegamento tra la pratica meditativa tipica dell’Oriente e l’approccio psicologico immaginale nato in Occidente.

La Mindfulness Immaginale, sviluppata da Selene Calloni Williams e dal reverendo Gotatuwe Sumanaloka Thero, è rispettosa delle basi filosofiche da cui deriva; infatti, essa è incentrata sulla corrente Theravada, ovvero quella scuola buddhista che più si avvicina agli insegnamenti originari dell’Illuminato e da cui traiamo i principi e le pratiche della meditazione.

Selene Calloni Williams e il reverendo Gotatuwe Sumanaloka Thero, monaco buddhista Theravada

Bisogna capire che il mondo della Mindfulness si è ormai diversificato. Essendo diventata molto popolare e “di moda”, all’interno della Mindfulness sono sorti approcci puramente materialistici, che non tengono abbastanza in considerazione la dimensione “sacra”, “invisibile” insita invece nella Mindfulness primeva , così come ci è giunta a noi dall’Oriente.

Certo, i confini tra Oriente e Occidente sono diventati labili, almeno dal punto di vista di talune tendenze e modus vivendi legati alla globalizzazione: dall’uso dei medesimi mezzi di comunicazione alla diffusione di modelli socio-tecnologici simili. Possiamo affermare come la Mindfulness Immaginale permetta di approcciarsi alla vita occidentale in maniera più lucida e consapevole. Essa ci aiuta a rimanere attenti alla realtà circostante e ai fenomeni che accadono, restando al contempo ancorati alla dimensione spirituale, sacra.

I ritmi esistenziali in Occidente, o meglio, nel cosiddetto “Nord del Mondo”, continuano a essere frenetici e offuscati da un’innumerevole quantità di distrazioni; la visione materialista appare ancora forte, sebbene vi siano piccole minoranze di persone, con visioni anche tra loro molto differenti, che si sono allontanate proprio dall’eccesso di materialismo per abbracciare stili esistenziali frugali e ispirati a qualche forma di devozione: chi verso la religione cristiana, chi verso il buddhismo, chi verso un approccio più panteistico.

Selene Calloni_Williams, ideatrice di Imaginal Academy – L’Accademia degli Immaginalisti

Come la mia maestra Selene Calloni Williams spiega nei suoi corsi organizzati con Imaginal Academy, “Praticare la Mindfulness Immaginale, significa seguire un cammino “controcorrente”, attraverso il quale tutti i valori del mondo vengono trasvalutati. Il mondo è fondato sugli attaccamenti e la meditazione porta allo scioglimento degli attaccamenti e al Nirvana, cioè alla liberazione dall’illusione di esistere come individuo separato dal tutto. Le sensazioni di mancanza sono passaggi segreti che portano verso il mondo infero, il regno dell’anima e quindi vanno coltivate attraverso la meditazione. Il meditante deve andare nella direzione da cui tutti gli altri fuggono, smettere di agitarsi per contrastare la natura, e alleandosi con essa incamminarsi impeccabilmente verso la liberazione finale”.

La Mindfulness rischia di venire snaturata, ecco perché credo sia giusto fare chiarezza in un tempo storico in cui le mode e la tendenza del “tutto e subito” rischiano di avere il sopravvento; rischiano di creare più confusione e poche certezze tra le persone.

E per fare chiarezza ho voluto intervistare ancora una volta la mia maestra, Selene Calloni Williams. L’occasione è avvenuta in un bellissimo pomeriggio di giugno; ci stavamo avvicinando al crepuscolo e la natura ci ha regalato suoni e colori avvolti da sfumature poetiche. Il canto degli uccellini ci ha accompagnate durante questo interessante dialogo.

Un dialogo indirizzato a chi già certamente conosce la Mindfulness Immaginale, un dialogo rivolto anche a tutte quelle persone che sentono sia giunto il tempo di praticare un cammino controcorrente…

L’importanza della dimensione sacra

Inizio l’intervista a Selene porgendole una domanda introduttiva, ma importantissima per decifrare l’epoca in cui stiamo vivendo.

Silvia: Quanto è importante la Mindfulness Immaginale in un periodo storico come quello che stiamo vivendo? Un periodo in cui sembra che tutto sia dominato dal caos. Un periodo in cui tante persone si sentono distratte e confuse? Come la Mindfulness Immaginale può trasformare l’inconsapevolezza in consapevolezza e il disordine in armonia?

Selene: La Mindfulness Immaginale può fare tantissimo, però bisogna che la gente la pratichi. La Mindfulness Immaginale può ristabilire un legame con tutto ciò che è connesso alla dimensione invisibile. Per esempio, aiuta a migliorare sia la qualità del sonno, sia il nostro rapporto con il nostro corpo. Una persona che riesce a dormire bene, risulta essere meno ansiosa, e quindi è meno agitata. Per trasformare il caos bisogna partire dalle persone. Bisognerebbe che si incominciasse con l’instaurare/ristabilire una maggiore fiducia verso il proprio corpo, verso i propri organi, perché moltissimi individui ormai vivono come se il corpo fosse un oggetto, una macchina; hanno dimenticato il rapporto profondo con gli organi, con la dimensione sacra del corpo. Per Jung gli organi sono gli Dèi, mentre per gli sciamani sono i nostri avi. Certamente non sono semplici oggetti meccanici. Eppure l’uomo sembra avere con il corpo lo stesso rapporto che ha con una macchina, con un computer, solo che il corpo può ammalarsi, può cedere, invecchiare, può dar fastidio. Il corpo ha delle richieste. Questo aumenta l’ansia, la sua frustrazione e ciò, talvolta, può tradursi in violenza e può causare violenza, o incomprensione verso gli altri, perché non comprendere il proprio corpo significa anche non comprende gli altri. Significa anche spezzare il rapporto con l’invisibile. Se questo accade, allora si vive nell’ansia e nella paura.

Silvia: Spiegando la Mindfulness Immaginale ai neofiti e non solo, ho notato come talune persone pensino che per praticarla occorre rimanere in silenzio, in solitudine, al chiuso, e meditare nella classica postura del loto o a gambe incrociate. Anche su questo bisogna fare chiarezza…

Selene: Meditare non significa soltanto rimanere a gambe incrociate e a occhi chiusi. Anzi, è proprio quando una persona deve fare qualcosa per uscire dallo stato di meditazione che si rivela un vero meditante, non quando deve fare qualcosa per mettersi in meditazione. È uscire dallo stato meditativo che fa la differenza tra un praticante o meno. Di fatto, la meditazione è una propaggine della vita, di una vita vissuta in uno stato di consapevolezza. Praticare la Mindfulness Immaginale significa cercare di essere consapevoli, significa sentire/ascoltare con attenzione cosciente. La meditazione è attenzione.

Se una persona è attenta, soffre anche meno. Le persone sono distratte perché hanno paura, hanno paura perché sono in ansia, sono in ansia perché non stanno attente all’invisibile, non guardano le cose in profondità, perché non meditano. Tutto questo si rivela un circolo vizioso. La meditazione può ricondurci in un circolo virtuoso, ovvero: guardo le cose con attenzione, le guardo con profondità, sono consapevole, diminuisco l’ansia, diminuisco la paura e riesco a essere sempre più consapevole, meno distratto. La distrazione è originata proprio da ansia e da paura, le quali provocano superficialità, che a sua volta è causata dalla paura di andare in profondità nelle esperienze di vita. La Mindfulness Immaginale è di enorme beneficio per chi vuole seriamente uscire da questa gabbia.

Silvia: Anche in Italia la mindfulness ormai è inflazionatissima. Viene inserita in tanti contesti come fosse qualcosa di ludico, di facile e sbrigativo. Viene insegnata in certi corsi o seminari a numerosi gruppi di persone, senza prestare l’attenzione in modo specifico alle esigenze e peculiarità di ciascuno. Non si rischia una eccessiva semplificazione?

Selene: La semplificazione non è un rischio, si vede già. La situazione è già così, la mindfulness viene snaturata. Semplificare di per sé non sarebbe sbagliato, ma in questa semplificazione, se eccessiva, si rischia di stravolgere i fondamenti e i contenuti della Mindfulness stessa.

Portare la meditazione a tutti, che di per sé è un buon intento, in realtà è difficile, poiché il processo di semplificazione può trasformarsi in un processo in cui la mindfulness viene deformata. Si finisce così per perdere il suo nucleo centrale, che è il recupero del sacro, della capacità di darsi, di amare, di ritrovare l’unione con il Tutto. La mindfulness se snaturata diventa esattamente l’opposto, cioè qualcosa che parte dall’io e che ha come fine il rinforzo delle categorie dell’io. Mentre la meditazione dovrebbe essere esattamente l’opposto, cioè il superamento e la dissoluzione dell’io. Fare e praticare la Mindfulness Immaginale significa avviare i processi di depersonalizzazione e di smaterializzazione del reale; significa anche lasciare andare gli attaccamenti e coltivare per sé e per il mondo la Pace.

Per approfondire si consiglia la lettura del libro “Mindfulness Immaginale”

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Myanmar-Birmania, la terra dei 37 Nat

La Birmania-Myanmar è un Paese straordinario. Questa nazione, dopo decenni difficili a livello socio-politico, sta nuovamente camminando sulla strada della libertà. Nonostante le privazioni, la sua gente ha conservato la gioia nel cuore. Merito certamente della spiritualità che da sempre aleggia in questo angolo d’Oriente. Una spiritualità fortemente basata sul buddhismo, oltre che, in percentuale minore, su culti animistici.

Per le città, nei templi, anche quelli sperduti nella foresta, sfilano le tonache arancioni dei monaci Theravada. Tanti i simboli buddhisti che si incrociano viaggiando in ogni suo anfratto: pagode avvolte da misticismo, stupa impregnati di preghiere dei fedeli.

È proprio grazie alla forza di queste tradizioni ancestrali che il popolo birmano ha mantenuto in vita antichissimi culti. Tra questi i Nat meritano di essere conosciuti.

I Nat appartengono al mondo della bellezza poetica.

Per approfondire la loro storia uno dei libri più originali è Le Carte dei Nat e le costellazioni familiari, uno strumento per parlare con gli antenati scritto dalla documentarista, nonché scrittrice Selene Calloni Williams.

Dopo aver compiuto diversi viaggi etno-antropologici in Birmania, anche in luoghi mai raggiunti dal turismo di massa, Selene ha voluto raccogliere quanto appreso sul culto dei Nat in questo libro, divenuto tra l’altro uno strumento utilissimo per quanti lavorano nell’ambito della psicogenealogia.

Come scrive l’Autrice:

“I Nat sono il prodotto di una filosofia naturale che mostra una radice universale. […] Essi rappresentano le molteplici forze della psiche umana. Il legame dei Nat con gli avi è nel loro carattere sciamanico e animistico. Per le tribù animiste, ancora oggi presenti nella foresta birmana, vi è una connessione stretta fra Nat, antenati e spiriti”.

Puoi addentrarti nel culto dei Nat e nell’anima vera della Birmania dal 28 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018, viaggiando con Voyagesillumination – Imaginal Academy in compagnia di Selene come guida d’eccezione.

Un itinerario che inizia dalla capitale Yangon, dove potrai ammirare la straordinaria Shwedagon Paya, la Pagoda d’oro, il tempio più bello di tutto il Myanmar.

La Birmania è anche terra del buddhismo Theravāda, ovvero la “Via degli anziani”, originatasi circa 100 anni dopo la morte del Buddha.

Visiterai Bagan, un luogo magico. Bagan è rimasto il centro spirituale della corrente Theravada, come testimoniano le centinaia di templi ancora esistenti, circondati da una fitta foresta.

In questo viaggio, se già non la conosci, scoprirai la Mindfulness Immaginale e i suoi benefici a livello psico-fisico. Praticherai meditazione con la guida esperta di Selene Calloni Williams e dei monaci buddhisti: un’opportunità incredibile, che ti aprirà la strada verso una maggiore consapevolezza e verso l’inizio di una vita piena, orientata all’armonia.

Altra tappa suggestiva è il Monte Popa, dove forte è la presenza dei Nat, spiriti protettori e guide che vivono nella natura. Su questa vetta entrerai a contatto coi Nat, con la loro forza selvaggia.

Per prepararti al viaggio ti consigliamo di immergerti nelle pagine del libro di Selene Calloni Williams, Le Carte dei Nat (Edizioni Mediterranee), in cui oltre alla psicogenealogia viene illustrata la spiritualità birmana. Il volume è arricchito da 37 carte che corrispondo ai 37 Nat (disegnati dall’artista Luigi Scapini) e dal dvd “Myanmar, Terra dei Nat”, girato a Bagan tra gli sciamani del Monte Popa.

Per maggiori info clicca qui.

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Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale

Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale, il nuovo libro di Selene Calloni Willams per Spazio InterioreIl nostro presente può essere condizionato dalle vicende accadute ai nostri avi? Quanto le nostre scelte di vita sono influenzate dal passato di un nostro familiare?

E questi condizionamenti, se esistono, possono essere trasformati in qualche modo, in maniera tale da sciogliere blocchi e ri-trovare così un’autonoma libertà di scelta?

A queste domande troviamo risposte e precisazioni approfondite anche ad altri quesiti nel nuovo libro di Selene Calloni Williams, “Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale”.

Un testo che aiuta a comprendere come i nostri antenati possano avere “potere” su di noi, bloccando la nostra evoluzione: solo individuando, comprendendo e lavorando su questi blocchi si riesce a mettere in moto la tanto auspicata realizzazione personale.

Il libro, seppur rivolto principalmente ai professionisti delle terapie d’aiuto, è indirizzato a tutti coloro che vogliono comprendere il proprio albero genealogico, indagando su quegli eventi, non noti o chiari, che influiscono sulle nostre scelte di vita. L’Autrice, con un linguaggio professionale e chiaro, descrive l’approccio Immaginale da lei sviluppato con successo da oltre tre decenni: un approccio con cui viene portato avanti un lavoro approfondito connesso alla Psicogenealogia e alle Costellazioni Familiari. Il metodo, quello dell’immaginale, è molto efficace per comprendere qual è il mito che si mette in scena nella vita. Infatti, dal punto di vista dell’immaginale sono i legami affettivi invisibili coi nostri avi che ci spingono a trasformare la nostra esistenza nell’incarnazione di un mito transgenerazionale.

Perché si rivela così utile ed efficace l’approccio Immaginale?

In primis, perché lavora per il tramite di tecniche e strumenti connessi alla psicologia transgenerazionale, che trae le sue radici filosofiche nella psicologia analitica di C. G. Jung e nella psicologia archetipica di James Hillman.

In secondo luogo, perché l’approccio Immaginale lavora sulla psiche, considerandola come la fonte di tutti i fenomeni. In pratica, viene data importanza al potere immaginativo e alla capacità di ognuno di plasmare la realtà.

Il libro svela come l’approccio Immaginale sia uno strumento validissimo per comprendere la complessità del sistema familiare e come il passato agisca sul presente, a livello individuale-karmico e transgenerazionale.

Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale” è un libro che ci aiuta a coltivare nuove visioni esistenziali, mostrandoci come liberarci da blocchi inconsci. Un libro che ci invita a riappropriarci della realtà e a portare avanti il nostro progetto di vita.

Silvia C. Turrin

Selene Calloni Williams
Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale
Edizioni Spazio Interiore, Roma
2016
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