Sudafrica, Mamphela Ramphele e Biko, la verità non detta dai giornalisti italiani…

Nella casa-museo di Steve Biko a Ginsberg - la vedova Ntsiki Biko, coi due filgli - foto di Silvia C. Turrin ©
Nella casa-museo di Steve Biko a Ginsberg – Nell’immagine si vedono la vedova Ntsiki Biko, coi due figli, e poi la nonna e la madre di Ntsiki – foto di Silvia C. Turrin ©

 

In questi giorni, sui giornali italiani – anche on line – si stanno sprecando troppe parole insensate sul Sudafrica, su Mandela, sulla situazione sociale e politica della rainbow nation.

Troppe parole insensate di giornalisti che non conoscono molto la storia del Sudafrica e scopiazzano qua e là dai giornali locali!

Un esempio: leggo su un quotidiano “importante”, un articolo scritto da una presunta “firma importante”, di Mamphela Ramphele definita nel pezzo “compagna” di Steve Biko.

Siccome la storia e la vita di Biko le conosco direi abbastanza bene, mi chiedo se quel giornalista della testata importante italiana sia stato nella casa-museo di Biko nella township di King William’s Town o abbia incontrato gli attivisti della Steve Biko Foundation o abbia scritto un libro sul Black Consciousness Movement – E ritengo che un BRAVO giornalista debba spiegare meglio ciò che scrive.

Quindi scrivere in un articolo: “…Mamphela Ramphele, in questi giorni la donna più in vista del Sudafrica, che fu la compagna di Steve Biko, martire della lotta anti-apartheid…”

Perché dire che è stata la compagna di Biko?

Biko aveva una moglie, Ntsiki – vedova per la brutale uccisione del marito dovuta alle torture subite in carcere -,  con lei ha avuto 2 figli, uno dei quali è Nkosinathi Biko, che ho incontrato a JOZI, il quale porta avanti l’eredità del padre.

Pura disinformazione da parte del giornalismo italiano!

Piuttosto meglio sarebbe spiegare ai lettori la VERITÀ. Cioè che:

Mamphela Ramphele è stata una delle figure femminili più combattive e preparate del Movimento della Consapevolezza in Sudafrica. La sua forte personalità attirò Biko, tanto che fra i due nacque un difficile e intenso legame sentimentale, dal quale nacque un bambino, Hlumelo, venuto alla luce nel 1978. Si trattò di un rapporto unico, caratterizzato da reciproco affetto e dal medesimo progetto di liberazione degli oppressi, ma reso complicato dal matrimonio di Biko con Ntsiki. Si originò così una relazione triangolare, alla quale Biko non riusciva o non voleva trovare una soluzione.

Questo testo è un estratto di un mio scritto universitario. Un breve testo che volevo includere nel mio libro dedicato al Movimento di Biko, poi mi sono detta: voglio parlare di movimenti anti-razzisti, di lotta contro l’oppressione e contro l’ignoranza dei bianchi, perché inserire elementi di natura privata NON RILEVANTI alla storia del Sudafrica riguardanti la vita di queste persone?

quanta carta sprecata…quante parole inutili…che si stanno diffondendo, che non ritraggono il vero volto di una terra a me cara, la rainbow nation, un arcobaleno costruito grazie ai sacrifici di persone come Stephen Biko e come Nelson Mandela Rolihlahla

Amandla!

Silvia C. Turrin

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