Spezie che passione! Benefici e ricette – Prima Parte

Sin dai tempi antichi le spezie sono state utilizzate come alimento benefico. Greci, Romani, le antiche civiltà dell’India, così come i popoli africani le hanno impiegate per arricchire di sapore e colore vari piatti. La loro importanza era testimoniata dal fatto che, per secoli, sono state adottate come merce di scambio: non a caso erano spesso equiparate all’oro e alle pietre preziose. Una tradizione millenaria quella dell’uso delle spezie che continua sino a oggi con una maggiore consapevolezza.
Numerose ricerche hanno messo in evidenza il loro valore nutraceutico, in quanto i loro componenti o principi attivi aiutano a prevenire malattie. Contribuiscono a migliorare il benessere generale dell’organismo stimolando il metabolismo, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche. Di seguito vediamo alcune delle spezie benefiche per il nostro organismo.
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I chiodi garofano

L’itinerario inizia dalle isole Molucche, luogo originario dell’albero Eugenia caryophyllata, i cui fiori in boccio, una volta essiccati, si trasformano nei noti chiodi di garofano. La loro produzione si è diffusa in Africa orientale, soprattutto a Zanzibar e Pemba, caratterizzate da un microclima favorevole alla coltivazione di questa pregiata spezia. Già nel Medioevo i chiodo di garofano erano conosciuti e ricercati dai commercianti. All’epoca venivano usati per curare la tosse e anche per alcuni disturbi intestinali. La famosa Santa Ildegarda (1098-1179), mistica cristiana e sensitiva, ha scritto numerosi trattati di medicina in cui si fa ampio uso di erbe e spezie: per curare il mal di testa consigliava proprio il chiodo di garofano. La medicina ufficiale ha scoperto le sue principali proprietà. Nel caso di mal di denti, un rimedio naturale è l’olio essenziale di questa spezia, in quanto contiene una buona percentuale di eugenolo, sostanza che ha virtù anestetiche e antisettiche. L’infuso di chiodi di garofano è consigliato per ridurre la nausea e anche per problemi digestivi. Questa spezia è poi indicata per insaporire piatti, tisane ed è un ingrediente indispensabile per realizzare il Garam Masala, una miscela diffusa in India, preparata in tanti modi diversi, con l’aggiunta di altre erbe aromatiche.


Garam Masala

Ingredienti:
mezza tazza di cardamomo verde
mezza tazza di semi di cumino
mezza tazza di chiodi garofano

Versate i semi in un mortaio e macinateli finemente. Miscelate il tutto e riponetelo in un contenitore ermetico in modo che il loro aroma e i loro benefici non si disperdano.


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La curcuma

La si riconosce facilmente per il suo colore giallo intenso. In India – che è il Paese primo produttore al mondo – la curcuma è un alimento sacro, poiché legato al dio Sole. La curcuma viene chiamata anche “lo zafferano delle Indie” poiché dà colore (e sapore) a piatti come il curry, ma anche ai tessuti. La “sacralità” di questa spezia deriva da altri elementi. Negli ultimi anni si stanno avviando ricerche per studiare i concreti benefici della curcuma sulla salute: si cerca cioè di capire perché alcune malattie siano così diffuse nei paesi occidentali, in primis negli Stati Uniti, e non in India. Alcuni studi interessanti in materia sono stati pubblicati dalla IARC press. Essi mettono in evidenza le qualità della curcumina – sostanza presente nella spezia da cui deriva il suo nome – che ha importanti effetti farmacologici: possiede cioè proprietà antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti. I ricercatori sottolineano in particolare il suo potenziale anti-tumorale, confrontando per esempio i tassi di tumori al seno, al colon e alla prostata nella popolazione femminile/maschile dell’India (bassi o addirittura inesistenti) con quella degli Stati Uniti (con valori molto più alti). Il segreto di una buona salute non sta tanto nell’uso frequente della curcuma, piuttosto dalla miscela di questa spezia con altre: è questo mix che contribuisce ad aumentare l’assorbimento da parte dell’organismo delle varie sostanze benefiche come la curcumina. È perciò importante amalgamare tra loro alcuni alimenti, perché questo metodo permette di rafforzare gli effetti salutari dei vari componenti nutritivi. Il curry è per esempio un piatto perfetto che risponde all’esigenza della sinergia alimentare.
La curcuma è consigliata dai medici ayurvedici, tra cui il dottor Vasant Lad che la indica come sostanza ideale per depurare il sangue. La consiglia anche per mitigare l’infiammazione delle tonsille e la congestione della gola: in questo caso si usa nei gargarismi, mescolando due pizzichi di curcuma e due pizzichi di sale in un bicchiere di acqua calda (non bollente!).



 

La cannella

Cinesi, antichi Egizi, Ebrei e Arabi la utilizzavano diffusamente. Anche i Romani, grazie all’imperatore Vespasiano, scoprirono la sua fragranza, tanto che veniva usata per confezionare corone e per addobbare i templi. Per molti popoli il suo valore era simile a quello dell’oro. Ne esistono di diverse specie, a seconda della provenienza: dallo Sri Lanka proviene il “Cinnamomum zeylanicum” che è la cannella propriamente detta, quella più pregiata; dalla Cina proviene il “Cinnamomum cassia” e poi ci sono varietà originarie della Birmania e anche del Vietnam. In Oriente la cannella è da sempre utilizzata non solo per il suo aroma dolce e delicato. Essendo un buon disintossicante con proprietà antisettiche è indicata – anche nella medicina ayurveda – per alleviare raffreddore e tosse, soprattutto se associata al cardamomo, allo zenzero e ai chiodi di garofano. Inoltre, come afferma il prof. Bharat B. Aggarwal, la cannella viene usata nella medicina tradizionale cinese per le sue virtù riscaldanti, in particolare per gli indolenzimenti muscolari; e giustamente ricorda che è uno degli elementi che compongono il noto balsamo di tigre, usato per alleviare i dolori.


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Il cardamomo

È una spezia particolare, per il suo sapore forte, inconfondibile e tra le più costose, insieme a vaniglia e zafferano. Originario delle foreste tropicali dell’India, Sri Lanka, Tanzania e America centrale il cardamomo è ampiamente usato nella cucina orientale e araba. Vi sono due varietà, grande e piccolo, e quattro tipi di cardamomo, verde, rossastro, bianco e nero: il più ricercato è quello piccolo di colore verde. I suoi benefici – in particolare quelli di un elemento che lo compone, cioè il cingolo – si sprigionano attraverso infusi e decotti. Per ridurre i sintomi del raffreddore si può disciogliere in acqua calda qualche seme da lasciare in infusione per due-tre minuti.


Per un dessert insolito – Crema di riso al cardamomo

Ingredienti:

  • 100 cl latte
  • 150 gr riso (o farina di riso)
  • 5 capsule cardamomo
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 manciata mandorle tritate finemente.

Sminuzzate del riso (tipo a piacere) con il macinino del caffè, o usate farina di riso. Versate il latte in una pentola, aspettate che prenda il bollore, poi aggiungete il riso (o la farina di riso) ben sminuzzato mescolando bene. Cuocere per circa 20 minuti a fuoco lento; quindi unite lo zucchero e il cardamomo macinato all’istante. Amalgamare tutto con cura. Versate la crema di riso in coppette individuali e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Guarnite con mandorle tritate.


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L’anice stellato

Dalla forma e dal profumo inconfondibili, l’anice stellato è una spezia usata sin dall’antichità nella medicina tradizionale cinese per le sue proprietà stimolanti e nella cura del mal di gola. Lo si usa non solo per la preparazioni di torte e biscotti, ma anche per tisane e per insaporire brodi di verdura; contribuisce anche a dare un gusto in più alle mele cotte, ideali in inverno come corroboranti, soprattutto se preparate scaldandole a pezzettini in un po’ di acqua, a cui si aggiungono cannella e chiodi di garofano.

Testo a cura di Silvia C. Turrin


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