Mounou Désiré Koffi
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Mounou Désiré Koffi, tra arte ed ecologia

Ha 24 anni e il suo nome è già conosciuto anche oltre i confini della sua terra natia, la Costa d’Avorio. Mounou Désiré Koffi, classe 1994, nato nella cittadina di Buyo, ha l’arte nel cuore, sin da quando era piccolo. Quando frequentava la scuola primaria vinse un concorso grazie alla sua bravura nel disegno e da allora ha continuato a studiare, sperimentare e approfondire il variegato mondo dell’arte.

Nel 2014 Mounou ha fondato l’associazione Carre Noir con la quale diffonde la sua passione per la pop art e l’arte contemporanea. Se molte delle sue opere sono sospese tra impressionismo e arte figurativa, ciò che lo ha reso famoso anche in Europa è la sua capacità di integrare nei suoi quadri elementi di ecologia.

Adottando la filosofia del riusa e ricicla, Mounou ha avuto la brillante idea di dare una seconda vita ai telefoni cellulari usati. È così che nelle sue recenti opere le immagini di scene urbane o di volti sono il frutto di un attento assemblaggio di oggetti e disegni su tela.

Vecchi schermi e tastiere dei cellulari – che recupera nelle discariche o addirittura per le strade – si trasformano completamente grazie alla sua immaginazione, diventando personaggi, volti di bambini, angoli di città africane come Dakar o Abidjan, squarci di vita nei mercati.

L’ecologia diventa così una spinta per creare qualcosa di originale a livello estetico. “Spero che questa mia nuova tecnica di riciclaggio dei rifiuti elettronici ci faccia rendere conto che è sempre possibile migliorare il nostro sistema di vita impiegando un po’ di creatività”, ha dichiarato il giovane artista. Quello di Mounou Désiré Koffi è uno stile innovativo, che sta entusiasmando appassionati d’arte e non solo.

Dopo aver esposto in Marocco e in Belgio, la sua arte è approdata anche a Parigi, in occasione della rassegna Who’s next, importante fiera internazionale del fashion. Dal 10 settembre al 4 novembre 2018 le sue opere saranno esposte durante l’evento denominato Melting Pot, organizzato nella capitale della Costa d’Avorio.

Silvia C. Turrin

L’articolo è on line anche sul sito SMA Afriche

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