Mindfulness Immaginale – il Libro

Le basi della Mindfulness Immaginale

Chi va oltre la dimensione tangibile, sa che la pratica della meditazione permette di scoprire il proprio vero sé, e di accedere a stati spirituali altrimenti non sperimentabili. È proprio sulla meditazione che si fonda la Mindfulness Immaginale, sviluppata da Selene Calloni Williams e dal monaco Theravāda Gotatuwe Sumanaloka Thero. È stato sull’isola di Sri Lanka che si conobbero, nel lontano 1982. All’epoca, Sumanoloka era un giovane monaco novizio Theravāda che abitava in una grotta nell’eremo della foresta di Abharana in compagnia del venerabile maestro Ghata Thera, mentre Selene, giovanissima, fu condotta nell’eremo dal suo maestro di yoga e di sciamanismo, Michael Williams. Selene Calloni Williams e Gotatuwe Sumanaloka Thero insegnano meditazione dal 1990 sia in Asia, sia in Europa, portando avanti un approccio che unisce il metodo simbolo-immaginale alle pratiche della meditazione buddhista Theravāda.
Come spiega la stessa Selene Calloni Williams: «La Mindfulness Immaginale è un cammino di consapevolezza che migliora le condizioni di benessere interiore trasmutando emozioni di tristezza, rabbia, paura. In questi ultimi anni, innumerevoli sono state le conferme scientifiche a sostegno della tesi secondo la quale la pratica della meditazione buddhista (in particolare Vipassana, Satipaṭṭhāna e Cankamana) sia in grado di conferire grandi benefici psicologici e fisici, che vanno ben oltre la semplice riduzione dello stress. Questo ha fatto sì che la Mindfulness incontrasse un vasto consenso anche al di fuori degli ambiti clinici».

Benefici della pratica

La Mindfulness Immaginale, se praticata in modo regolare, apporta una serie di benefici: aiuta a essere più sereni e calmi; permette di superare in modo più consapevole le paure e sciogliere gli attaccamenti; favorisce una maggiore armonia psico-fisica, poiché spinge a uscire dalla gabbia dell’io, dall’individualità e dai limiti creati dalla nostra mente. Praticando la meditazione Theravāda, che è parte integrante della Mindfulness Immaginale, si sviluppa la capacità di andare oltre l’idea del materialismo e dell’oggettività delle cose, ottenendo importanti risultati a livello integrale. Per intraprendere questo percorso di fuoriuscita dalla gabbia dell’io e per svuotare la mente dai pensieri ossessivi è necessario apprendere i fondamenti della Mindfulness. Una volta apprese le basi si può praticare la meditazione quando e dove si vuole. Come abbiamo sintetizzato nel libro “Mindfulness Immaginale” (Edizioni Mediterranee, 2016), la Mindfulness Immaginale produce una serie di effetti benefici a livello mentale, fisico ed energetico. Vediamo alcuni insieme.
Uno dei primi risultati che possiamo ottenere è la depersonalizzazione/disidentificazione. Pensiamo che le idee e le emozioni siano nostre, secondo un’accezione legata all’io. Per esempio, quando avvertiamo rabbia verso una persona o una situazione, il processo di depersonalizzazione/disidentificazione ci porta a capire che “non siamo la rabbia”; allo stesso modo, quando avvertiamo tristezza capiamo che “non siamo la tristezza”. La meditazione ci aiuta a non identificarci con il pensiero o l’emozione che avvertiamo in un dato momento.
Praticando la Mindfulness Immaginale attuiamo poi il processo di smaterializzazione, grazie al quale modifichiamo l’idea secondo cui la realtà sia fissa, e comprendiamo che ciò che viviamo è un flusso di coscienza ed è modificabile in qualsiasi momento. Il processo di smaterializzazione ci permette di riprendere il potere sulla stessa realtà, che è pura immagine.
Altri effetti benefici della pratica costante sono la pacificazione e il rallegramento della mente, ovvero: le onde dei pensieri si stabilizzano, si tranquillizzano, ampliando i livelli del piacere; in pratica, impariamo a stare nel presente e ad amare ogni cellula del nostro corpo. Anche il nostro livello di attenzione aumenta, poiché impariamo a rimanere focalizzati sul presente, e rafforziamo così la nostra consapevolezza del “qui e ora”. Per il tramite della meditazione apprendiamo inoltre a vivere in assenza di giudizio, senza pensieri dicotomici, come bello/brutto, buono/cattivo, mi piace/non piace.

Trasformare la nostra esperienza di vita

Chi pratica la Mindfulness Immaginale finisce sempre per trovare se stesso, sviluppando la capacità di attenuare pensieri disturbanti e ossessivi. Per non identificarsi con essi e per dissolverli si impara a contemplarli, “entrando” in essi. Come fare per dissolverli? Quando abbiamo un pensiero ossessivo, o che ci procura ansia, o sentiamo un’emozione di rabbia o di malinconia, ci rivolgiamo alla pratica meditativa e quindi ci fermiamo, assumiamo la postura appropriata (nella posizione del loto, o del semi-loto, o a gambe incrociate) e rimaniamo immobili; dopo aver praticato un lavoro sul respiro, entriamo nel pensiero disturbante o nell’emozione che ci turba, e iniziamo a coltivarlo/a, contemplarlo/a, permettendo al pensiero o all’emozione di ingigantirsi. In tal modo, il pensiero o l’emozione o l’idea lentamente si trasvaluta e mostra l’altra faccia di sé che è liberazione, visione, forza, potere.
La Mindfulness Immaginale (che si ispira alla psicologia archetipica) ci squarcia un velo, quello del materialismo, che è una peculiarità dell’uomo attuale, abitante di una realtà che è sogno, proiezione.
Attraverso la meditazione noi sviluppiamo momenti di lucida visione e chiarezza intuitiva, che corrispondono a una sorta di riavvio del cervello: tale processo scioglie schemi mentali abituali e cristallizzati e ne ricostruisce altri più elastici e ricettivi. Dal punto di vista scientifico, la meditazione agisce sulle sinapsi cerebrali e sulla produzione di endorfine, acuendo l’intuizione e innalzando la felicità.

Focalizzare la mente sul presente

La Mindfulness si basa sulla tradizione del buddhismo Theravāda, corrente che è particolarmente diffusa in Sri Lanka, Birmania, Tailandia, Laos. Nel buddhismo Theravāda sono conosciute straordinarie tecniche di meditazione, tra cui: le meditazione sul respiro, la contemplazione del corpo, la contemplazione delle emozioni, la contemplazione della mente, la meditazione camminata, la contemplazione dello scheletro (simbolo dell’impermanenza). Accanto alla pratica della meditazione propriamente detta, nel buddhismo Theravāda ha grande importanza il “Satipatthana”, la via della piena attenzione e consapevolezza. Il “Satipatthana” consiste nell’essere sempre presenti a ciò che accade nel momento in cui accade. A tal fine si possono usare semplici affermazioni da ripetersi come mantra, per mantenere la mente focalizzata sul momento presente, impedendole di lasciarsi prendere dall’agitazione e dall’ansia. Per esempio, se sto guidando l’auto ripeterò a me stesso “So che sto guidando, so che sto guidando…”; se sto mangiando ripeterò “So che sto mangiando…” e così via, a seconda della situazione in cui ci troviamo.

Per approfondire si veda il libro edito da Mediterranee “Mindfulness Immaginale

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