Meditazione e presenza mentale

Per ritrovare la propria“centratura”, per affrontare tensioni e disagi, ci viene in aiuto la Mindfulness. Si tratta di una disciplina relativamente nuova nata dall’unione fra le moderne neuroscienze e la millenaria pratica meditativa.


Per approfondire/scoprire la Mindfulness Immaginale, segnalo questo mio Articolo pubblicato all’interno di Anima.TV

La Mindfulness Immaginale è un cammino laico, adatto a chiunque desideri migliorare la propria esperienza di vita, a prescindere dalla confessione religiosa, etnia o estrazione socio-culturale. La meditazione può essere applicata universalmente e da tutti.

È importante ricordare le radici filosofiche della meditazione così come viene concepita dalla Mindfulness Immaginale— le basi si possono ricercare nella dottrina buddhista Theravāda.

Perché immaginale?

Come ho scritto nell’Articolo: In Europa, soprattutto in Svizzera, in Italia e nel Regno Unito, si è affermata con successo – per il tramite del movimento della Nonterapia – una forma diversa di Mindfulness a orientamento Immaginale. Secondo questo approccio Immaginale la pratica meditativa è totalmente sganciata dalla terapia. Non viene cioè praticata in ambito clinico, perché si riporta la Mindfulness alla sua vera natura, alle sue origini, collegate quindi alle antiche conoscenze orientali, in cui non c’è separazione tra materiale e immateriale, tra macrocosmo e microcosmo.
La Mindfulness Immaginale impiega varie tecniche di meditazione nel contesto di un “rituale sacro”. E questa dimensione “sacra” si origina e si sviluppa all’interno della persona, nella sua intimità, nel suo mondo interiore. La pratica costante della Mindfulness Immaginale ci permette di ritrovare l’unione coi quattro elementi – aria, terra, fuoco, acqua – dei quali noi siamo composti. Solo ri-connettendoci con Madre Natura, quindi con la nostra anima naturale, possiamo davvero comprendere chi siamo e capire più chiaramente la realtà. L’approccio immaginale unito alla meditazione ci aiuta a scandagliare le nostre profondità, le nostre paure e le nostre ombre. La Mindfulness Immaginale ci insegna a entrare nei nostri disturbi, nei nostri disagi; ci insegna a comprendere i nostri attaccamenti: solo avendo compiuto questa prima fase di “comprensione” possiamo avviare la seconda, che consiste nella trasvalutazione dei fastidi e dei disagi, i quali diventano nostri alleati.

I benefici della meditazione buddhista si stanno scoprendo anche a livello scientifico, in Occidente, grazie alle ricerche condotte in laboratori, in Università e centri d’avanguardia…

Leggi l’articolo dedicato alla Mindfulness Immaginale

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