Festival Jazz a Juan 2013 – da Larry Graham a Marcus Miller un tripudio di jazz-funk

Il penultimo incontro del Festival Jazz di Juan les Pins – storica rassegna giunta alla sua 53ª edizione – si è sviscerata all’insegna dei ritmi Black, regalando al pubblico una totale immersione nelle variegate onde musicali scandite da jazz-funk, crossover, fusion e contemporary jazz. Filo conduttore di questo speciale evento non solo è stata la buona musica, ma anche il suono del basso. Protagonisti sono stati infatti noti musicisti, virtuosi bassisti.

Larry Graham tra il pubblico del Festival Jazz a Juan Les Pins – 20-07-2013

La serata di sabato 20 luglio è stata inaugurata dal “giovane” arzillo Larry Graham, classe 1946, musicista, cantante, produttore discografico nato a Beaumont (Texas), conosciuto in particolare per essere stato uno dei componenti della famosa funk band Sly & the Family Stone. Il suo live, sin dai primi minuti, si è sviscerato come un concerto-spettacolo, aperto dalla vivace vocalist Ashling “Biscuit” Cole che invitava il pubblico ad accogliere calorosamente con una standing-ovation “il grande Larry Graham”. Mentre gli astanti lo attendevano guardando in direzione del palco, a sorpresa, l’istrionico band leader si è materializzato alla sinistra del parterre, vestito di bianco, incluso un bel chapeau con una piuma davvero singolare, con il suo inseparabile basso: ha attraversato la platea meravigliando piacevolmente gli spettatori, per poi incantarli con il suo carisma. A dispetto dei suoi 67 anni (che compirà il prossimo 14 agosto), Larry Graham ha dimostrato ancora di essere un front-man pieno d’entusiasmo e vitalità, che sa unire la dimensione musicale tout court all’aspetto coreografico.

Larry Graham e la sua band

Accompagnato da ottimi musicisti – Wilton “Fab” Rabb (chitarra/voce), Jimi “Joy” McKinney (tastiere), Dave “City” Council (tastiere, organo), Brian “Rio” Braziel (percussioni) – Larry Graham ha travolto piacevolmente il pubblico in un’ondata di soul-funk, proponendo vari brani tratti dal suo cd più recente Raise Up. Un titolo che appare emblematico, forte, leggibile a più livelli: “sollevatevi” al ritmo della musica funk, può voler significare; o, “sollevatevi” e difendete i vostri diritti; o ancora, “sollevatevi”, “destatevi” dalla monotonia per vivere intensamente ogni attimo. E una vita intensa l’ha vissuta e la sta vivendo quotidianamente Larry Graham, lui che ha fatto la storia della musica afroamericana prima con Sly & The Family Stone, poi con la Graham Central Station; lui che ha inventato la tecnica dello slapping. Tra i momenti estremamente divertenti e coinvolgenti del suo live vi è di certo quello targato “back in time”: con un’immaginaria macchina del tempo lui e il suo gruppo hanno riportato le lancette della storia indietro, catapultando il pubblico nel 1969. Un flashback scandito dall’esibizione di Sly & The Family Stone al festival di Woodstock. Di quel memorabile evento Larry Graham ha riproposto il classico “Dance to the Music”.

Il pubblico coinvolto sul palco durante il live di Larry Graham

Poi con “Thank you for letting me Be myself” ha trasportato la platea in un movimento circolare e vivace ai ritmi del funk. Altrettanto divertente è stata la presentazione di un classicone della musica soul, “I Can’t Stand the Rain”, scritta originariamente da Ann Peebles e reinterpretata con grande energia da Ashling “Biscuit” Cole. Il ritmo non si è mai interrotto per tutto il live, sino alla fine. Con “I Want To Take You Higher” Marcus Miller si è aggiunto alla band, per suonare più o meno in incognito le tastiere. Larry Graham con il suo gruppo ha salutato il pubblico andandosene dalla stessa direzione da cui era giunto: è sceso dal palco con il suo basso dal colore che non passa inosservato (giallo), seguito da musici e vocalist scandendo l’effervescenza vulcanica del buon vecchio funk.

Marcus Miller – 20-07-2013

Dopo un breve intervallo, l’atmosfera musicale è cambiata con il concerto di Marcus Miller, anch’egli noto e apprezzato bassista, nato a Brooklyn il 14 giugno 1959. La dimensione coreografica creata da Larry Graham ha lasciato il posto a un clima sospeso tra jazz, fusion, rock-funk in cui è emersa una grande professionalità di Miller e dei giovani musicisti che lo hanno accompagnato. Il live è stato aperto da brani tratti dal suo disco più recente Renaissance: prima suonando “Detroit”, poi “Redemption”, poi ancora “Jekyll & Hyde”. Momento particolarmente toccante è stata la sua presentazione – in un ottimo francese – del pezzo “Gorée (Go-ray)”: in questo frangente Marcus Miller ha voluto ricordare la visita sull’isola senegalese, distante circa tre km dalla capitale Dakar, divenuta tristemente nota in passato come centro di smistamento e commercio degli schiavi. Proclamata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 1978, Gorée è un luogo simbolo della storia.

Marcus Miller coi suoi musicisti – come ha raccontato a Juan Les Pins – ha visitato la “Maison des Esclaves”, la casa degli schiavi, da cui sono passati milioni di africani, allontanati per sempre dalla loro Madre terra: è qui, in questo luogo, che finivano i loro diritti di esseri umani, calpestati dall’avidità, dall’ignoranza e dalla crudeltà di altri esseri umani. Passando per la “porta del non ritorno”, la loro libertà venne totalmente negata, annullata. Il viaggio a Gorée lo ha talmente emozionato che Marcus Miller ha deciso di scrivere un brano intitolato proprio a quest’isola. Solo da questa traccia Miller dimostra di essere davvero un musicista di alto spessore, la cui grandezza non inizia e termina con un’indiscussa professionalità, ma va oltre, raggiungendo la sensibilità della sua anima.

trascinante duetto tra Marcus Miller e Larry Graham

Una sensibilità scandita dalle sue parole, con cui ha evidenziato che una tragedia può trasmutarsi, creando nel tempo effetti positivi. I discendenti di quegli schiavi hanno in effetti attinto dalle loro radici africane per dar vita a tante espressioni artistiche di incredibile valore. Trascinante è stato il duetto con il “maestro” del basso, Mr Larry Graham, con cui ha suonato, divertendosi, il classico dei Beatles “Come Together” (scritta da John Lennon per Timothy Leary). Oltre a Renaissance Miller ha attinto ad altri suoi cd: dal disco Free ha riproposto “Blast” per concludere con una straordinaria versione di “Your Amazing Grace” (inclusa nel disco M2).

Marcus Miller, Larry Graham, e i giovanissimi Sean Jones (tromba), Alex Han (sax)

Con questo 11° live in quel di Juan Les Pins (il primo lo tenne nel 1996), Marcus Miller ha confermato di essersi scrollato di dosso “il peso” delle sue collaborazioni passate (in primis, coi compianti Miles Davis, Grover Washington Jr e Luther Vandross) e di aver creato un suo stile personale, sganciato da qualsiasi modello. Ha inoltre dato la possibilità a giovani musicisti – Sean Jones (tromba), Alex Han (sax), Adam Agati (chitarra), Brett Williams (tastiere) e Louis Cato (batteria) – di suonare con lui, per sprigionare una nuova energia artistica.

Il fermento musicale sia per Larry Graham sia per Marcus Miller è una costante, così come la loro linfa creativa che genera sempre eccellenti composizioni.

Silvia C. Turrin

Credits photos: Gilles Lefrancq©

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