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	<title>Culture-Nature Magazine</title>
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	<description>l&#039;Arte di Ascoltare-Vivere-Essere</description>
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		<title>Sudafrica, aspettando le elezioni del 2014</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 21:04:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[articoli giornalistici]]></category>
		<category><![CDATA[contro il razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Mandela]]></category>
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		<description><![CDATA[È da 19 anni che il partito-simbolo anti-apartheid detiene le redini politiche nel Sudafrica libero dalle catene del razzismo. L’African National Congress (ANC) è considerato un po’ in tutto il mondo quel movimento che ha combattuto le ingiustizie perpetrate dalla &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1526">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sudafrica.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1527" title="sudafrica" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sudafrica.gif" alt="" width="256" height="256" /></a>È da 19 anni che il partito-simbolo anti-apartheid detiene le redini politiche nel Sudafrica libero dalle catene del razzismo. L’African National Congress (ANC) è considerato un po’ in tutto il mondo quel movimento che ha combattuto le ingiustizie perpetrate dalla minoranza bianca sino agli anni Novanta del XXI secolo. Tante, in effetti, le manifestazioni e le azioni di protesta compiute dall’ANC, fondato nel lontano 1912 per rivendicare maggiori diritti e libertà dei neri: dall’organizzazione di scioperi a gesti pubblici di dissenso, come le imponenti campagne di mobilitazione anti-pass <strong>[1]</strong>. Questo partito ha portato avanti un percorso di liberazione nazionale grazie comunque al contributo di altre forze politiche e movimenti sudafricani anti-apartheid.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1994, quando si sono tenute le prime elezioni multirazziali, l’ANC è riuscito a occupare la gestione politica della nazione per effetto sia della <strong>lungimiranza e del carisma di Mandela</strong>, sia dell’eredità culturale, sociale lasciata dalle sue figure più rappresentative: oltre a Mandela, è d’obbligo ricordare Albert Luthuli (premio Nobel per la Pace nel 1961) e Govan Mbeki, padre del secondo Presidente della Repubblica Sudafrica, Thabo Mbeki. Tante le aspettative della popolazione sudafricana verso i leader dell’ANC e tante le speranze deluse. Negli ultimi anni è sempre più evidente il fallimento sociale ed economico del partito di Mandela.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo vent’anni dalla dissoluzione dell’apartheid, il Sudafrica rimane una nazione piena di contraddizioni, dove sono ancora forti le disuguaglianze tra bianchi e neri. Già nel 2002, Ashwin Desai, professore di Sociologia presso l’Università di Johannesburg, raccontava le dicotomie socio-economiche della “nazione arcobaleno”, poi sintetizzate nel libro <em>Noi siamo i poveri. Lotte comunitarie nel nuovo apartheid</em> (Ed. DeriveApprodi). Agli inizi del nuovo millennio le sperequazioni rimanevano: il tasso di disoccupazione nel 2010 era del 23,3%, ma se lo si legge bene si scopre che la maggioranza dei senza lavoro sono neri (il 29,8%), mentre la minoranza, vale a dire il 5% del totale dei disoccupati, è bianca.</p>
<div id="attachment_1528" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sandton-alexandra.jpg"><img class="size-medium wp-image-1528" title=" Sandton City e la township di Alexandra, Johannesburg" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sandton-alexandra-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a><p class="wp-caption-text">il ricco quartiere di Sandton City, in alto, e la township di Alexandra (Johannesburg) - qui le contraddizioni e i divari sono sconvolgenti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Basta visitare la città di Johannesburg e la sua periferia per osservare direttamente queste discrepanze economiche. Il <strong>quartiere di Sandton è sinonimo di sudafricani benestanti</strong>, con tanto di ville, piscine, e con sistemi di allarme sofisticati per paura di furti o intrusioni poco gradite. Qui sorgono moderni centri commerciali, ci sono banche e centri finanziari. Molti bianchi che vivono a Sandton nutrono ancora forti sentimenti razzisti e di superiorità nei confronti dei neri.</p>
<p style="text-align: justify;">A pochi chilometri da questo quartiere di bianchi borghesi, sorge la <strong>township di Alexandra</strong>, fra i luoghi più poveri del Sudafrica post-apartheid, la cui storia risale ai primi anni del 900. Nonostante l’avvio dell’Alexandra Renewal Project con cui si intendeva migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti, ancora molto c’è da fare per risolvere i problemi basilari della gente di Alexandra. Si è parlato della nascita di una nuova borghesia nera con l’avvento al potere dell’ANC e con lo sviluppo economico di alcune aziende sudafricane, ma si tratta solo di 3 milioni di individui (secondo i dati ufficiali), mentre la popolazione sudafricana è di circa 51 milioni di abitanti. L’aspettativa di vita è di 53 anni per gli uomini e di 54 anni per le donne: dati ancora molto bassi che dimostrano quanto lavoro c’è ancora da compiere per migliorare le condizioni sanitarie e sociali della gente.</p>
<div id="attachment_1529" class="wp-caption alignleft" style="width: 298px"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sudafrica-desmond-tutu-e-mandela.jpg"><img class="size-medium wp-image-1529" title="L’Arcivescovo anglicano Desmond Tutu con Mandela" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/sudafrica-desmond-tutu-e-mandela-288x300.jpg" alt="" width="288" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L’Arcivescovo anglicano Desmond Tutu con Mandela</p></div>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto di difficoltà economiche e di sperequazioni, aumentate per l’effetto della crisi globale, si stanno levando voci molto critiche verso il partito di Mandela. Tra le più autorevoli spicca quella dell’Arcivescovo anglicano <strong>Desmond Tutu, Premio Nobel per la Pace nel 1984</strong>, che ha affermato agli inizi di maggio 2013 che non ha più intenzione di votare l’ANC alle prossime elezioni che cadranno tra un anno. Desmond Tutu ha sempre appoggiato e sostenuto l’ANC, prima e dopo la fine dell’apartheid, ha creduto nell’azione del suo amico Mandela, ma con la nuova generazione di politici qualcosa è profondamente cambiato.</p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;ANC ha lavorato molto bene e per diverso tempo nella lotta all&#8217;oppressione – ha dichiarato l&#8217;arcivescovo – ma adesso non mi sembra che tale progetto possa prendere la forma di un vero e proprio partito politico […] ho deciso che non darò più il mio voto a loro».</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno dell’ANC è da ormai diverso tempo, da quando Mandela si è dimesso da ogni carica politica e ha seri problemi di salute, che si sta combattendo una lotta interna per il potere. Ciò alimenta corruzione a vari livelli e proprio la corruzione ha spinto l’Arcivescovo Tutu ha compiere quella dichiarazione così importante, che potrà avere ripercussioni sulle prossime elezioni essendo lui una figura di spicco in Sudafrica e personaggio molto stimato anche all’estero.</p>
<div id="attachment_1530" class="wp-caption alignright" style="width: 284px"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Mamphela-Ramphele.jpg"><img class="size-medium wp-image-1530" title="Mamphela-Ramphele" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/Mamphela-Ramphele-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mamphela-Ramphele</p></div>
<p style="text-align: justify;">Creerà seri problemi all’ANC anche il nuovo partito fondato da una donna straordinaria, colta e molto agguerrita: <strong>Mamphela Ramphele</strong>, bravo medico, personalità accademica nota (attiva presso l’Università di Cape Town) e manager di successo (ha lavorato alla Banca Mondiale ai massimi vertici), nonché attivista anti-apartheid. È stata tra le figure di spicco del <em>Black Consciousness Movement</em>, insieme a Stephen Biko tra gli anni ’60 e ’70, proprio durante il periodo in cui Mandela e altri leader dell’ANC erano rinchiusi nel carcere di Robben Insland.</p>
<p style="text-align: justify;">Mamphela Ramphele, da sempre impegnata socialmente, attraverso la Nelson Mandela Foundation, e altre organizzazioni no-profit che promuovono valori e progetti per una società aperta, non razzista, né sessista, ma democratica a 360 gradi, ha dato vita alla nuova formazione politica chiamata <em>Agang</em>, che in lingua Sotho (una delle lingue ufficiali del Sudafrica che in tutto sono 11) significa “costruire”, ovvero: costruire un Sudafrica davvero multirazziale, dove il concetto di razza non sia più così invasivo così come lo è ancora, nonostante la fine dell’apartheid; costruire un Sudafrica con una distribuzione della ricchezza più giusta e con una giustizia sociale imparziale.</p>
<p style="text-align: justify;">«Perché, se milioni di cittadini vogliono il cambiamento, e coloro che detengono influenza nella nostra economia e al governo riconoscono la necessità di agire con urgenza, nulla o così poco è stato fatto fino ad ora? Nella mia esperienza, una parte importante della risposta sta in una parola: la paura», ha affermato la dott.ssa Ramphele.</p>
<p style="text-align: justify;">«Quando finì l&#8217;apartheid, abbiamo sottovalutato ciò che è necessario per passare da una condizione di subordinati sotto governi non democratici, che ci negavano il diritto di fare le nostre scelte, a una condizione di cittadini di una democrazia costituzionale stabile».<br />
E in occasione del lancio di Agang, in un luogo simbolico come la storica prigione delle donne a Constitutional Hill, ha dichiarato:<br />
«La grandezza della nostra società è fondamentalmente minata da un profondo fallimento del governo. Il nostro paese ha perso l&#8217;autorità morale e il rispetto internazionale di cui godeva quando divenne una democrazia».</p>
<p style="text-align: justify;">Come non darle torto dopo il <strong>massacro di 34 minatori sudafricani</strong> uccisi a colpi di pistola sparati alla schiena, mentre fuggivano, a bruciapelo, senza possibilità di difendersi, il 16 agosto 2012 presso la <strong>miniera di Marikana</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2014 sarà l’anno più difficile per il Sudafrica e soprattutto per l’ANC dai tempi dell’apartheid: o ci sarà uno svolta economica a favore dei poveri sudafricani – <strong>senza più sottostare alle pressioni dei mercati finanziari internazionali e del neoliberismo globale</strong> – o nuove lotte e proteste si allargheranno, invocando una vera democrazia nella nazione arcobaleno.</p>
<h6 style="text-align: justify;"><strong>[1]</strong><em>Le pass law obbligarono i minatori a tenere sempre con sè un documento di riconoscimento il quale “permetteva loro di lavorare nelle miniere, ma impediva di cambiare lavoro”. La prima forma di pass (lasciapassare) risale al 1760 e fu applicata agli schiavi del Capo. Nel 1872, l’utilizzo del pass fu ufficializzato presso la città di Kimberley, dove l’Ufficio di reclutamento lì ubicato, disponeva che i lavoratori africani ricevessero un ‘lasciapassare’ che permetteva loro di cercare un ingaggio, con una durata non inferiore a tre mesi. Con l’istituzione dell’apartheid, i pass furono definiti reference book e dovevano indicare, per ogni africano di sesso maschile, il permesso di lavorare, circolare e/o risiedere nel cosiddetto ‘Sudafrica bianco’. Le pass law, che rappresentarono il nucleo centrale della politica dell’influx control (controllo dei flussi), furono varate per controllare i movimenti degli africani e la loro presenza nel mercato del lavoro. L’obbligo dei lasciapassare fu esteso anche alle donne africane, nonostante queste ultime avessero condotto un’imponente campagna di mobilitazione anti-pass.</em></h6>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Silvia C. Turrin</em></strong></p>
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		<title>Celebriamo l’Africa</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 08:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[articoli giornalistici]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutti sanno che il 25 maggio è una data-simbolo molto importante per il continente nero. In questo giorno, in tutto il mondo, viene ricordata l’Africa attraverso varie iniziative. Segnaliamo quelle più rappresentative e interessanti in Italia.  La ricorrenza celebra &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1537">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Non tutti sanno che il 25 maggio è una data-simbolo molto importante per il continente nero. In questo giorno, in tutto il mondo, viene ricordata l’Africa attraverso varie iniziative. Segnaliamo quelle più rappresentative e interessanti in Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/africa-day.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1538" title="africa day" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/africa-day-300x265.jpg" alt="" width="300" height="265" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> <span style="color: #000000;">La ricorrenza celebra di fatto la fondazione dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA), avvenuta nel 1963, proprio il 25 maggio. L’OUA, trasformatasi nel 2002 in Unione Africana (UA), è stata ed è fondamentale per creare una comunanza politica ed economica tra i vari stati che formano il continente africano. Attraverso questa organizzazione si punta sull’unità, sulla solidarietà tra le nazioni, perché un’Africa unita risulta meno debole agli attacchi e alle invasioni economiche di attori stranieri, siano essi governi o multinazionali. Purtroppo il cammino verso questa unità e verso una maggiore forza e autonomia interna è ancora lungo. Questa Giornata mondiale dell’Africa è un momento fondamentale per ricordare una terra spesso dimenticata dai grandi mass-media. Sono ancora troppi gli stereotipi che vi ruotano attorno e altrettanto numerosi gli atteggiamenti paternalistici proiettati su questo continente. Purtroppo in Italia sono organizzati pochi eventi che celebrano la data del 25 maggio.</span></p>
<p>Segnaliamo qui di seguito quelli più rappresentativi e interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo da Lecco con l’incontro dal titolo “La Fame Che C’è. Un Problema Innanzitutto Di Giustizia” organizzato proprio in occasione del 50° anniversario dell’Africa Day. L’iniziativa, voluta e sostenuta dal COE (Centro Orientamento Educativo), intende approfondire questioni quali: sovranità e sicurezza alimentare, diritto all’acqua e al cibo. Si parte con la proiezione di un docu-film (ancora in fase di definizione il titolo) legato al tema centrale dell’Esposizione Universale del 2015 che è “Nutrire Il Pianeta, Energia Per La Vita”, incentrato sul diritto ad un&#8217;alimentazione dignitosa e garantita per tutti gli abitanti della Terra. Dopo la proiezione della pellicola ci sarà un dibattito, in cui si rifletterà sul diritto al cibo e sull’impiego delle risorse in un’ottica sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L’incontro – che si terrà dalle ore 10.00 alle ore 12.30 presso Sala Ticozzi, Via Ongania, 4 Lecco – è indirizzato in particolare ai giovani della Scuola Secondaria di Secondo Grado.</p>
<p>Per info:<br />
<a href="http://www.coeweb.org/" target="blank">COE WEB</a></p>
<p style="text-align: justify;">L’altro evento che segnaliamo è la 16ª edizione dell’Acoustic Guitar Meeting organizzato a Sarzana (SP) dal 22 al 26 maggio 2013. Durante il Festival, proprio in occasione dell’Africa Day, alle ore 21.00 si tiene un tributo musicale dedicato alla compianta cantante sudafricana Miriam Makeba (1932-2008), artista impegnata che ha combattuto il razzismo con la sua intensa voce. L’omaggio a Mama Africa sarà interpretato fra gli altri da Gabin Dabirè, versatile polistrumentista nato a Bobo-Dioulasso, da anni residente in Italia, e da Solo Razafindrakoto, che ha suonato sui palchi di tutto il mondo a fianco dell’interprete del noto brano “Pata Pata”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #000000;"><br />
</span></strong></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter" src="http://www.missioni-africane.org/images/pagine/z-silvia/Culture/miriam_makeba.jpg" alt="miriam makeba" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la serata del 25 maggio, in concomitanza con l’Africa Day, sarà consegnato il Premio &#8220;Corde &amp; Voci per Dialogo &amp; Diritti&#8221; alla memoria di Miriam Makeba, ritirato da colui che organizzava i suoi concerti in Italia, ovvero l’amico e fidato collaboratore Roberto Meglioli. Questo premio suggella ancora lo spessore artistico e umano di Mama Africa, nonché il suo straordinario impegno civile. Nella motivazione di tale riconoscimento si leggono queste parole:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ambasciatrice nel mondo delle idee di Nelson Mandela e delle ragioni della lotta contro l’apartheid, Miriam Makeba si è sempre schierata ed ha lottato al fianco degli oppressi del suo paese e di qualsiasi altra nazionalità, pagando di persona con l’esilio e lunghe persecuzioni, ma ricevendo importanti riconoscimenti dalle più grandi organizzazioni umanitarie mondiali e dai più grandi protagonisti della scena politica internazionale. Scegliendo canzoni e melodie come modo di comunicare e utilizzando la sua bellissima voce, ha vissuto un’intensa carriera artistica, mai disgiunta dall’impegno e operato per una società migliore e tesa al progresso civile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;">Come ha ricordato il console onorario del Sudafrica, Enrico de Barbieri: «La caratteristica di Miriam Makeba, che è pure la caratteristica di tutto il popolo sudafricano, è la grandissima umiltà. Sono persone che hanno subito ogni sopruso, ma non si sono vendicate». Il console onorario del Sudafrica sottolinea l’importante spirito di riconciliazione avviato dopo le prime elezioni multirazziali in Sudafrica, nel 1994. Un processo di riconciliazione, culminato nell’omonima Commissione voluta fortemente da Nelson Mandela e dall’Arcivescovo Desmond Tutu, entrambi Nobel per la Pace (rispettivamente nel 1993 e nel 1984). Nonostante i cupi anni dell’apartheid, i sudafricani sono riusciti a creare una nazione arcobaleno, dove il perdono ha costruito un futuro non più macchiato da un razzismo istituzionalizzato per legge.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #000000;">Silvia C. Turrin</span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;articolo è on line anche sul sito di <em><strong><a href="http://www.missioni-africane.org/1381__Celebriamo_lAfrica" target="_blank">SMA Afriche</a></strong></em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Vipassana per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 13:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[India]]></category>
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		<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, anche in Italia si assiste a un maggiore interesse verso la meditazione. Sarà la sempre più frenetica vita che porta le persone a fermarsi un po’ per guardarsi dentro; sarà l’eccessivo materialismo che, nonostante le tante belle &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1545">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/buddha-green.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1547" title="buddha" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/buddha-green-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Negli ultimi anni, anche in Italia si assiste a un maggiore interesse verso la meditazione. Sarà la sempre più frenetica vita che porta le persone a fermarsi un po’ per guardarsi dentro; sarà l’eccessivo materialismo che, nonostante le tante belle parole di persone autorevoli e non, e nonostante la crisi economica globale, domina sempre il modus vivendi generale degli italiani: impossibile rinunciare all’ultimo modello di cellulare o impossibile non stare al passo coi tempi e non comprare lettori o pc portatili di ultima generazione o una nuova auto fiammante, anche se poi si vive immersi nei debiti!</p>
<p style="text-align: justify;">Chi vuole vivere in modo davvero “alternativo” ricerca qualcos’altro, va oltre le mode, gli status symbol di massa e… si ferma… per pensare, per sentire, per indagare il proprio mondo interiore.</p>
<p style="text-align: justify;">La meditazione è una pratica antichissima, che cambia in meglio l’esistenza. Fermarsi semplicemente per 15-20 minuti, chiudere gli occhi, rimanere in un ambiente lontano da rumori, distrazioni, immagini, e ascoltare soltanto il proprio respiro è un’esperienza rigenerante, unica, straordinaria nella sua semplicità. <strong>Gli antichi saggi indiani dicevano che la meditazione è “un ritorno a casa”; è ritrovare la pace, la gioia nel qui e ora</strong>. Ed è proprio così!</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono varie tecniche di meditazione, legate a diverse tradizioni (per esempio, zen, tibetana, trascendentale), ma il percorso, pur differente che sia, conduce alla calma, alla consapevolezza e alla presenza mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui si vuole indagare la <strong>meditazione Vipassana</strong> come insegnata e divulgata da <a href="http://www.artestampaweb.it/scheda_autore&amp;id=264">Satya Narayan Goenka</a>, secondo la tradizione del maestro birmano Sayagyi U Ba Khin. È un piccolo approfondimento (breve perché la meditazione Vipassana si può solo comprendere ed esperire dopo un corso di 10 giorni in una struttura qualificata) basato su due testi che vogliamo con piacere segnalare: <em>La Meditazione Vipassana come insegnata da S. N. Goenka. Un&#8217;arte di vivere </em>di William Hart, Satya Narayan Goenka (a cura di Pierluigi Confalonieri) e <em>Vipassana è per Tutti</em> di Satya Narayan Goenka (a cura di Pierluigi Confalonieri) entrambi pubblicati dalle Edizioni Artestampa.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi volumi, scritti in modo chiaro e con un’impaginazione che agevola la lettura, è sintetizzata in forma esaustiva la pratica di Vipassana, partendo dalle sue origini che derivano direttamente dalle parole del Buddha. In realtà, questa pratica meditativa non è indirizzata a chi segue la filosofia buddhista, ma a tutti, poiché non vi è alcun riferimento alla dimensione religiosa in senso dogmatico. S. N. Goenka ha definito la meditazione Vipassana “<em>un’arte di vivere</em>” ed è proprio questo, poiché il cammino di Vipassana conduce a una ricerca interiore, a un’esplorazione della propria mente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/vipassana2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1548" title="vipassana2" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/vipassana2-218x300.jpg" alt="" width="218" height="300" /></a>Come si legge nel libro prima citato <em>La Meditazione Vipassana come insegnata da S. N. Goenka</em>: “<strong>l’universo può essere esplorato dentro noi stessi, attraverso l’osservazione continua del nostro corpo e della nostra mente. Senza indagare il nostro mondo interiore, non potremo comprendere la vera realtà, perché continueremo a restare legati solamente alle nostre convinzioni e opinioni su di essa</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire davvero il mondo esterno, bisogna guardarsi dentro, per comprendere le Illusioni che ruotano attorno alla e nell’esistenza. Come insegna Goenka, l’essere umano tende a creare immagini, ma sono solo immagini che non corrispondono alla realtà. Solo attraverso la pratica meditativa è possibile osservare la realtà così come davvero è: si comprende pertanto la differenza tra immagini costruite e realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso, nell’antica lingua indiana pali (quella parlata dal Buddha storico), Vipassana sta a significare “introspezione, osservazione e comprensione della realtà, così come è”.</p>
<p style="text-align: justify;">Goenka e prima di lui Sayagyi U Ba Khin, e ancora prima di loro Saya U Thet e il monaco Ledi Sayadaw hanno tramandato gli antichi insegnamenti del Buddha sino ai nostri giorni, per permettere al genere umano di risvegliarsi e accedere all’Illuminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il percorso di risveglio globale appare ancora lungo, complesso e tortuoso, a causa della frenesia e del materialismo di cui si parlava nell’incipit. Ancora poche sono le persone che riescono a fermarsi e guardarsi davvero dentro, migliorando non solo la loro qualità di vita, ma anche il loro rapporto con gli altri. Introspezione non significa individualismo, non significa “passatempo” o “moda”, ma significa ricercare consapevolezza e pace per sé e quindi per il Tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ha ben chiarito Goenka e come si legge nei volumi qui segnalati “<strong>meditare è un mezzo per raggiungere un obiettivo non egoistico: una mente equilibrata</strong>”. Per questo i corsi di meditazione non sono esperienze individualistiche, tutt’altro, poiché chi raggiunge un equilibrio mentale lo può utilizzare per sé e per il bene degli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/vipassana1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1549" title="vipassana" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/vipassana1-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a>Equilibrio mentale non deve essere collegato a concetti quali normalità o follia o disturbi psichici. Anche una persona considerata normale può non essere dotata di equilibrio mentale, perché vive nelle Illusioni, nelle immagini che non corrispondono alla realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha equilibrio mentale tende a uno stato di pace interiore, di gioia; sa affrontare gli ostacoli e le difficoltà – a volte anche ardue! – da una prospettiva nuova, derivante da una profonda consapevolezza. È equanime e il suo fine ultimo è la felicità nel qui e ora, non la felicità derivante da un oggetto o da un momento che risulta effimero.</p>
<p style="text-align: justify;">Meditare diventa un tempo continuum, che non termina una volta alzati dalla postura del fiore di loto (seduta e a gambe incrociate), ma che prosegue nei piccoli e grandi gesti: anche lavare i piatti o guidare l’auto sono atti meditativi se solo vengono vissuti con presenza mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>libri editi da Artestampa</strong> legati alla meditazione Vipassana così come è insegnata da Goenka sono stati curati da <strong>Pierluigi Confalonieri</strong>, classe 1948, laureato in Lettere Moderne all’Università Statale di Milano: una persona eclettica, da sempre alla ricerca di profondità e di nuove scoperte che possano migliorare la vita. Dopo numerosi viaggi negli Stati Uniti e poi in vari paesi africani e asiatici, negli anni Ottanta si avvicina alla meditazione Vipassana secondo l’insegnamento del maestro laico birmano Goenka e da allora, come cultore di lettere e come meditatore, nonché come insegnante di Vipassana, ha divulgato in Italia questa antica tradizione che conduce alla felicità.</p>
<p style="text-align: justify;">Curatore di vari libri dedicati alla pratica meditativa, Pierluigi Confalonieri insieme ad altri meditatori ha fondato l’Associazione Vipassana Italia, divenuta poi <a href="http://www.atala.dhamma.org/">Atala Dhamma</a> il cui significato è &#8220;saldo, costante nel Dhamma”. L’omonimo Centro Vipassana si trova a Lutirano presso Marradi, in provincia di Firenze, sull&#8217;Appennino Tosco-Emiliano. Presso questo Centro sono organizzati periodicamente corsi residenziali di meditazione Vipassana della durata di 10 giorni aperti a chiunque voglia imparare questa tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Silvia C. Turrin</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire la meditazione Vipassana e la struttura dei corsi si consigliano le seguenti letture:</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.artestampaweb.it/scheda&amp;id=224&amp;search=vipassana&amp;from=catalogo" target="_blank">La Meditazione Vipassana come insegnata da S. N. Goenka. Un&#8217;arte di vivere</a> </em>di William Hart, Satya Narayan Goenka (a cura di Pierluigi Confalonieri), Edizioni Artestampa, 2011, pagg. 300, 24 euro</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.artestampaweb.it/scheda&amp;id=274" target="_blank"><em>Vipassana è per Tutti</em> </a>di Satya Narayan Goenka (a cura di Pierluigi Confalonieri), Edizioni Artestampa, 2013, pagg. 284, 15 euro.</div>
</li>
</ul>
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		<title>I guaritori-stregoni del Mali</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 08:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[articoli giornalistici]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Africa tutta, da molto tempo, sta attraversando un processo di modernizzazione a livello sociale e culturale. Tante le influenze materialistiche e intellettuali provenienti dall’Occidente. Emerge da queste contaminazioni derivanti da altri continenti, un quadro africano complesso, variegato e contradditorio, con &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1518">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/guaritori-stregoni_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-1521 alignleft" title="guaritori-stregoni_2" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/guaritori-stregoni_2-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>L’Africa tutta, da molto tempo, sta attraversando un processo di modernizzazione a livello sociale e culturale. Tante le influenze materialistiche e intellettuali provenienti dall’Occidente. Emerge da queste contaminazioni derivanti da altri continenti, un quadro africano complesso, variegato e contradditorio, con opposte e differenti tendenze: in una stessa nazione possono convivere città caotiche, trafficate, con architetture moderne e villaggi sperduti, in cui le tradizioni di un tempo risultano profondamente vive.</p>
<p style="text-align: justify;">È questo per esempio il caso del Mali, dove centri urbani come Bamako coesistono con paesi rurali in cui il tempo sembra essere fermo a decenni fa. Al di là di queste diversità, perdurano in molti luoghi antichi riti, come quelli di iniziazione e quelli propiziatori. <strong>Le tradizioni magiche rimangono patrimonio vivo delle comunità e dei popoli che compongono il grande mosaico etnico del Mali.</strong> Una delle più affascinanti e al contempo misteriose figure è quella del “guaritore-stregone”, chiamato così perché è sia mago, sia medico: generalmente uomo, è lui che detiene le facoltà di guarigione delle persone del proprio villaggio o comunità. Essendo ancora forti e diffuse le credenze animistiche, il guaritore-stregone attinge proprio da questi atavici saperi per capire l’origine del male che affligge il suo paziente. Cause di malattie possono essere: la collera di una o più divinità per qualche azione di un componente del clan o della famiglia; l’indignazione degli antenati; oppure cause dovute all’ambiente esterno. Il guaritore-stregone o mago-terapeuta ha il compito di trovare proprio l’origine del male che affligge la persona: per questo impiega l’arte divinatoria e al contempo ricorre a rimedi naturali, derivanti dal mondo vegetale, minerale e/o animale.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studiosi occidentali descrivono questo approccio con il termine di etnomedicina, poiché le conoscenze curative sono affiancate con i saperi tradizionali delle varie etnie. Un metodo molto interessante è attuato dall’artista-stregone maliano Yaya Coulibaly, famoso per le sue marionette terapeutiche, attraverso le quali lancia messaggi potenti a chi assiste ai suoi spettacoli. Un’arte, che è un po’ magia, capace di infondere elementi positivi tra coloro che partecipano a queste rappresentazioni fondate sulle tradizioni animistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrettanto peculiare è la divinazione con i cauri, cioè piccole conchiglie porcellanee che vengono lanciate dal medico-stregone per guardare nel futuro del suo paziente: in base alla forma, alla posizione, alla distanza delle conchiglie il guaritore tradizionale proclama la sua predizione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interesse verso l’etnomedicina si è ancor più ampliato grazie all’attivazione del Programma Medicina Tradizionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con cui si recuperano e studiano le antiche terapie popolari. <strong>Secondo l’OMS circa l&#8217;85% della popolazione africana ricorre alla medicina tradizionale, perché più accessibile, soprattutto dal punto di vista economico.</strong> In Mali è stato fondato dal dott. Piero Coppo il Centro di Medicina Tradizionale di Bandiagara, che studia e protegge le conoscenze legate agli aspetti simbolici della cultura e l’arte di guaritori.</p>
<p style="text-align: justify;">La falesia di Bandiagara – imponente zona rocciosa lunga 250 km – è il luogo per antonomasia dei villaggi Dogon, popolo che affascina ancora studiosi e viaggiatori per le antichissime conoscenze e pratiche animistiche. Colui che è guaritore-stregone viene chiamato <em>hogon</em>, capo spirituale del villaggio Dogon, depositario delle più ataviche conoscenze di questo popolo (tema che approfondiremo in un prossimo articolo).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;articolo è on line anche sul sito di <em><a href="http://www.missioni-africane.org/110__Popoli" target="_blank">SMA Afriche</a></em></strong></p>
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		<title></title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 15:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture-nature-magazine]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebbene alla fine sia un governo fondamentalmente tecnico, molto vicino ai poteri forti dell’economia e della finanza (si leggano per esempio questi articoli: PROFILO DI ENRICO LETTA, ALIAS MONTI JUNIOR; ITALIA: DITTATURA BILDERBERG) applaudo la scelta di CÉCILE KYENGE come &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1515">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sebbene alla fine sia un governo fondamentalmente tecnico, molto vicino ai poteri forti dell’economia e della finanza (si leggano per esempio questi articoli: <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=11777">PROFILO DI ENRICO LETTA, ALIAS MONTI JUNIOR</a>; <a href="http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/04/italia-dittatura-per-conto-bilderberg.html">ITALIA: DITTATURA BILDERBERG</a>) applaudo la scelta di CÉCILE KYENGE come Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione. Una funzione fondamentale visto il vento razzista che ha spirato negli ultimi anni in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">ecco un articolo di CÉCILE KYENGE tratto da <em>Combonifem</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia è pronta per una società meticcia?</strong><br />
Negli ultimi due mesi, l’incontro con le cittadinanze di Comuni diversi mi ha confermato la necessità di un cambiamento verso una società “meticcia” nel rispetto delle diversità e dei diritti umani. Dopo Palazzo San Gervasio, mi sono recata in altri luoghi della Penisola, in mezzo alla gente, portando avanti una Campagna di sensibilizzazione per un approccio diverso all’immigrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">continua sul sito <em><a href="http://www.combonifem.it/articolo.aspx?t=M&amp;a=5519">Combonifem</a></em></p>
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		<title>Swami Kriyananda, un ricordo</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Apr 2013 16:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[India]]></category>
		<category><![CDATA[Verso oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Yoga]]></category>
		<category><![CDATA[versOriente]]></category>

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		<description><![CDATA[Swami Kriyananda ha lasciato il corpo per liberarsi nella Luce Divina domenica 21 aprile, verso le 8 del mattino. Diretto discepolo del Maestro Paramhansa Yogananda Swami Kriyananda ha cercato di portare un po&#8217; di saggezza nell&#8217;Occidente materialista e ancora pieno &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1510">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/swami-kriyananda.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1511" title="swami-kriyananda" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/swami-kriyananda-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Swami Kriyananda</strong> ha lasciato il corpo per liberarsi nella Luce Divina domenica 21 aprile, verso le 8 del mattino. Diretto discepolo del Maestro <strong>Paramhansa Yogananda</strong> Swami Kriyananda ha cercato di portare un po&#8217; di saggezza nell&#8217;Occidente materialista e ancora pieno di ego.</p>
<p style="text-align: justify;">Tante persone si avvicinano e praticano lo yoga, molte con autentica sincerità e umiltà, altre-troppe&#8230; per il proprio ego, per trovare adepti e per praticare qualche tecnica di marketing utile per guadagnare un po&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il volto dello yoga è ben lontano dall&#8217;ego, dai soldi e dal marketing&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto qui di seguito uno dei tanti scritti del Maestro Swami Kriyananda dedicato alla <strong>Gentilezza</strong>, qualità che è sempre più rara da trovare in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando giungerai a considerare tutti gli esseri umani come membri della tua grande famiglia, come tuoi fratelli, sorelle, madri, padri e figli, allora scoprirai che, ovunque tu vada, l&#8217;amore ti attende e ti dà il benvenuto! È Dio che risponde al tuo sguardo, quando tu Lo scorgi in tutti!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La gentilezza è riconoscere che tutti sono parte di noi. Essa deriva dal non tener conto di ciò che gli altri pensano di noi. Viene dalla semplice comprensione che la gentilezza è di per sé una ricompensa, che merita di essere donata agli altri in quanto fonte di grande dolcezza in noi. Se il tuo cuore non ha confini, l&#8217;universo stesso diventa la tua casa!</em></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Margaret Thatcher, antesignana della globalizzazione e del lavoro flessibile (=precario)</title>
		<link>http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1502</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 09:29:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture-nature-magazine]]></category>
		<category><![CDATA[contro il razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[LibertàGiustiziaDemocraziaUmanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Definirla Lady di Ferro è un tantino fuorviante e riduttivo. Non voglio qui ripercorrere la sua Bio &#8211; ricca di azioni e decisioni che hanno creato una sorta di medioevo sociale ed economico non solo in Gran Bretagna e in &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1502">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Definirla Lady di Ferro è un tantino fuorviante e riduttivo. Non voglio qui ripercorrere la sua Bio &#8211; ricca di azioni e decisioni che hanno creato una sorta di medioevo sociale ed economico non solo in Gran Bretagna e in Irlanda &#8211; poichè ci sono tanti web-site e libri che lo fanno egregiamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio solo ricordare che lei insieme al suo amico Ronald Reagan hanno dato il via a quel sistema lavorativo ed economico selvaggio, privo di scrupoli e senza regole che negli ultimi anni è stato solo perfezionato:</p>
<ul>
<li>Ridimensionamento del welfare state</li>
<li>Attacco contro i salari reali</li>
<li>Attacco contro il potere sindacale organizzato</li>
<li>Quindi, erosione del compromesso sociale fra lavoratori e governo</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Uno degli obiettivi – riusciti – della politica della Thatcher fu “rompere la colonna vertebrale dei sindacati”, come lei stesse affermò (senza dimostrare un minimo di empatia o umanità verso operai e minatori britannici!).</strong></p>
<p><strong>I lavoratori in sciopero venivamo definiti, considerati, qualificati – grazie anche al servilismo di certa stampa – “nemici interni”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un politico come la Thatcher, le cui scelte si ispiravano alla Real Politik più bieca e conservatrice, che aveva definito &#8220;terrorista&#8221; Mandela ed era amica del dittatore cileno Pinochet non può che essere ricordata come una persona che ha agito privilegiando una visione del mondo corporativista, colonialista, razzista&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo la lady di ferro e altri personaggi dello stesso calibro attraverso questo brano dei <strong>Pink Floyd</strong> datato 1983</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>The Fletcher Memorial Home</em></strong><br />
<em>Take all your overgrown infants away somewhere</em><br />
<em>And build them a home, a little place of their own.</em><br />
<em>The Fletcher Memorial</em><br />
<em>Home for Incurable Tyrants and Kings.</em></p>
<p><em>And they can appear to themselves every day</em><br />
<em>On closed circuit T.V.</em><br />
<em>To make sure they&#8217;re still real.</em><br />
<em>It&#8217;s the only connection they feel.</em><br />
<em>&#8220;Ladies and gentlemen, please welcome, Reagan and Haig,</em><br />
<em>Mr. Begin and friend, Mrs. Thatcher, and Paisly,</em><br />
<em>&#8220;Hello Maggie!&#8221;</em><br />
<em>Mr. Brezhnev and party.</em><br />
<em>&#8220;Scusi dov&#8217;è il bar?&#8221;</em><br />
<em>The ghost of McCarthy,</em><br />
<em>The memories of Nixon.</em><br />
<em>&#8220;Who&#8217;s the bald chap?&#8221;</em><br />
<em>&#8220;Good-bye!&#8221;</em><br />
<em>And now, adding colour, a group of anonymous latin-</em><br />
<em>American meat packing glitterati.</em></p>
<p><em>Did they expect us to treat them with any respect?</em><br />
<em>They can polish their medals and sharpen their</em><br />
<em>Smiles, and amuse themselves playing games for awhile.</em><br />
<em>Boom boom, bang bang, lie down you&#8217;re dead.</em></p>
<p><em>Safe in the permanent gaze of a cold glass eye</em><br />
<em>With their favorite toys</em><br />
<em>They&#8217;ll be good girls and boys</em><br />
<em>In the Fletcher Memorial Home for colonial</em><br />
<em>Wasters of life and limb.</em></p>
<p><em>Is everyone in?</em><br />
<em>Are you having a nice time?</em><br />
<em>Now the final solution can be applied.</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/AqonCo0A68o" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>da <em><strong>Hidden Agenda</strong></em> film di Ken Loach</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/WFa7spUW_AI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>David Bowie &#8211; Berlino: a new career in a new town</title>
		<link>http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1493</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 19:44:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Culture-nature-magazine]]></category>
		<category><![CDATA[articoli giornalistici]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2013 è un annus mirabilis per i fan del “duca bianco”: dopo un lungo decennio di attesa, l’alieno che cadde sulla Terra è ritornato con un nuovo disco dal titolo The Next Day. Qui non vogliamo recensire quest’ultimo lavoro &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1493">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/David-Bowie-Berlino-a-new-career-in-a-new-town.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1494" title="David Bowie - Berlino a new career in a new town" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/David-Bowie-Berlino-a-new-career-in-a-new-town-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il 2013 è un <em>annus mirabilis</em> per i fan del “duca bianco”: dopo un lungo decennio di attesa, l’alieno che cadde sulla Terra è ritornato con un nuovo disco dal titolo <em>The Next Day</em>. Qui non vogliamo recensire quest’ultimo lavoro – a nostro avviso un po’ deludente (in questi ultimi anni, Mr David Robert Jones avrebbe potuto comporre qualcosa di più originale e di più ispirato) –, bensì ritornare sui suoi passi durante il florido periodo berlinese. Lo facciamo attraverso le pagine del volume <em>David Bowie &#8211; Berlino: a new career in a new town </em>curato dall’Auditorium edizioni. Un testo, tra parole e immagini (ricca la galleria fotografica inserita), presentato in concomitanza con l’esposizione omonima al libro organizzata alla ONO Arte Contemporanea di Bologna (che purtroppo ha chiuso i battenti a metà febbraio: con l’uscita del nuovo album avrebbe potuto protrarsi almeno sino a primavera inoltrata. Per fortuna, si trasformerà in mostra itinerante e girerà tra Milano, Berlino e Parigi nei prossimi mesi!).</p>
<p style="text-align: justify;">Il volume ripercorre, seppur con qualche dilatazione e riferimento ad altri periodi, una fase ben precisa della lunga carriera di Bowie, nota con la denominazione di “periodo berlinese”. In realtà, questa definizione risulta un po’ sibillina se si pensa che i tre dischi considerati berlinesi sono stati registrati non nella città tedesca, all’epoca – sono gli anni Settanta – divisa tra Est e Ovest, sulla scia delle assurde logiche della Guerra Fredda. <em>Low</em> (1977) è registrato in Francia, ma mixato poi a Berlino; <em>Lodger</em> (1979) è registrato tra Montreux e New York; in pratica, solo <em>Heroes</em> (1977) è formalmente nato a Berlino. Ma questi sono dettagli.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante è invece leggere nelle pagine del libro le inquietudini di un artista camaleontico, che ha saputo attraversare luci e ombre, sperimentando e portando al successo la teatralità del glam-rock, la ribellione del punk, le sperimentazioni new wave ed elettroniche, per poi entrare nella pop-dance degli anni Ottanta. Ma perché il “periodo berlinese” è così amato dai suoi estimatori? Lo si comprende non solo ascoltando brani come “Sound and Vision”, “Sense Of Doubt”, “Moss Garden”, “D.J.”, ma anche leggendo di amicizie, di svolte musicali ed esistenziali intercorse tra David Bowie e l’amico Iggy Pop – entrambi all’epoca dipendenti da droghe –, e poi tra Bowie e Brian Eno, entrambi reduci dai successi orientati al glam-rock.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/bowie-berlin.jpg"><img class="size-full wp-image-1495 aligncenter" title="bowie berlin" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/bowie-berlin.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le pagine di <em>A new career in a new town </em>non mostrano solo la rinascita musicale ed esistenziale del “duca bianco”, ma anche i suoi lati più oscuri ed enigmatici, come il suo presunto interesse al nazismo: una simpatia per questo disastroso regime, che alcuni hanno letto come pura provocazione da parte di Bowie, mentre altri l’hanno duramente criticato per i suoi commenti – in effetti fuori luogo – ironici verso una figura così malata quale fu Hitler che, respinto all&#8217;Accademia delle Belle Arti di Vienna, si buttò con mille frustrazioni nel più bieco populismo dittatoriale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La recensione continua sul sito di <strong><a href="http://www.amadeusonline.net/speaker.php" target="_blank">Amadeus</a></strong></em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Tgcc5V9Hu3g" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Storie di musicoterapia</title>
		<link>http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1523</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 08:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musicoterapia]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa rubrica avevamo avuto il piacere di recensire il libro Memorie del mio giardino e altri racconti di Alessandra Vignato. Un testo molto particolare, in cui l&#8217;autrice racconta in modo personale e originale le dinamiche che si instaurano in &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1523">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questa rubrica avevamo avuto il piacere di recensire il libro <em>Memorie del mio giardino e altri racconti</em> di Alessandra Vignato. Un testo molto particolare, in cui l&#8217;autrice racconta in modo personale e originale le dinamiche che si instaurano in una seduta di musicoterapia. Da poche settimane è uscito un altro scritto firmato da Alessandra Vignato dal titolo <em>Solstizi d&#8217;inverno</em>. Incontri di musicoterapia umanistica (Armando Editore, 2013) che, in qualche modo, è un proseguimento delle storie narrate nel precedente volume. Anche in questo libretto, l&#8217;autrice – pianista, specializzata in musicoterapia con Giulia Cremaschi Trovesi – parla del volto più umano della musicoterapia. Lo fa attraverso le vicende degli anziani della casa di riposo in cui lavora. Tramite le storie s&#8217;incontrano, nella propria immaginazione, tanti volti, come quello di nonna Amalia, l&#8217;appassionata di fiori costretta a dormire in una camera color Fumo di Londra, o come Lady Marion, maestra di bon ton. Nelle diverse cronache ispirate alla musicoterapia umanistica troviamo però anche altri volti, come Sherazade (nome di fantasia) dietro cui si cela una ragazzina originaria dell&#8217;Iraq, che in verità non ha mai visto il suo paese natale, poiché la mamma scappò dalla sua vecchia patria quando la piccola era ancora in grembo. Toccante è poi la storia di Alberto, nato con varie problematiche a causa di un &#8220;trabocchetto&#8221; dei cromosomi, ma che attraverso la musica è riuscito a trovare un suo linguaggio e un suo modo di apertura verso gli altri. Ciò che più colpisce in questo libro è la prospettiva adottata per riportare al lettore il lavoro, spesso difficile, del musicoterapia. Scrive l&#8217;illustre Mauro Scardovelli nella Prefazione: &#8220;Alessandra Vignato è un&#8217;artista della musicoterapia, non un&#8217;operatrice, non un&#8217;insegnante, non una burocrate che predefinisce i suoi interventi per farli corrispondere ad un programma prestabilito, in adesione ad una data teoria. [...] Ci troviamo così davanti ad una serie di acquerelli, di quadri musicali, di scene ricche di colore e umanità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nel precedente libro, la Vignato non vuole cadere in formalità tecniche comprensibili solo agli addetti ai lavori; piuttosto ha voluto usare un linguaggio semplice, che potesse essere compreso anche da quelle persone con cui lavora. Il suo approccio ha un volto umano, poiché mette al centro l&#8217;individuo, il carattere delle persone, i problemi, le ombre e le luci. Colorano il testo le numerose citazioni di personaggi celebri e i riferimenti musicali: da Mozart a Nikolai Rimsky-Korsakov. Nei Solstizi d&#8217;inverno si può ritrovare un equilibrio tra leggerezza, gioco e impegno sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo è on line anche sul sito di <strong><em><a href="http://www.amadeusonline.net/musicaterapia.php?ID=1361436536" target="_blank">Amadeus</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Cheick Tidiane Seck, un guerriero pacifico contro la globalizzazione</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 20:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il suo è uno di quei nomi che rimangono in sordina, offuscati da altre personalità per i mass-media più interessanti e carismatiche. Eppure, se si guarda la biografia di Cheick Tidiane Seck si scopre che ha scritto e suonato per &#8230; <a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/archives/1481">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1482" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Cheick-Tidiane-Seck-photo-Philippe-Savoir.jpg"><img class="size-medium wp-image-1482" title="Cheick Tidiane Seck - photo Philippe Savoir" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Cheick-Tidiane-Seck-photo-Philippe-Savoir-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cheick Tidiane Seck - photo Philippe Savoir</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il suo è uno di quei nomi che rimangono in sordina, offuscati da altre personalità per i mass-media più interessanti e carismatiche. Eppure, se si guarda la biografia di Cheick Tidiane Seck si scopre che ha scritto e suonato per noti jazzisti quali Ornette Coleman e Joe Zawinul, per Salif Keita, Amadou &amp; Mariam, e poi ancora per Fela Kuti, Mory Kanté e Youssou N’Dour. Arrangiatore, compositore e polistrumentista (chitarra, tastiere, calebasse), Cheick Tidiane Seck è non solo musicista, ma anche artista combattente, critico verso le ingiustizie perpetrate nel continente nero dall’Occidente e da figure africane corrotte. Nato nel 1953a Segou (città famosa per il Festival del Niger), le sue radici maliane lo hanno sempre influenzato e ispirato per creare musica, a cominciare dal bellissimo – purtroppo poco noto – progetto <em>Sarala</em> datato 1995, realizzato insieme all’afroamericano Hank Jones. Un disco che ha il pregio di ritrovare le radici maliane nel blues e nel jazz; anzi, <em>Sarala</em> traccia un percorso sonoro che riporta a galla le radici della musica dei djeli o griot, cantastorie in auge già all’epoca dell’Impero medievale mandingo. Rievocando proprio quella gloriosa epoca per il Mali, Cheick Tidiane Seck è tornato con un nuovo lavoro dall’emblematico titolo <em>Guerrier</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa parola non è altro che il suo soprannome, datogli per le sue oneste critiche verso chi sfrutta l’Africa, le sue ricchezze e le sue genti. L’artista di Segou denuncia la globalizzazione dei mercati, una politica economica che ha permesso l’accaparramento delle migliori risorse naturali e minerarie del continente. Cheick Tidiane Seck si e ci domanda: «Con quali criteri ci si basa per stabilire il prezzo del cacao africano? Chi decide, e a chi va il profitto». Una questione ancora attuale quella dello sfruttamento delle ricchezze dell’Africa. Già negli anni Settanta, Cheick Tidiane Seck si è dimostrato un guerriero pacifico impegnandosi a sensibilizzare la gente sul problema della desertificazione; e poi ancora organizzando concerti in Francia a favore di un orfanotrofio di Bamako. Questo polistrumentista è da sempre militante e come lui afferma: «Sono un guerriero al servizio della pace e dell’amore. Sono un guerriero pacifista». Tidiane Seck se non crede nella globalizzazione dei mercati, crede invece nell’unità dei popoli, in primis dell’Africa. Ecco perché canta in varie lingue: bambara, lingala, malinké, francese e inglese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Cheick-Tidiane-Seck.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1483" title="Cheick Tidiane Seck" src="http://www.culture-nature-magazine.info/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Cheick-Tidiane-Seck-300x284.jpg" alt="" width="300" height="284" /></a>Guerrier </em>– registrato tra Bamako, Londra e Parigi – è quindi un disco a favore del dialogo, rispettoso delle tradizioni africane, ma con uno sguardo rivolto al presente e soprattutto al futuro dell’Africa. Una terra che non deve più subire condizionamenti, ricatti, diktat da nazioni straniere, come la Francia. In merito, Cheick Tidiane Seck è critico verso il governo di Parigi per essersi intromesso nelle vicende del Mali e nelle richieste di indipendenza del popolo Tuareg. «La Francia – afferma – ci ha chiesto di discutere con i Tuareg che non rappresentano nemmeno il 10% della popolazione maliana. Ma i maliani chiedono ai francesi di trattare con gli indipendentisti corsi o della Martinica?». Il musicista, presentando il suo nuovo progetto, è però altrettanto critico verso i governanti del suo Paese, da Moussa Traoré, presidente dal 1968 al 1991, che ha eretto una dittatura militare e corrotta, a Toumani Touré, deposto da un colpo di Stato nel 2012. Ecco perché Cheick Tidiane ricorda con nostalgia il grande Impero mandingo caratterizzato dall’unione dei popoli e auspica un nuovo corso per il Mali rifondato sull’armonia e sul dialogo. Il “guerriero” così mostra il volto più dialogante, un’identità che gli è valsa un altro soprannome, <em>Black Buddha</em>, ma alla fine per il suo nuovo cd ha preferito scegliere la sua indole di combattente votato alla giustizia e alla pace.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo è on line anche sul sito di <strong><em><a href="http://www.missioni-africane.org/1375__Cheick_Tidiane_Seck_un_guerriero_pacifico_contro_la_globalizzazione" target="_blank">SMA Afriche</a></em></strong></p>
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