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Il cibo del risveglio

La buona salute comincia da un’alimentazione equilibrata e sana. Questa è una convinzione antica quanto il mondo, confermata da una serie di studi risalenti a millenni fa. Basti pensare alle teorie sviluppate dal celebre medico greco Ippocrate, vissuto in Grecia tra il V e il IV secolo a.C., il quale mise in evidenza come la malattia derivi dalla qualità e dalla quantità di cibo che si ingerisce. Da questa premessa formulò la nota teoria dei quattro umori corporei (sangue, flemma, bile gialla e bile nera), poi rielaborata da Galeno, nel II secolo d.C.

Il rapporto tra cibo e benessere è ben noto ovunque nel mondo. Dall’India al Marocco, dal Giappone all’Italia il cibo rimane “la nostra prima medicina”. Ne siamo consapevoli, eppure, nonostante le svariate pubblicazioni e i numerosi programmi televisivi dedicati alla cucina molte persone continuano ad avere una relazione sbagliata col cibo. Immersi come siamo in un eccesso di informazioni sull’alimentazione dovremmo ormai aver compreso come scegliere un’alimentazione sana e naturale. Eppure non sempre è così. Talvolta il cibo sopperisce a una mancanza esistenziale: mancanza d’amore, o di fiducia nelle proprie capacità, o mancanza di dolcezza. Oppure, il cibo si trasforma in una sorta di “oggetto” attraverso cui scaricare rabbia, tensioni, frustrazioni. Il rapporto col cibo viene così distorto, deformato, umiliato, svalutato. Tutto ciò si verifica, poiché si guarda e ci si rapporta al cibo partendo da una prospettiva materialistica. Ma è possibile superarla, come spiega Selene Calloni Williams nel recente libro “Il cibo del risveglio” (Ed. Mediterranee).

Scrive l’Autrice: “L’individuo che io chiamo homo materialis comunis è colui che pensa di aver nel piatto un ammasso di vitamine, proteine, carboidrati… Insomma qualcosa di assolutamente concreto, materiale, oggettivo destinato a far parte di un corpo, il suo, che è altrettanto materiale e oggettivo; egli non fa anima mangiando. […] L’homo materialis è annegato nelle teorie, delle quali è la vittima designata. […] Di questi tempi vengono prodotte molte teorie sull’alimentazione e sempre di nuove ne nascono, tuttavia, malgrado tutti gli sforzi profusi, l’individuo continua a farsi del male mangiando”.

Mangiare come rituale sciamanico

 

Leggendo “Il cibo del risveglio” si comprende la necessità di trasformare la comune visione riguardante il “semplice” atto del mangiare. È essenziale andare oltre la dimensione oggettiva e materiale, per abbracciare piuttosto la visione immaginale. Compiendo questa evoluzione di prospettiva possiamo considerare il cibo come un elemento prezioso, vitale, strettamente connesso all’invisibile e all’amore.

L’Autrice, oltre a spiegare numerosi consigli di cucina, descrive meditazioni, preghiere, rituali potenti da praticare ogni volta che mangiamo, in modo da trasformare ogni pasto in un atto d’amore e in un rito che va oltre la materia. Compiendo le varie pratiche descritte ne “Il cibo del risveglio” rafforziamo la nostra consapevolezza, la nostra presenza mentale, sviluppiamo l’attenzione cosciente e andiamo oltre a una mera azione meccanicistica, automatica, ripetitiva.

Il libro è arricchito da 30 schede relative a 30 alimenti diversi, dall’amaranto al carciofo, dal fico al ginkgo biloba, dalla mela alla pesca… In ogni scheda, per ciascun alimento viene spiegato il mito che l’ha portato in essere. Sono miti legati a varie tradizioni, tra cui quella Greca e quella Induista. E ogni mito manifesta una particolare emozione e/o stato d’animo (rabbia, fallimento, tradimento, ansia, insicurezza, ecc.) accompagnato a sua volta da un evento.

“Conoscere gli effetti dei vari cibi sui nostri stati d’animo ci aiuta a divenire co-creatori del nostro destino” spiega nel libro Selene Calloni Williams.

Seguendo le pratiche di risveglio descritte nel libro, cibarsi diventa un rito sacro. Si ha inoltre la straordinaria opportunità di ri-scopre la centralità del sacrum facere. Mangiare sarà non più un’azione meccanicistica, bensì si trasforma in un rituale simbolico. Il rituale del cibarsi diventa così un viaggio tramite il quale possiamo lenire le ferite dell’anima e riabbracciare l’invisibile.

Silvia C. Turrin


 


Selene Calloni Williams. Scrittrice, viaggiatrice e documentarista, è autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia.
È l’iniziatrice del “metodo simbolo-immaginale” o “approccio immaginale” e della scuola italo svizzero degli immaginalisti. L’approccio immaginale è applicato a varie tecniche e discipline nell’ambito delle professioni fondate sulla relazione d’aiuto e nel campo della crescita personale. Per esempio la Mindfulness Immaginale, la Psicogenealogia Immaginale, le Costellazioni Immaginali, la Regressione Immaginale, ecc.

 

 

 


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La Birmania-Myanmar è un Paese straordinario. Questa nazione, dopo decenni difficili a livello socio-politico, sta

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Gregg Braden, affrontare i cambiamenti con il cuore e con la mente

Gregg Braden resilienzaIl mondo, agli inizi del XXI secolo, sembra impazzito, sembra “andare alla rovescia”, come dicono in tanti. Questa convinzione è comune a molte persone, che si trovano in differenti angoli del pianeta. Il mondo “impazzito” lo si vede considerando diversi settori e situazioni. In primis, vediamo che il clima, in varie zone, è soggetto a repentini cambiamenti e a condizioni estreme: periodi di siccità sono seguiti da picchi di piogge torrenziali. Dati di fatto sono: l’aumento di alluvioni devastanti; l’aumento delle tempeste tropicali; l’aumento degli incendi boschivi; l’aumento dei livelli anidride carbonica nell’atmosfera. Anche il settore economico e quello energetico sono soggetti a fluttuazioni e a cambiamenti epocali, basti considerare le persone che hanno perso il lavoro, la casa e che non hanno cibo. In tante aree del globo il loro numero è sempre più in crescita. Sul piano energetico assistiamo a un costante aumento del prezzo del petrolio e con esso all’aumento dei prezzi dei cibi di cui ci nutriamo, poiché il petrolio serve per il funzionamento dei trattori e dei sistemi coi quali vengono trasformati gli alimenti. Anche sul piano culturale-tecnologico assistiamo a profondi mutamenti, come dimostra la diffusione dei social network e dei telefonini, anche in quelle zone del mondo un tempo isolate.

Cambiamento fa rima con globalizzazione. I cambiamenti che abbiamo visto e di cui siamo testimoni sono proprio legati all’interconnessione economica, energetica, culturale, ambientale che unisce popoli tra loro distanti. In questo contesto di continue fluttuazioni tante persone si sentono smarrite, non hanno più punti di riferimento.

Ecco che entra in gioco il concetto di resilienza, ovvero quella capacità di ripresa che ci aiuta ad adattarci ai cambiamenti che avvengono in un mondo liquido, in costante trasformazione, che non è quello in cui siamo nati e cresciuti.

Partendo proprio da queste premesse, Gregg Braden, progettista informatico aerospaziale, conosciuto per i suoi libri di successo e per le sue conferenze-seminario, torna a spiegarci come affrontare il cambiamento e la globalizzazione in maniera consapevole nel libro Il Potere della Resilienza (Macro – Trigono edizioni – L’arte di essere edizioni, 2018). Un testo che si rifà al bestseller The Turning Point e col quale Braden compie un ulteriore passo avanti, illustrandoci come gestire i mutamenti ascoltando non solo la mente.

Uno degli aspetti più interessanti delle analisi da lui esposte riguarda il suo continuo riferimento alle antiche tradizioni, nelle quali vediamo come tante culture vivevano rispettando e non dominando l’ambiente, cooperando tra loro e non lottando gli uni e gli altri, alimentando la spiritualità e non dogmi religiosi.

Un altro elemento su cui Braden ci invita a riflettere è il potere del cuore, considerato non più come semplice organo indispensabile per pompare sangue in tutto l’organismo, ma è molto, molto di più come l’Autore ci spiega in maniera scrupolosa nel primo Capitolo del volume. Diverse ricerche hanno infatti scoperto che nel cuore sono presenti i neuriti, i quali replicano molte delle funzioni rilevate nel cervello. Una scoperta che dimostra come cervello e cuore collaborino molto di più di quanto prima si ritenesse. Il cuore si sta rivelando un organo complesso, dotato di funzioni che prima non venivano minimamente prese in considerazione, come quella di promuovere stati intenzionali di intuizione profonda o come quella di conoscenza, ovvero intelligenza cardiaca.

Il Potere della Resilienza è un libro che va oltre il concetto e le pratiche di resilienza, e che ci invita a modificare i nostri schemi mentali, unendo cervello e cuore, saperi antichi e conoscenze postmoderne, sapendo che tutto è connesso, tutti noi siamo connessi gli uni agli altri. 

Silvia C. Turrin

Il potere della resilienza è stato scritto tenendo a mente un fine ben preciso: restituire a noi stessi il potere personale nel fare le scelte che conducono alla buona riuscita della nostra vita, in un mondo rinnovato, trasformato e sostenibile. Credo sia possibile imboccare questo sentiero, pur continuando a tramandare le nostre tradizioni familiari e l’eredità storica che tanto arricchiscono la nostra esperienza esistenziale.

La chiave della nostra trasformazione è semplicemente questa: più conosciamo noi stessi, più strumenti avremo per compiere scelte di saggezza.

Gregg Braden

 

Il mondo, agli inizi del XXI secolo, sembra impazzito, sembra “andare alla rovescia”, come dicono
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Alain Saury è stato un personaggio davvero eclettico. Nato nel 1932, Saury sin da adolescente
Pubblico un Editoriale molto interessante di Carlo Petrini, Presidente Internazionale di Slow Food. Vale la
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Siya Kolisi Springboks

Siya Kolisi, primo capitano nero della nazionale di rugby sudafricana

Il 2018 è un anno storico per il Sudafrica, perché dopo 126 anni gli Springboks avranno come capitano della squadra un giocatore nero, Siya Kolisi. Dobbiamo aspettare il prossimo 9 giugno per vederlo ufficialmente coi gradi da titolare, quando ci sarà il test match contro l’Inghilterra in programma all’Ellis Park di Johannesburg. Ma chi è il nuovo capitano? Il suo nome completo è Siyamthanda Kolisi, età 26 anni. È cresciuto alla periferia di Port Elizabeth e, appena dodicenne, durante un torneo presso Mossel Bay, venne notato per la sua abilità nel maneggiare il pallone di rugby. Da allora, ha sempre compiuto passi in avanti, prima ottenendo una borsa di studio, poi, prendendo parte al mondiale giovanile 2011 in Italia, sino al debutto nel 2013 coi mitici Springboks come ala in terza linea. Un cammino sempre in ascesa.

La squadra dell’antilope (“springbok” in inglese significa appunto antilope) nei primi mesi del 2018 sta vivendo importanti cambiamenti. Il primo è avvenuto agli inizi di marzo, quando è stato selezionato come nuovo allenatore della squadra Johan C. “Rassie” Erasmus, classe 1972, nato (guarda caso) a Port Elizabeth, e anche lui giocatore in terza linea come Kolisi. Il secondo e più rilevante cambiamento lo si deve proprio a Erasmus, il quale ha scelto Kolisi come nuovo capitano degli Springboks. Una notizia che ha fatto il giro del mondo, visto che la squadra di rugby sudafricana ha, sin dalle sue origini, un’impronta marcatamente bianca.

Quando il rugby in Sudafrica era precluso ai neri

Ufficialmente, la squadra di rugby sudafricana venne fondata nel lontano 1891 e all’epoca si chiamava “British Isles”. Solo tra il 1906 e il 1907 si è iniziato a chiamarli con il nome di Springboks. Se si guardano le foto di allora sino al 1980 la squadra è composta esclusivamente da giocatori bianchi. Bisogna attendere l’anno 1981 per vedere il primo rugbista di colore ufficialmente in squadra, ovvero Errol Tobias che partecipò al match contro l’Irlanda, proprio nel bel mezzo di un periodo cupo per la nazione. Infatti, a causa della politica razzista del governo di Pretoria il Sudafrica venne praticamente isolato, e tra il 1985 e il 1991 gli Springboks non ebbero la possibilità di partecipare ai mondiali dell’87 e del ’91.

L’isolamento della squadra di rugby sudafricana finì quando vennero smantellate, dopo 43 anni dalla loro istituzione, le politiche e le leggi del regime di apartheid. Ma gli Springboks, per la maggioranza della popolazione nera sudafricana, rimanevano il simbolo del vecchio regime razzista. Ci vollero la saggezza e la lungimiranza di Nelson Mandela, primo Presidente nero, democraticamente eletto, del Sudafrica a unire la nuova nazione arcobaleno grazie al rugby (Rainbow nation, “nazione arcobaleno” è il soprannome con cui Desmond Tutu ha definito il Sudafrica post-apartheid, un paese composto da tanti popoli).

Mandela e gli Springboks

Mandela coppa del mondo rugby 1995

Questa straordinaria storia ci è stata raccontata da John Carlin nel bestseller “Ama il tuo nemico” (titolo originale Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game that Made a Nation), poi trasposto nel bellissimo e commovente film Invictus realizzato nel 2009 da Clint Eastwood. Grazie al capitano dell’epoca, François Pienaar, che ha seguito i preziosi consigli elargitigli da Mandela, la nazionale di rugby sudafricana degli Springboks è riuscita a ottenere la storica vittoria nella Coppa del Mondo del 1995. Una vittoria non solo sportiva, ma anche morale, etica, politica, intrisa di messaggi di pace, dialogo e di perdono, a dispetto di quanti volevano gridare vendetta contro i bianchi.

Probabilmente senza l’intervento di Mandela gli Springboks non esisterebbero più e forse la storia sudafricana sarebbe stata caratterizzata da un flusso di eventi molto diversi da quelli che noi tutti conosciamo. Ma la storia non si fa né coi se, né coi ma, e in questo caso ci piace ricordare ciò che davvero è accaduto. Gli Springboks hanno vinto la coppa del mondo di rugby nel 1995. I tifosi sudafricani, bianchi e neri, si sono stretti in un abbraccio che andava oltre i confini sportivi. E coloro che avevano inneggiato all’imprigionamento di Mandela e che avevano auspicato una guerra civile per eliminarlo, cambiarono idea, perché si resero conto che solo “uniti si vince” e che è necessario “parlare non alla mente, ma al cuore delle persone”. Una bella lezione non solo sportiva, ma anche esistenziale, che tutti – ad ogni latitudine del globo – dovrebbero imparare.

Silvia C. Turrin

L’articolo è on line anche sul sito SMA Afriche

 

La regione sudafricana del Cederberg è un’area montana ancora incontaminata, caratterizzata da paesaggi unici. Questa
Il 2018 è un anno storico per il Sudafrica, perché dopo 126 anni gli Springboks
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Immagine emblematica esposta all'interno del museo dell'apartheid - Photo Silvia C.
Domani 19 ottobre uscirà il seguito dell’Autobiografia di Nelson Mandela. Dopo Long Walk to Freedom

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Les bienfaits des bains de forêt

«Je partis dans les bois car je voulais vivre sans me hâter, vivre intensément et sucer toute la moelle secrète de la vie. Je voulais chasser tout ce qui dénaturait la vie, pour ne pas, au soir de la vieillesse, découvrir que je n’avais pas vécu» écrit Henry David Thoreau philosophe, naturaliste et poète américain. Avec son œuvre «Walden ou la Vie dans les bois» Thoreau parle d’un retour à la nature pour vivre l’authenticité, dans les forêts.

Nous avons compris, dans ces dernières années, le pouvoir de guérison de la nature et les vertus thérapeutiques des forêts, grâce à de nombreuses études: par exemple, Ming Kuo, chercheuse à l’université de Chicago, a souligné les effets positives de la nature sur la santé, en particulier sur la dépression, le troubles de l’anxiété et de l’attention. Le docteur Qing Li, médecin immunologiste à l’université de médecine de Tokyo, membre fondateur de la société japonaise de sylvothérapie, dans son livre « Shinrin-Yoku, l’art et la science du bain de forêt » explique que le pouvoir de guérison des forêts est une réalité scientifique. En effet, le pays du Soleil Levant reconnaît officiellement les vertus thérapeutiques du Shinrin-Yoku et le gouvernement en 1982 a inscrit le concept de promenades méditatives dans les bois dans un programme sanitaire national pour inciter les Japonais à prendre soin de leur santé et de leurs forêts.

Aux États-Unis est arrivée la tradition japonais de bain des forêts grâce au travail de M. Amos Clifford, fondateur et directeur de l’Association des Guides et Programmes de la Nature et de la Thérapie forestière, et expert sur la thérapie forestière inspirée du Shinrin Yoku. Dans son livre «Le guide des bains de forêt» (Guy Trédaniel Éditeur, 2018) trouvons des explications sur la pratique de cette méthode qui permet d’abandonner le stress et prévenir les maladies.

Les bienfaits des bains de forêt sont vraiment extraordinaires, puisque les personnes qui les pratiquent ont constaté, par exemple, une augmentation d’une sensation de détente mentale profonde et des sentiments de gratitude et d’altruisme.

Marcher lentement dans la forêt, explorer la nature en prenant conscience des éléments permet de déconnecter avec la cacophonie urbain. La pollution chimique et sonore de la ville est loin et nous pouvons obtenir des effets surprenants, comme la diminution de la sécrétion de cortisol (l’hormone du stress) et de la tension artérielle. Le bain de forêt ralentit le rythme cardiaque et optimise les fonctions immunitaires. La présence des phytoncides dans l’air (composés naturellement émis par les arbres) permet au notre propre système immunitaire de travailler mieux et de contraster des agents pathogènes. En outre, le bain de forêt favorise un état de méditation qui permet de se recentrer sur soi.

Pratiquer les bains de forêt régulièrement est important non seulement pour notre santé, mais aussi pour la santé et la protection des écosystèmes forestiers. Avec les bains de forêt nous apprenons à nous connecter avec la nature, avec la Terre-mère.

Silvia C. Turrin


Conseils de lecture:

Amos Clifford, Le guide des bains de forêt, Guy Trédaniel Éditeur, 2018

Yoshifumi Miyazaki, Shinrin Yoku, Guy Trédaniel Éditeur, 2018

 

La regione sudafricana del Cederberg è un’area montana ancora incontaminata, caratterizzata da paesaggi unici. Questa
È la quarta isola al mondo per grandezza. La sua superficie, ampia circa 594mila km²,
Allontanarsi dai ritmi frenetici delle metropoli grigie, inquinate, convulse e immergersi in un paesaggio meraviglioso,
Negli ultimi mesi, dopo un'estate caratterizzata da siccità, da temperature elevate e al contempo da
Per gli antichi Romani era la “finis terrae”, la fine della terra. Oltre le spiagge,

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apartheid Sharpeville

21 marzo 1960 – ricordando il massacro di Sharpeville

apartheid Sharpeville

Immagine emblematica esposta all’interno del museo dell’apartheid – Photo Silvia C. Turrin

Il massacro di Sharpeville, avvenne il 21 marzo 1960.

In quella data, i dirigenti del PAC, organizzazione politica sorta nel 1959 da una scissione interna all’ANC, decisero di intraprendere una campagna di protesta, non-violenta, contro le pass law. Tale scelta scaturiva dalla convinzione che “le masse fossero già pronte per rispondere spontaneamente ad un’iniziativa creativa”.

Quel giorno, 20mila persone si mossero verso la stazione di polizia di Sharpeville protestando pacificamente contro le pass law. Sebbene i manifestanti fossero disarmati, il contingente di polizia, numericamente inferiore rispetto ad essi, si fece prendere dal panico e iniziò a sparare uccidendo 69 persone e ferendone molte altre. Sobukwe, leader del PAC fu arrestato insieme ad altri dirigenti.

In seguito all’eccidio, l’8 aprile l’ANC e il PAC furono dichiarate organizzazioni illegali tramite l’Unlawful (Criminal) Organizations Act (N.34, 1960) e, da quel momento in poi, entrambe dovettero agire in condizioni di clandestinità. Tra il 1961 e il 1963, le due organizzazioni abbandonarono la strategia non-violenta, formando rispettive ali armate e intraprendendo azioni di sabotaggio. A seguito di diversi attentati, i leader storici dell’ANC e del PAC furono arrestati, processati (processo di Rivonia) e condannati all’ergastolo.

In seguito all’eccidio di Sharpeville, il governo di Pretoria varò nuove leggi di carattere repressivo, quali il General Law Amendment Act (1963) che autorizzava la polizia a detenere una persona incommunicado per 90 giorni, rinnovabili, senza mandato, senza processo, senza capi di accusa e senza l’assistenza di un legale. Nel 1965 fu implementato il Criminal Procedure Amendment Act che autorizzava la polizia a trattenere un testimone in un processo incommunicado per 180 giorni, rinnovabili.



Per Approfondire segnalo il mio libro “Il movimento della Consapevolezza nera in Sudafrica. Dalle origini al lascito di Stephen Biko” in cui parlo fra l’altro del massacro di Sharpeville

La regione sudafricana del Cederberg è un’area montana ancora incontaminata, caratterizzata da paesaggi unici. Questa
Il 2018 è un anno storico per il Sudafrica, perché dopo 126 anni gli Springboks
Il 2018 è un anno importante non soltanto per il Sudafrica. Il 18 luglio si
Immagine emblematica esposta all'interno del museo dell'apartheid - Photo Silvia C.
Domani 19 ottobre uscirà il seguito dell’Autobiografia di Nelson Mandela. Dopo Long Walk to Freedom

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Benessere nella Natura

«Envie de bien-être dans la nature» è un libro perfetto per riconnettersi con la nostra dimensione più profonda stando a contatto con gli Elementi, la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria.

Il macrocosmo così come il microcosmo sono una manifestazione di questi aggregati. Anche noi siamo costituiti da questi Elementi e attraverso essi siamo collegati all’ambiente; infatti, gli Elementi stessi ci permettono di percepirlo in quanto sono posti in relazione coi nostri sensi, l’olfatto, l’udito, la vista, il tatto, il gusto.

Il libro, suddiviso in quattro parti, ci offre una serie di riflessioni e di pratiche legate a ciascun Elemento.

L’Autrice, Florence Thinard, ci regala tanti spunti per vivere pienamente la bellezza della Natura e rimanere in sintonia con essa. Per esempio, possiamo sentire la Terra rimanendo in Shavasana o praticando la meditazione camminata; sempre camminando possiamo entrare in contatto con l’elemento acqua attraverso la pioggia; possiamo omaggiare il Sole e sentire la sua forza per il tramite di Surya Namaskara; ispirando ed espirando possiamo percepire il flusso dell’Aria.

I contenuti sono arricchiti dalle illustrazioni colorate di Cécile Hudrisier.

Il progetto editoriale è stato realizzato da Plume de Carotte, con sede a Toulouse.

L’Editore dal 2008 crea libri curando sia la qualità della carta, rigorosamente ecologica, sia la tipologia di inchiostri, a base di olio vegetale. Inoltre, la stampa viene effettuata a meno di mille km dalla sede dell’Editore e del distributore. Motivi in più per acquistare i libri editi da Plume de Carotte.

Silvia C. Turrin

Il mondo, agli inizi del XXI secolo, sembra impazzito, sembra “andare alla rovescia”, come dicono
Immagine emblematica esposta all'interno del museo dell'apartheid - Photo Silvia C.
Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno
Capita che un evento imprevisto ci faccia capire che stiamo correndo troppo nella nostra vita.
L’autunno è una stagione perfetta per disintossicarsi. Non solo nutriamo il nostro organismo con alimenti

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Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale

Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno preso in considerazione. Se tutti noi concordiamo nel dare importanza al “presente”, dovremmo tuttavia ricordare e ri-considerare i nostri avi e le vicende loro occorse.

Come spiega Selene Calloni Williams nel libro Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale (Spazio Interiore, 2016), le vicende dei nostri antenati “sono registrate nella memoria del clan familiare in modi simbolici. Questi simboli sono energie, vincoli emotivi che, in un certo senso, programmano il progetto di vita dei discendenti”.

Eppure, questi vincoli, come ci svela Selene, possiamo decifrarli, trasvalutarli e sciogliere. Ciascuno di noi, in modi certamente differenti, è chiamato a considerare il proprio progetto di vita come “momento” decisivo per adempiere alla missione di compensazione del destino familiare. Se questa missione, ricevuta sin dal momento del concepimento, non viene adempiuta, nascono conflitti interiori da cui poi si generano autoboicottaggi.

Attraverso l’approccio transgenerazionale possiamo trovare rimedi, imparando a dialogare con le immagini degli antenati e dei sogni. Siamo dotati della capacità di trasvalutare disagi, limiti e disturbi, rendendoli nostri preziosi punti di forza.

Per il tramite del Corso Intensivo di Formazione in Psicogenealogia e Costellazioni Familiari ad Approccio Immaginale organizzato da Imaginal Academy, l’Accademia degli Immaginalisti, a Milano dal 28 febbraio al 4 marzo 2018 si potrà approfondire il tema delle dinamiche parentali e delle interferenze che le esistenze dei nostri avi possono indirettamente condizionare il presente. Si potranno conoscere le modalità con cui comprendere il proprio albero genealogico, per decifrare come il passato degli antenati influisca sulle relazioni interpersonali e sullo sviluppo della personalità dei discendenti.

Il Corso intensivo condotto da Selene Calloni Williams si basa sull’approccio simbolo-immaginale applicato alla psicologia trans generazionale. Basandosi sulla psicologia analitica di Jung e sulla psicologia archetipica del noto psicoanalista, saggista e filosofo statunitense James Hillman, Selene Calloni Williams ha elaborato un approccio efficace, attraverso cui si svelano – come lei stessa afferma: “quei legami affettivi invisibili, che ci uniscono ai nostri avi sospingendoci a fare della nostra vita l’incarnazione di un mito transgenerazionale”.

La psicogenealogia è strettamente correlata alle costellazioni familiari, in modo da formare una terapia sistemica dove l’individuo è visto e analizzato in uno specifico contesto di interrelazioni: da questa prospettiva è più semplice trovare quelle connessioni delicate e limitanti nel sistema-famiglia, che creano ostacoli al destino di persone appartenenti alla stessa famiglia. Il metodo sviluppato da Selene ha un quid in più, poiché è ad approccio immaginale che, spiega, “si rifà a una visione della psiche quale sorgente di tutti i fenomeni ed è perciò capace di creare la realtà”. Riveste quindi un ruolo cruciale il potere immaginativo.

A chi è rivolto il Corso Intensivo

Si rivolge a chi desidera svolgere una professione come costellatore ad approccio immaginale e a chi vuole conoscere la psicogenealogia e sperimentare le costellazioni familiari ad approccio immaginale per compiere una profonda esperienza di crescita personale.

Sabato 3 marzo 2018 open day per chi vuole avvicinarsi al mondo dell’immaginale.

Il corso più accreditato

Questo corso rilascia crediti ECM, CF ed ECP per medici, psicoterapeuti, counsellor, operatori olistici e conduce al conseguimento di un diploma accreditato Aiscon (per l’Italia vedi Legge 14 gennaio 2013 n° 4, Disposizioni in materia di professioni non organizzate, pubblicata sulla G.U. n° 22 del 26 gennaio 2013.

Durata del Corso

Dal 28 febbraio al 4 marzo 2018

Ha la durata di cinque giorni consecutivi è condotto da Selene Calloni Williams e Paola Bertoldi

Dove si svolge

Milano

Lettura Consigliata:

Psicogenealogia e costellazioni familiari ad approccio immaginale di Selene Calloni Williams, edizioni Spazio Interiore.

 

Per approfondire:

http://www.imaginalacademy.org/

info@imaginalacademy.org


selene_calloni_williams Psicogenealogia Selene Calloni Williams, scrittrice e documentarista, nonché autrice di numerosi libri e documentari a tema psicologia ed ecologia profonda, sciamanismo, yoga, filosofia e antropologia. La sua peculiarità e risorsa è poter spaziare da Oriente ad Occidente, grazie al fatto di avere avuto due grandi maestri, uno in Asia, Michael Williams, che, a dispetto del nome occidentale, era di etnia Tamil, esperto di yoga e tradizioni sciamaniche e James Hillman, illustre psicoanalista e filosofo, che Selene conosce quando si trasferisce in Svizzera. In Oriente, e precisamente in Sri Lanka, Selene studia e pratica anche, per svariati anni, la meditazione buddhista Theravada nell’eremo della foresta del Venerabile Gatha Thera e del Rev. Gotatuwe Sumanaloka Thero. Tornata in Europa, si laurea in psicologia con una tesi sullo Yoga Integrale e ottiene un master in screenwriting presso la Napier University di Edimburgo. La possibilità di abbracciare insegnamenti orientali ed occidentali è assai preziosa perché capace di tradurre il messaggio orientale in modi adeguati alle modalità di ricezione della psiche degli occidentali, i quali indubbiamente hanno una tradizione immaginale occidentale. Grazie a Michael Williams, Selene è iniziata a un antico lignaggio yoghico-sciamanico da cui provengono i meravigliosi insegnamenti del Mantra Madre.

 

Il fatto è che qualsiasi sofferenza, qualsiasi comportamento

o ripetizione compulsiva di una sequenza di eventi può essere

deprogrammata, a patto di risalire alla prima volta in cui essa si

è generata. Questo non è mai un tempo individuale e neppure

transgenerazionale, ma è un tempo mitologico, un tempo delle

origini. Il luogo dove l’immagine originaria si è generata per la

prima volta è un luogo invisibile, celeste o sotterraneo, l’Olimpo

o l’underworld”. Selene Calloni Williams

È immerso nel cuore dell'Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e
Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità,
Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno
Praticare la Mindfulness Immaginale significa cercare di essere consapevoli, significa sentire/ascoltare con attenzione cosciente. La
La Birmania-Myanmar è un Paese straordinario. Questa nazione, dopo decenni difficili a livello socio-politico, sta

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libro Danon

Il potere del riposo

libro DanonCapita che un evento imprevisto ci faccia capire che stiamo correndo troppo nella nostra vita. Una brusca caduta, un incidente, la perdita di una persona cara…ci spingono a fermarci. Qualcuno o qualcosa ci “avverte” che il nostro modus vivendi ci sta inesorabilmente soffocando, a causa della frenesia che portiamo con noi nella vita sia privata, sia lavorativa. Un accadimento imprevisto o un incontro inaspettato ci possono far comprendere che la velocità alla quale noi stiamo andando ci sta spiazzando e non è certo utile al nostro cammino di crescita personale. Anzi, è fonte di stress, ansia, nervosismo. Per questo è fondamentale fermarsi, come ci rivela il nuovo libro della psicologa Marcella Danon, direttrice della Scuola di Ecopsicologia Ecopsiché.

“Il potere del riposo” (Feltrinelli Editore) ci spiega come ritrovare un sistema di vita basato su una migliore qualità, più affine ai nostri ritmi “umani”. Sì, perché la velocità alla quale molti stanno andando è paragonabile alla velocità di un ingranaggio meccanico: si tratta di ritmi insostenibili che hanno profonde ripercussioni a livello psicofisico. Spesso la soluzione più efficace per recuperare energie è il riposo, divenuto sempre più una vera necessità.

Come scrive Marcella Danon nel suo libro:

“Riposare vuol dire sostare, darsi tregua, concedere una pausa a una parte del corpo, o a una facoltà fisica o psichica, per evitare di sovraccaricarla. Quando riposiamo non perdiamo certo tempo, ricarichiamo
le batterie, moltiplichiamo le nostre energie e le nostre risorse”.

Ecco perché risulta fondamentale dormire bene e avere un sonno regolare: se non fosse così i nostri bioritmi risulterebbero alterati e fonte quindi di problemi sia fisici, sia psichici.
L’Autrice ci invita a ricaricarci non soltanto durante le ore di riposo notturno, ma anche nel corso della giornata. Per esempio, una bella camminata nella natura ci permette di risvegliare i nostri cinque sensi. Che sia in un bosco o in riva a un fiume o in un parco cittadino è vitale per il nostro corpo rimanere all’aria aperta, a contatto con il verde.
Nel libro si trovano tanti spunti per recuperare energie: dalla pratica della centratura alla classica pennichella, passando per l’ascolto della musica che più ci rilassa. Suggerimenti validi anche per rivitalizzare la creatività e gli slanci professionali.
“Il potere del riposo” è un invito a modificare i ritmi dominanti nella nostra società, per far posto a una velocità più a misura di essere umano e in sintonia con l’ambiente che ci circonda.

Silvia C. Turrin

Link utili:

Il potere del riposo

Scuola di Ecopsicologia Ecopsiché

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