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La ribellione zen è un atto d’amore

zen Selene Calloni WilliamsRealizzarti pienamente e trovare pace, amore, prosperità in questa vita. È ciò che ti aspetta dopo aver letto il nuovo libro Lo Zen e l’arte della ribellione, a bordo di un sidecar nella fantastica storia di Arianna della scrittrice e documentarista Selene Calloni Williams. Man mano che si entra nella storia della protagonista ci si trasforma in lettori attivi, capaci di oltrepassare la corazza dell’homo materialis comunis per abbracciare la visione immaginale e per trasmutarsi in homo imaginalis. Questo è certamente un processo rilevante e rivoluzionario, poiché una volta innescato si ottiene un enorme potere, ovvero quello di non essere più governabili, controllabili e manipolabili. Ciò significa che leggendo le pagine del libro si viene “iniziati” a una profonda trasformazione interiore che, da un lato, conduce alla deprogrammazione inconscia, dall’altro, porta a spezzare le catene tipiche dell’homo consumens. In pratica, si diventa liberi, in quanto si coltiva l’abilità di riconoscere l’esistenza come sogno, impressione, immaginazione: solo così – come afferma l’Autrice – si ha la forza di assumersi la piena responsabilità di tutti gli eventi, sottraendosi al ruolo di vittima e di spettatore passivo.

Attraverso la storia di Arianna riusciamo a ridestarci da un sonno ipnotico e a coltivare il fuoco della libertà per ritrovare noi stessi e per realizzarci, adesso, in questa vita.

Con la scelta coraggiosa di ribellarsi ai divieti imposti da chi controlla il suo mondo, Arianna – abbandonando la città per il deserto – scopre la sua vera natura, scopre chi è veramente. L’atto della ribellione agli arconti, a quelle norme e consuetudini che rendono l’essere umano misurabile, prevedibile, governabile, porta Arianna a deprogrammarsi e ad assaporare la vera libertà. Arianna non sarà più vittima del tempo e degli eventi. Ad accompagnarla in questo viaggio iniziatico sono il mago Teodoro e Akì, la donna naga. L’atto di ribellione compiuto da Arianna si rivelerà un atto d’amore e di libertà. Una libertà che viaggia in sidecar, perché il processo di deprogrammazione e di risveglio è compiuto anche grazie all’aiuto dei fidati compagni. Arianna dovrà affrontare da sola alcune prove, ma il sostegno di Teodoro e di Akì sarà fondamentale in varie situazioni. Solo l’amore potrà salvare i protagonisti; solo l’amore permetterà ad Arianna di vincere l’inganno del tempo e della morte.
In tutto questo, il lettore andrà oltre la mente ordinaria, oltre la paura, per abbracciare finalmente l’amore e vivere nella libertà.

Silvia C. Turrin

Lo Zen e l’Arte della Ribellione
A bordo di un sidecar nella fantastica storia di Arianna
Selene Calloni Williams
Edizioni Studio Tesi, 2017


Lo zen e l’arte della ribellione – il booktrailer

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4 settimane per disintossicarsi – Cristopher Vasey ci spiega come

detox libroL’autunno è una stagione perfetta per disintossicarsi. Non solo nutriamo il nostro organismo con alimenti sani, ma lo rafforziamo grazie all’eliminazione delle tossine. Quando si parla di dieta è sempre bene rivolgersi a un medico nutrizionista. Tuttavia, svariati e utili consigli li possiamo trovare nel libro Detox (Edizioni Il Punto d’Incontro) scritto da Cristopher Vasey, naturopata svizzero, autore di diverse pubblicazioni di successo incentrate sul rapporto benessere e alimentazione.

Il volume qui segnalato, oltre ad avere una grafica e un’impaginazione accattivanti, è strutturato in maniera tale da coinvolgere attivamente il lettore, tanto da seguirlo “virtualmente”, per un intero mese, passo per passo, in un Programma Benessere.

Durante la Prima settimana si comincia a eliminare le tossine stimolando l’intestino e bevendo tanta acqua. A tal proposito, Cristopher Vasey ci suggerisce di assumere la tintura madre di frangola (le cui dosi sono soggettive, per cui bisogna valutarne l’efficacia partendo da poche gocce, come spiegato nel testo). La frangola (Rhamnus frangula), in particolare la sua corteccia, è utile per stimolare le funzioni intestinali. Questa azione della frangola deriva dalle sostanze antrachinoniche, che agiscono naturalmente sull’intestino crasso stimolandone il tono e l’ampiezza dei movimenti, e facilitando così la peristalsi. L’altro passo fondamentale nella prima settimana Detox è assumere il giusto quantitativo di acqua. Vasey ci ricorda che il fabbisogno quotidiano di acqua è di circa 2,5 litri e che con “fabbisogno d’acqua del corpo” si intende la quantità di liquido eliminata ogni giorno dall’organismo.

“Il liquido perduto va tassativamente reintrodotto mediante un apporto equivalente, cosicché l’organismo non ne sia carente e mantenga una situazione di equilibrio idrico” afferma Vasey.

Durante la seconda settimana il Programma Benessere prevede la stimolazione del fegato e dei reni. Per far ciò, si sostituisce l’assunzione della frangola con lo psillio, integratore alimentare ricco di fibre derivante dai semi di una pianta appartenente alla famiglia della piantaggine. Lo psillio è generalmente indicato per le stipsi croniche, in quanto efficace e innocuo lassativo naturale. Questa sua funzione è possibile grazie alla presenza di una mucillagine, che al contatto con l’acqua si rigonfia e aumenta di volume. I semi di psillio contengono circa il 30% di fibre. Per stimolare il fegato, in questa seconda settimana Cristopher Vasey suggerisce l’impiego di piante medicinali, quali il carciofo, il tarassaco, il ramolaccio, il rosmarino. Per stimolare i reni, invece, meglio preferire la betulla, l’erica, l’uva ursina e la solidagine.

Monodieta e riduzione del sale sono i punti centrali della terza settimana del Programma benessere. Vasey invita ad assumere i semi di lino per stimolare l’intestino. I semi di lino hanno un alto contenuto di acidi grassi polinsaturi, fonte vegetale di omega3; inoltre, hanno un effetto addolcente grazie anche alla presenza di mucillagini, ovvero fibre solubili che aiutano a prevenire la stipsi.

Durante la quarta e ultima settimana del Programma benessere Detox curato da Cristopher Vasey si segue una dieta ipotossica. Il naturopata svizzera consiglia di sostituire i semi di lino con le prugne, ricche di fibre, nonché di sorbitolo, zucchero che innesca processi osmotici che attirano nel colon l’acqua contenuta nei tessuti. Ciò facilita le funzioni di evacuazione. Si prosegue poi con l’assunzione di pilosella, erba amara che agisce favorevolmente sulle basse vie urinarie: serve per stimolare i reni.

Il volume, oltre a preziosi consigli, è arricchito da spazi specifici che permettono di annotare gli effetti e le sensazioni che si manifestano durante le quattro settimane del Programma Benessere. Vasey ricorda che col programma Detox si intende ristabilire il funzionamento ottimale del fegato, dell’intestino, dei reni, della pelle e dei polmoni, oltre che favorire l’eliminazione delle tossine. Detox è un libro che invita a ritrovare la vitalità in modo sano e naturale.

Silvia C. Turrin


Detox – 4 settimane per disintossicarsi
Disponibile anche in formato: eBook – 7,49 €


Altri libri di Cristopher Vasey pubblicati da Edizioni Il Punto d’Incontro:



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benefici delle spezie

Spezie che passione! Benefici e ricette – Prima Parte

Sin dai tempi antichi le spezie sono state utilizzate come alimento benefico. Greci, Romani, le antiche civiltà dell’India, così come i popoli africani le hanno impiegate per arricchire di sapore e colore vari piatti. La loro importanza era testimoniata dal fatto che, per secoli, sono state adottate come merce di scambio: non a caso erano spesso equiparate all’oro e alle pietre preziose. Una tradizione millenaria quella dell’uso delle spezie che continua sino a oggi con una maggiore consapevolezza.
Numerose ricerche hanno messo in evidenza il loro valore nutraceutico, in quanto i loro componenti o principi attivi aiutano a prevenire malattie. Contribuiscono a migliorare il benessere generale dell’organismo stimolando il metabolismo, grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche. Di seguito vediamo alcune delle spezie benefiche per il nostro organismo.
chiodi di garofano spezie

I chiodi garofano

L’itinerario inizia dalle isole Molucche, luogo originario dell’albero Eugenia caryophyllata, i cui fiori in boccio, una volta essiccati, si trasformano nei noti chiodi di garofano. La loro produzione si è diffusa in Africa orientale, soprattutto a Zanzibar e Pemba, caratterizzate da un microclima favorevole alla coltivazione di questa pregiata spezia. Già nel Medioevo i chiodo di garofano erano conosciuti e ricercati dai commercianti. All’epoca venivano usati per curare la tosse e anche per alcuni disturbi intestinali. La famosa Santa Ildegarda (1098-1179), mistica cristiana e sensitiva, ha scritto numerosi trattati di medicina in cui si fa ampio uso di erbe e spezie: per curare il mal di testa consigliava proprio il chiodo di garofano. La medicina ufficiale ha scoperto le sue principali proprietà. Nel caso di mal di denti, un rimedio naturale è l’olio essenziale di questa spezia, in quanto contiene una buona percentuale di eugenolo, sostanza che ha virtù anestetiche e antisettiche. L’infuso di chiodi di garofano è consigliato per ridurre la nausea e anche per problemi digestivi. Questa spezia è poi indicata per insaporire piatti, tisane ed è un ingrediente indispensabile per realizzare il Garam Masala, una miscela diffusa in India, preparata in tanti modi diversi, con l’aggiunta di altre erbe aromatiche.


Garam Masala

Ingredienti:
mezza tazza di cardamomo verde
mezza tazza di semi di cumino
mezza tazza di chiodi garofano

Versate i semi in un mortaio e macinateli finemente. Miscelate il tutto e riponetelo in un contenitore ermetico in modo che il loro aroma e i loro benefici non si disperdano.


circuma spezie

La curcuma

La si riconosce facilmente per il suo colore giallo intenso. In India – che è il Paese primo produttore al mondo – la curcuma è un alimento sacro, poiché legato al dio Sole. La curcuma viene chiamata anche “lo zafferano delle Indie” poiché dà colore (e sapore) a piatti come il curry, ma anche ai tessuti. La “sacralità” di questa spezia deriva da altri elementi. Negli ultimi anni si stanno avviando ricerche per studiare i concreti benefici della curcuma sulla salute: si cerca cioè di capire perché alcune malattie siano così diffuse nei paesi occidentali, in primis negli Stati Uniti, e non in India. Alcuni studi interessanti in materia sono stati pubblicati dalla IARC press. Essi mettono in evidenza le qualità della curcumina – sostanza presente nella spezia da cui deriva il suo nome – che ha importanti effetti farmacologici: possiede cioè proprietà antitrombotiche, ipocolesterolemizzanti e antiossidanti. I ricercatori sottolineano in particolare il suo potenziale anti-tumorale, confrontando per esempio i tassi di tumori al seno, al colon e alla prostata nella popolazione femminile/maschile dell’India (bassi o addirittura inesistenti) con quella degli Stati Uniti (con valori molto più alti). Il segreto di una buona salute non sta tanto nell’uso frequente della curcuma, piuttosto dalla miscela di questa spezia con altre: è questo mix che contribuisce ad aumentare l’assorbimento da parte dell’organismo delle varie sostanze benefiche come la curcumina. È perciò importante amalgamare tra loro alcuni alimenti, perché questo metodo permette di rafforzare gli effetti salutari dei vari componenti nutritivi. Il curry è per esempio un piatto perfetto che risponde all’esigenza della sinergia alimentare.
La curcuma è consigliata dai medici ayurvedici, tra cui il dottor Vasant Lad che la indica come sostanza ideale per depurare il sangue. La consiglia anche per mitigare l’infiammazione delle tonsille e la congestione della gola: in questo caso si usa nei gargarismi, mescolando due pizzichi di curcuma e due pizzichi di sale in un bicchiere di acqua calda (non bollente!).



 

La cannella

Cinesi, antichi Egizi, Ebrei e Arabi la utilizzavano diffusamente. Anche i Romani, grazie all’imperatore Vespasiano, scoprirono la sua fragranza, tanto che veniva usata per confezionare corone e per addobbare i templi. Per molti popoli il suo valore era simile a quello dell’oro. Ne esistono di diverse specie, a seconda della provenienza: dallo Sri Lanka proviene il “Cinnamomum zeylanicum” che è la cannella propriamente detta, quella più pregiata; dalla Cina proviene il “Cinnamomum cassia” e poi ci sono varietà originarie della Birmania e anche del Vietnam. In Oriente la cannella è da sempre utilizzata non solo per il suo aroma dolce e delicato. Essendo un buon disintossicante con proprietà antisettiche è indicata – anche nella medicina ayurveda – per alleviare raffreddore e tosse, soprattutto se associata al cardamomo, allo zenzero e ai chiodi di garofano. Inoltre, come afferma il prof. Bharat B. Aggarwal, la cannella viene usata nella medicina tradizionale cinese per le sue virtù riscaldanti, in particolare per gli indolenzimenti muscolari; e giustamente ricorda che è uno degli elementi che compongono il noto balsamo di tigre, usato per alleviare i dolori.


cardamomo spezie

Il cardamomo

È una spezia particolare, per il suo sapore forte, inconfondibile e tra le più costose, insieme a vaniglia e zafferano. Originario delle foreste tropicali dell’India, Sri Lanka, Tanzania e America centrale il cardamomo è ampiamente usato nella cucina orientale e araba. Vi sono due varietà, grande e piccolo, e quattro tipi di cardamomo, verde, rossastro, bianco e nero: il più ricercato è quello piccolo di colore verde. I suoi benefici – in particolare quelli di un elemento che lo compone, cioè il cingolo – si sprigionano attraverso infusi e decotti. Per ridurre i sintomi del raffreddore si può disciogliere in acqua calda qualche seme da lasciare in infusione per due-tre minuti.


Per un dessert insolito – Crema di riso al cardamomo

Ingredienti:

  • 100 cl latte
  • 150 gr riso (o farina di riso)
  • 5 capsule cardamomo
  • 3 cucchiai di zucchero di canna
  • 1 manciata mandorle tritate finemente.

Sminuzzate del riso (tipo a piacere) con il macinino del caffè, o usate farina di riso. Versate il latte in una pentola, aspettate che prenda il bollore, poi aggiungete il riso (o la farina di riso) ben sminuzzato mescolando bene. Cuocere per circa 20 minuti a fuoco lento; quindi unite lo zucchero e il cardamomo macinato all’istante. Amalgamare tutto con cura. Versate la crema di riso in coppette individuali e lasciate raffreddare a temperatura ambiente. Guarnite con mandorle tritate.


anice stellato spezie

L’anice stellato

Dalla forma e dal profumo inconfondibili, l’anice stellato è una spezia usata sin dall’antichità nella medicina tradizionale cinese per le sue proprietà stimolanti e nella cura del mal di gola. Lo si usa non solo per la preparazioni di torte e biscotti, ma anche per tisane e per insaporire brodi di verdura; contribuisce anche a dare un gusto in più alle mele cotte, ideali in inverno come corroboranti, soprattutto se preparate scaldandole a pezzettini in un po’ di acqua, a cui si aggiungono cannella e chiodi di garofano.

Testo a cura di Silvia C. Turrin

La Seconda Parte dell’Articolo è consultabile a questo link:
Spezie che passione Seconda Parte


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Un Manuale ispirato alle conoscenze mediche di Santa Ildegarda

Ildegarda di Bingen (1098-1179) nacque in una famiglia nobile tedesca. Era la decima figlia e sin da giovane fu attratta dalla vita contemplativa. Come badessa, come studiosa e profonda conoscitrice di letteratura, scrittura, medicina e botanica ha decisamente rivoluzionato i suoi tempi. Fu una donna estremamente coraggiosa e lungimirante, pioniera di una visione dell’uomo che oggi definiremmo “olistica” o “integrale”. La sua figura pur appartenendo di fatto al Medioevo è quanto mai attuale, come dimostrano le tante opere terapeutiche, teologiche e mistiche che ha lasciato ai posteri.

Molti la definiscono “la prima vera fitoterapeuta moderna”. Ildegarda è stata una guaritrice, dell’anima e del corpo. Personaggi come san Benedetto e vari Papi tennero una fitta corrispondenza con lei, autorevole badessa benedettina. E questo non è un elemento secondario, considerato il ruolo che avevano le donne in quell’epoca. Così come è inusuale il suo ruolo nel diffondere e utilizzare rimedi erboristici, in un periodo in cui l’uso di certe piante poteva essere considerato come una pratica di stregoneria. Invece, Ildegarda grazie ai suoi studi e al suo vasto sapere seppe individuare le proprietà benefiche di erbe, come la ruta, il finocchio, l’assenzio, ecc, tanto da rendere popolari i suoi rimedi.

Negli ultimi anni, grazie a una serie di traduzioni affidate a specialisti in letteratura medievale ci è stato possibile conoscere un po’ di più la vita e i saperi di questa donna eccezionale. Le sue ricette e i suoi piccoli segreti ci aiutano a trovare soluzioni a vari disturbi.

libro rimedi ricette santa Ildegarda di BingenNel “Manuale della Medicina di Santa Ildegarda” edito da Mediterranee (2017) troviamo una serie di corrispondenze tra le malattie e le loro cause sia fisiche, sia spirituali; seguono indicazioni per curarle, con diverse ricette tutte a base di erbe e cereali.

In questo libro emerge la chiara visione dell’uomo per Santa Ildegarda, sintetizzabile nella frase: “Tu sei ciò che mangi”. Il regime nutrizionale è fondamentale per mantenere una buona salute. Basti pensare che malattie quali il diabete, l’Alzheimer, la cirrosi epatica sono correlate all’alimentazione.

Gli Autori del manuale sono esperti di medicina ildegardiana.

Gottfried Hertzka (1913-1997), figlio di un medico di Bad Gastein, nel Salisburghese, si laureò in medicina a Vienna nel 1938. Rifiutatosi di aderire al partito nazista, venne arrestato e imprigionato per nove mesi nel campo di concentramento di Landsberg. Medico generico in Baviera e poi a Costanza, dal 1960, insieme al farmacista Max Breindl, mise in pratica le ricette e i rimedi di santa Ildegarda.

Wighard Strehlow, un’autorità nel campo della medicina di santa Ildegarda, è stato chimico ricercatore per l’industria farmaceutica. Da diversi anni vive e svolge la professione di terapeuta ad Allensbach am Bodensee, in Germania, dove tiene anche tiene seminari e conferenze.

Il volume è suddiviso in 16 Capitoli. In ciascuno troviamo consigli comportamentali e nutrizionali per intervenire in caso di determinati disturbi e problemi: dalle scottature alle allergie, dai bruciori di stomaco ai dolori addominali.

Il sapere di Ildegarda è vasto e tocca ogni singolo organo e ogni singola parte del corpo: occhi, orecchie, denti, epidermide, apparato circolatorio, sistema nervoso, apparato digestivo, sistema linfatico…

A ogni disturbo c’è una soluzione. Ildegarda, visionaria e donna sapiente, ci invita a prevenire tante malattie scegliendo una corretta, sana alimentazione, in cui centrali sono le erbe medicinali e i cereali. Consigli che oggi tanti medici farebbero propri. Naturalmente, la scienza medica ha fatto passi da gigante in questi secoli, dopo l’epoca in cui visse Santa Ildegarda. Sta a noi trovare la giusta “via” che coniuga saggezza antica e medicina moderna.

Silvia C. Turrin

La buona salute comincia da un’alimentazione equilibrata e sana. Questa è una convinzione antica quanto
Il mondo, agli inizi del XXI secolo, sembra impazzito, sembra “andare alla rovescia”, come dicono
Immagine emblematica esposta all'interno del museo dell'apartheid - Photo Silvia C.
Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno
Capita che un evento imprevisto ci faccia capire che stiamo correndo troppo nella nostra vita.

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Mindfulness Immaginale, rimedio anti-stress

Sul nuovo numero della rivista “Elisir di Salute” (luglio-agosto 2017) trovate un articolo di Silvia dedicato interamente alla Mindfulness Immaginale.

La rivista è disponibile o prenotabile nelle edicole.

Sommario della rivista Elisir di salute luglio-agosto 2017 in cui trovate un articolo interamente dedicato alla Mindfulness Immaginale scritto da Silvia


Ecco un breve estratto dell’Articolo:

 

Personalmente, mi sono avvicinata alla Meditazione

durante un viaggio nell’India del Nord; in seguito ho

avuto modo di approfondire la pratica frequentando

la scuola di Nonterapia/Imaginal Academy fondata

dalla mia maestra Selene Calloni Williams. Quindi

sono diventata Istruttrice di Mindfulness Immaginale.

Grazie a questo percorso ho compreso quanto sia

importante meditare, non solo per se stessi, ma anche

per gli altri. Con il termine “meditare” non intendo solo

la pratica in senso stretto, che prevede una condizione

di isolamento e di profonda introspezione interiore.

L’approccio meditativo dà molta importanza allo sviluppo

della consapevolezza delle proprie emozioni, dei

propri pensieri e delle sensazioni corporee. Ciò aiuta a

diventare pienamente presenti nelle varie situazioni

che si vivono, riuscendo a cogliere maggiormente i

propri bisogni e quelli di chi ci sta di fronte. Questo

nuovo atteggiamento permette anche di capire che i

pensieri e le emozioni sono passeggeri e che quindi,

ad esempio, noi non siamo la nostra rabbia; permette

inoltre di sviluppare e accrescere qualità oggi più che

mai necessarie, come empatia e compassione, quest’ultima

intesa nel significato latino di “cum patior”, cioè

“soffro con”.

Continua tra le pagine di Elisir….


Per approfondire:

Selene Calloni Williams, Silvia C. Turrin – Mindfulness Immaginale. Pratiche di meditazione e visione immaginale – Edizioni Mediterranee 2016

 

È immerso nel cuore dell'Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e
Professori di neuroscienze cognitive, docenti di comunicazione e psicologi ci stanno mettendo in guardia, ormai
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un libro per sempre Mindfulness Immaginale

Mindfulness Immaginale e la capacità di darsi – Intervista a Selene Calloni Williams

Alcune persone, un po’ confuse sul concetto e sulla pratica della Mindfulness, mi chiedono: “Perché ti sei avvicinata proprio alla Mindfulness Immaginale? Cos’ha di diverso rispetto agli altri corsi proposti in Italia?”. Io rispondo in modo semplice, spiegando come la Mindfulness Immaginale sia uno straordinario ponte di collegamento tra la pratica meditativa tipica dell’Oriente e l’approccio psicologico immaginale nato in Occidente.

La Mindfulness Immaginale, sviluppata da Selene Calloni Williams e dal reverendo Gotatuwe Sumanaloka Thero, è rispettosa delle basi filosofiche da cui deriva; infatti, essa è incentrata sulla corrente Theravada, ovvero quella scuola buddhista che più si avvicina agli insegnamenti originari dell’Illuminato e da cui traiamo i principi e le pratiche della meditazione.

Selene Calloni Williams e il reverendo Gotatuwe Sumanaloka Thero, monaco buddhista Theravada

Bisogna capire che il mondo della Mindfulness si è ormai diversificato. Essendo diventata molto popolare e “di moda”, all’interno della Mindfulness sono sorti approcci puramente materialistici, che non tengono abbastanza in considerazione la dimensione “sacra”, “invisibile” insita invece nella Mindfulness primeva , così come ci è giunta a noi dall’Oriente.

Certo, i confini tra Oriente e Occidente sono diventati labili, almeno dal punto di vista di talune tendenze e modus vivendi legati alla globalizzazione: dall’uso dei medesimi mezzi di comunicazione alla diffusione di modelli socio-tecnologici simili. Possiamo affermare come la Mindfulness Immaginale permetta di approcciarsi alla vita occidentale in maniera più lucida e consapevole. Essa ci aiuta a rimanere attenti alla realtà circostante e ai fenomeni che accadono, restando al contempo ancorati alla dimensione spirituale, sacra.

I ritmi esistenziali in Occidente, o meglio, nel cosiddetto “Nord del Mondo”, continuano a essere frenetici e offuscati da un’innumerevole quantità di distrazioni; la visione materialista appare ancora forte, sebbene vi siano piccole minoranze di persone, con visioni anche tra loro molto differenti, che si sono allontanate proprio dall’eccesso di materialismo per abbracciare stili esistenziali frugali e ispirati a qualche forma di devozione: chi verso la religione cristiana, chi verso il buddhismo, chi verso un approccio più panteistico.

Selene Calloni_Williams, ideatrice di Imaginal Academy – L’Accademia degli Immaginalisti

Come la mia maestra Selene Calloni Williams spiega nei suoi corsi organizzati con Imaginal Academy, “Praticare la Mindfulness Immaginale, significa seguire un cammino “controcorrente”, attraverso il quale tutti i valori del mondo vengono trasvalutati. Il mondo è fondato sugli attaccamenti e la meditazione porta allo scioglimento degli attaccamenti e al Nirvana, cioè alla liberazione dall’illusione di esistere come individuo separato dal tutto. Le sensazioni di mancanza sono passaggi segreti che portano verso il mondo infero, il regno dell’anima e quindi vanno coltivate attraverso la meditazione. Il meditante deve andare nella direzione da cui tutti gli altri fuggono, smettere di agitarsi per contrastare la natura, e alleandosi con essa incamminarsi impeccabilmente verso la liberazione finale”.

La Mindfulness rischia di venire snaturata, ecco perché credo sia giusto fare chiarezza in un tempo storico in cui le mode e la tendenza del “tutto e subito” rischiano di avere il sopravvento; rischiano di creare più confusione e poche certezze tra le persone.

E per fare chiarezza ho voluto intervistare ancora una volta la mia maestra, Selene Calloni Williams. L’occasione è avvenuta in un bellissimo pomeriggio di giugno; ci stavamo avvicinando al crepuscolo e la natura ci ha regalato suoni e colori avvolti da sfumature poetiche. Il canto degli uccellini ci ha accompagnate durante questo interessante dialogo.

Un dialogo indirizzato a chi già certamente conosce la Mindfulness Immaginale, un dialogo rivolto anche a tutte quelle persone che sentono sia giunto il tempo di praticare un cammino controcorrente…

L’importanza della dimensione sacra

Inizio l’intervista a Selene porgendole una domanda introduttiva, ma importantissima per decifrare l’epoca in cui stiamo vivendo.

Silvia: Quanto è importante la Mindfulness Immaginale in un periodo storico come quello che stiamo vivendo? Un periodo in cui sembra che tutto sia dominato dal caos. Un periodo in cui tante persone si sentono distratte e confuse? Come la Mindfulness Immaginale può trasformare l’inconsapevolezza in consapevolezza e il disordine in armonia?

Selene: La Mindfulness Immaginale può fare tantissimo, però bisogna che la gente la pratichi. La Mindfulness Immaginale può ristabilire un legame con tutto ciò che è connesso alla dimensione invisibile. Per esempio, aiuta a migliorare sia la qualità del sonno, sia il nostro rapporto con il nostro corpo. Una persona che riesce a dormire bene, risulta essere meno ansiosa, e quindi è meno agitata. Per trasformare il caos bisogna partire dalle persone. Bisognerebbe che si incominciasse con l’instaurare/ristabilire una maggiore fiducia verso il proprio corpo, verso i propri organi, perché moltissimi individui ormai vivono come se il corpo fosse un oggetto, una macchina; hanno dimenticato il rapporto profondo con gli organi, con la dimensione sacra del corpo. Per Jung gli organi sono gli Dèi, mentre per gli sciamani sono i nostri avi. Certamente non sono semplici oggetti meccanici. Eppure l’uomo sembra avere con il corpo lo stesso rapporto che ha con una macchina, con un computer, solo che il corpo può ammalarsi, può cedere, invecchiare, può dar fastidio. Il corpo ha delle richieste. Questo aumenta l’ansia, la sua frustrazione e ciò, talvolta, può tradursi in violenza e può causare violenza, o incomprensione verso gli altri, perché non comprendere il proprio corpo significa anche non comprende gli altri. Significa anche spezzare il rapporto con l’invisibile. Se questo accade, allora si vive nell’ansia e nella paura.

Silvia: Spiegando la Mindfulness Immaginale ai neofiti e non solo, ho notato come talune persone pensino che per praticarla occorre rimanere in silenzio, in solitudine, al chiuso, e meditare nella classica postura del loto o a gambe incrociate. Anche su questo bisogna fare chiarezza…

Selene: Meditare non significa soltanto rimanere a gambe incrociate e a occhi chiusi. Anzi, è proprio quando una persona deve fare qualcosa per uscire dallo stato di meditazione che si rivela un vero meditante, non quando deve fare qualcosa per mettersi in meditazione. È uscire dallo stato meditativo che fa la differenza tra un praticante o meno. Di fatto, la meditazione è una propaggine della vita, di una vita vissuta in uno stato di consapevolezza. Praticare la Mindfulness Immaginale significa cercare di essere consapevoli, significa sentire/ascoltare con attenzione cosciente. La meditazione è attenzione.

Se una persona è attenta, soffre anche meno. Le persone sono distratte perché hanno paura, hanno paura perché sono in ansia, sono in ansia perché non stanno attente all’invisibile, non guardano le cose in profondità, perché non meditano. Tutto questo si rivela un circolo vizioso. La meditazione può ricondurci in un circolo virtuoso, ovvero: guardo le cose con attenzione, le guardo con profondità, sono consapevole, diminuisco l’ansia, diminuisco la paura e riesco a essere sempre più consapevole, meno distratto. La distrazione è originata proprio da ansia e da paura, le quali provocano superficialità, che a sua volta è causata dalla paura di andare in profondità nelle esperienze di vita. La Mindfulness Immaginale è di enorme beneficio per chi vuole seriamente uscire da questa gabbia.

Silvia: Anche in Italia la mindfulness ormai è inflazionatissima. Viene inserita in tanti contesti come fosse qualcosa di ludico, di facile e sbrigativo. Viene insegnata in certi corsi o seminari a numerosi gruppi di persone, senza prestare l’attenzione in modo specifico alle esigenze e peculiarità di ciascuno. Non si rischia una eccessiva semplificazione?

Selene: La semplificazione non è un rischio, si vede già. La situazione è già così, la mindfulness viene snaturata. Semplificare di per sé non sarebbe sbagliato, ma in questa semplificazione, se eccessiva, si rischia di stravolgere i fondamenti e i contenuti della Mindfulness stessa.

Portare la meditazione a tutti, che di per sé è un buon intento, in realtà è difficile, poiché il processo di semplificazione può trasformarsi in un processo in cui la mindfulness viene deformata. Si finisce così per perdere il suo nucleo centrale, che è il recupero del sacro, della capacità di darsi, di amare, di ritrovare l’unione con il Tutto. La mindfulness se snaturata diventa esattamente l’opposto, cioè qualcosa che parte dall’io e che ha come fine il rinforzo delle categorie dell’io. Mentre la meditazione dovrebbe essere esattamente l’opposto, cioè il superamento e la dissoluzione dell’io. Fare e praticare la Mindfulness Immaginale significa avviare i processi di depersonalizzazione e di smaterializzazione del reale; significa anche lasciare andare gli attaccamenti e coltivare per sé e per il mondo la Pace.

Per approfondire si consiglia la lettura del libro “Mindfulness Immaginale”

È immerso nel cuore dell'Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e
Professori di neuroscienze cognitive, docenti di comunicazione e psicologi ci stanno mettendo in guardia, ormai
Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità,
Proseguiamo il nostro itinerario nel mondo colorato e profumato delle spezie. Nella prima parte abbiamo
Il medico e fisiologo indiano M.V. Bhole unendo le tecniche di Pranayama con le pratiche

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I benefici neurologici della Mindfulness – in Scienza e Conoscenza

Sul numero 60 della rivista “Scienza e Conoscenza” è pubblicato un mio articolo dal titolo “I benefici neurologici della Mindfulness” in cui mi ricollego al libro “Mindfulness Immaginale” (Mediterranee, 2016).

Ecco un breve estratto dell’articolo:

Praticando la meditazione Theravāda, che e parte integrante della Mindfulness Immaginale, si sviluppa la capacita di andare oltre l’idea del materialismo e dell’oggettivita delle cose, ottenendo importanti risultati a livello integrale. Per intraprendere questo percorso di fuoriuscita dalla gabbia dell’io e per svuotare la mente dai pensieri ossessivi e necessario apprendere i fondamenti della Mindfulness. Una volta apprese le basi si puo praticare la meditazione quando e dove si vuole.

Mindfulness immaginale: un cammino di consapevolezza

Chi va oltre la dimensione tangibile, sa che la pratica della meditazione permette di scoprire il proprio vero sé, e di accedere a stati spirituali altrimenti non sperimentabili. È proprio sulla meditazione che si fonda la Mindfulness Immaginale, sviluppata da Selene Calloni Williams e dal monaco Theravāda Gotatuwe Sumanaloka Thero.

[…] Continua tra le pagine di Scienza e Conoscenza n. 60

 

È immerso nel cuore dell'Himalaya, difeso da un complesso ambiente costituito da valli profonde e
Professori di neuroscienze cognitive, docenti di comunicazione e psicologi ci stanno mettendo in guardia, ormai
Il Giappone è un paese dove gli opposti convivono in modo armonioso. Accanto all’indiscutibile modernità,
Proseguiamo il nostro itinerario nel mondo colorato e profumato delle spezie. Nella prima parte abbiamo
Il medico e fisiologo indiano M.V. Bhole unendo le tecniche di Pranayama con le pratiche

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Cambio pelle in 7 passi

Gli scaffali di tanti negozi specializzati in cosmesi sono zeppi di creme, varietà di shampoo, profumi, eau de toilette, scrub ecc. I prodotti in commercio che “dovrebbero” prendersi cura del nostro corpo sono sempre più numerosi e diversificati, nel prezzo così come nella qualità degli ingredienti base. Ma come è possibile scegliere il cosmetico più adatto a noi, rispettando i delicati equilibri fisiologici della nostra pelle, tutelando al contempo l’ambiente?

La risposta la possiamo trovare tra le pagine del nuovo libro firmato Lucia Cuffaro, “Cambio Pelle in 7 Passi” (Arianna Edizioni, 2016), un ricco concentrato di tanti consigli utili per quanti desiderano scegliere in modo consapevole i prodotti di bellezza. Leggendolo si scopre quali sono quelli da evitare assolutamente, avendo tra i loro ingredienti sostanze nocive per la salute sia del nostro organismo, sia del pianeta. Lucia ci spiega come interpretare e capire il famoso INCI, acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients attraverso cui sono indicate in etichetta le sostanze presenti nel cosmetico. A parità di prodotto, l’INCI può cambiare molto: per esempio, uno shampoo può contenere un ingrediente che è allergene del profumo, mentre uno altro shampoo di altra marca no.
Leggere attentamente l’INCI e decifrarlo è uno dei primi passi che ci aiutano a scegliere in modo consapevole un cosmetico! Lucia ci spiega in modo dettagliato quali sono le sostanze “buone” e quali quelle pericolose per il nostro corpo, come per esempio tutte quelle che derivano dal petrolio.
Andando ancora oltre possiamo capire anche l’importanza dell’autoproduzione e iniziare così a realizzare i cosmetici che ci servono. Lucia illustra in modo semplice quali ingredienti base e sicuri possiamo acquistare per preparare a casa detergenti viso, balsami per capelli, deodoranti, dentifrici, creme… tutto ciò che ci occorre per la nostra bellezza.

Leggendo “Cambio Pelle in 7 Passi” scopriamo che bastano soltanto 10 ingredienti base per la cura del nostro corpo: si tratta di ingredienti naturali, facili da trovare, non costosi, rispettosi della salute delle persone e del pianeta.

Due esempi? Tra gli ingredienti base da usare per tante ricette di bellezza troviamo l’olio d’oliva – meglio se Bio e spremuto a freddo – già utilizzato anticamente proprio per le sue innumerevoli proprietà benefiche, e il bicarbonato di sodio, davvero versatile in quanto antisettico e sbiancante.

Ancora una volta Lucia Cuffaro in un libro riesce a condensare tante informazioni utilissime per imparare ad autoprodursi ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Un libro, “Cambio Pelle in 7 Passi”, che testimonia la forza del Movimento per la Decrescita Felice, perché autoprodurre – non soltanto cosmetici – significa essere cittadini attenti e responsabili, in grado di dire “basta” alla diffusione e distribuzione di prodotti nocivi e inquinanti. Lucia ha all’attivo altri libri incentrati sulla decrescita, tra i quali “Fatto in casa con Lucia”, e “Risparmia 700 euro in 7 giorni”.

Buona autoproduzione consapevole!

Silvia C. Turrin

La buona salute comincia da un’alimentazione equilibrata e sana. Questa è una convinzione antica quanto
Il mondo, agli inizi del XXI secolo, sembra impazzito, sembra “andare alla rovescia”, come dicono
Immagine emblematica esposta all'interno del museo dell'apartheid - Photo Silvia C.
Talvolta, l’importanza e il ruolo dei nostri antenati viene sottovalutato, o addirittura non viene nemmeno
Capita che un evento imprevisto ci faccia capire che stiamo correndo troppo nella nostra vita.

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