Nelson Mandela, una vita a favore del suo popolo

A dispetto delle tante Cassandre sparse per il mondo e della penosa, oltre che irrispettosa copertura mediatica verso il suo ricovero in ospedale e le sue condizioni di salute, Mandela sta dimostrando una grande forza interiore, come lo ha sempre dimostrato nel corso delle tante difficili battaglie politiche e personali vissute in questi 95 anni di vita!

Saranno forse gli spiriti africani che lo tengono in vita per indispettire proprio coloro (alcuni parenti e tanti razzisti ancora, purtroppo, in circolazione!) che lo vorrebbero già nella tomba.

Sarà forse la sua anima interiore che non vuole lasciare il suo corpo perché vede la propria terra ancora sommersa da gravi problemi, accentuatisi da quando la malattia non gli ha più permesso di prendere importanti e lungimiranti decisioni politiche.

Saranno forse le moderne apparecchiature mediche a tenerlo in vita…

Sta di fatto che Mandela è ancora, anima e corpo, su questo “pazzo, crudele bellissimo mondo” (per ricordare una vecchia canzone dell’amico sudafricano Johnny Glegg, impegnato a criticare il razzismo ai tempi dell’apartheid: It’s a cruel crazy beautiful world).

Difronte al balletto patetico di tanti politici – dall’Italia alla Russia, dalla Cina all’Australia – Mandela rappresenta davvero un’eccezione. Egli fa parte di quella generazione di politici/intellettuali africani che hanno servito il proprio popolo: non hanno utilizzato il proprio ruolo di prestigio per arricchirsi e per seguire solo ed esclusivamente i propri interessi, ma si sono dedicati interamente a un progetto nazionale per il bene della propria nazione.

Insieme a Mandela posso citare Julius Nyerere, Patrice Lumumba, Amilcar Cabral, Aimé Cesaire, Stephen Biko, Thomas Sankara…

Molte di queste figure forti, coraggiose, desiderose di offrire un destino migliore ai propri connazionali sono state ammazzate da servizi segreti occidentali e da ex compagni corrotti.

Mandela è riuscito a resistere alla discriminazione razziale, alla lunga prigionia, ai tentavi di farlo crollare psicologicamente colpendo gli affetti più cari, all’isolamento in carcere (quando era in isolamento poteva nutrirsi solo con l’acqua di riso, cioè con l’acqua con cui veniva bollito il riso! questa era la “democrazia” dei bianchi…).

Ma alla fine, i suoi principi di libertà, la sua incorruttibilità, la sua etica morale hanno prevalso sulle bieche banalità che contraddistinguono tanti uomini privi di scrupoli, con una prospettiva esistenziale ristretta e involutiva.

Mandela è una figura amatissima tra quanti credono nei veri valori di fratellanza, dignità, rispetto, libertà.

Mandela è una figura disprezzata da chi propugna ancora la superiorità di un gruppo su un altro, da chi usa il potere per arricchirsi, da chi usa la violenza per sopperire a frustrazioni personali, da chi vive una vita piatta, scialba, priva di quella bellezza olistica che l’esistenza regala ogni istante…

Mandela ha succhiato il midollo della vita, ha assaporato ogni istante e lo sta assaporando ancora, sino all’ultimo, impartendo a tutto il genere umano una bella lezione: sono ancora qui, a 95 anni suonati, suonati al ritmo di una Musica inneggiante la Libertà e la dignità per tutti gli esseri umani.

 

Joyful Birthday Madida!

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