Fermati, esplora il tuo mondo interiore

Namasté,

ho già avuto modo di condividere in questo spazio dedicato alla Meditazione l’uscita del mio Romanzo ambientato in Provenza, dove sono inseriti diversi riferimenti alla pratica meditativa. E’ anche inclusa un’Appendice dedicata alle “10 Lezioni di Mindfulness” che la protagonista, Sofia, ha appreso tra ombre e luce proprio in Provenza grazie alle vicende narrate nella storia.

Nel libro ci sono diversi riferimenti alla presenza mentale e all’importanza del qui e ora. Infatti, una delle 10 Lezioni di Mindfulness apprese da Sofia è la seguente:

Fermati, non correre sempre, e medita, esplora il tuo mondo interiore, medita sull’interdipendenza di tutti i fenomeni.

A questo proposito, condivido questo breve estratto dal Romanzo:

Sento che ho bisogno di fermarmi seriamente, staccare tutto, telefono, computer… e sentire il mio cuore. Se i limiti li creo nella mente, allora ascolto quella parte del corpo energetico che gli induisti chiamano Anahata Chakra. Tutto, in verità, è collegato, come ho appreso durante i viaggi in India. La mia mente è connessa al cuore e, viceversa, mente e cuore influenzano il mio corpo. L’insonnia delle scorse notti era certamente dovuta non solo a un accumulo di pensieri, che i buddhisti definirebbero disturbanti, ma anche a un groviglio di emozioni, alcune sedimentate da tempo, altre emerse dopo la scomparsa di nonna Josephine. Accendo un incenso. Accosto le imposte per non far entrare la luce del sole. Prendo lo zafu color arancione e mi siedo nella postura a gambe incrociate. La schiena è ben dritta, ma non rigida, come mi hanno insegnato i maestri orientali. Chiudo gli occhi. Porto le mani in grembo, la destra sopra la sinistra coi palmi aperti a coppa e i pollici che si toccano a formare un cerchio, simbolo dell’unità del Tutto. Respiro in modo profondo e consapevole. Inizio a meditare. La mia attenzione cosciente viene minata da un andirivieni di immagini che si susseguono le une alle altre. Volti del passato s’intrecciano a quelli del presente. Vedo me da piccola insieme a nonna Josephine mentre raccogliamo primule e violette nel bosco. Di colpo mi ritrovo sola davanti alla sua tomba; le lacrime sgorgano a fiumi. Mi sento agitata. Questa non è una meditazione, ripeto nella mia mente. A un tratto, mi sembra di avvertire un profumo di lavanda. È inspiegabile, è impossibile. Nella stanza dove mi trovo non ci sono bouquet, né sacchettini profumati, eppure il mio olfatto percepisce chiaramente questa fragranza delicata e intensa. Lascio scorrere le immagini. L’effetto dissolvenza crea nuove scene, persone e luoghi diversi, mentre l’odore della lavanda rimane sempre pungente. Non contrasto più il via vai delle immagini, le accolgo e mi abbandono ad esse.

Continua tra le pagine del libro “Un’altra Vita in Provenza



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