Storie di musicoterapia

In questa rubrica avevamo avuto il piacere di recensire il libro Memorie del mio giardino e altri racconti di Alessandra Vignato. Un testo molto particolare, in cui l’autrice racconta in modo personale e originale le dinamiche che si instaurano in una seduta di musicoterapia. Da poche settimane è uscito un altro scritto firmato da Alessandra Vignato dal titolo Solstizi d’inverno. Incontri di musicoterapia umanistica (Armando Editore, 2013) che, in qualche modo, è un proseguimento delle storie narrate nel precedente volume. Anche in questo libretto, l’autrice – pianista, specializzata in musicoterapia con Giulia Cremaschi Trovesi – parla del volto più umano della musicoterapia. Lo fa attraverso le vicende degli anziani della casa di riposo in cui lavora. Tramite le storie s’incontrano, nella propria immaginazione, tanti volti, come quello di nonna Amalia, l’appassionata di fiori costretta a dormire in una camera color Fumo di Londra, o come Lady Marion, maestra di bon ton. Nelle diverse cronache ispirate alla musicoterapia umanistica troviamo però anche altri volti, come Sherazade (nome di fantasia) dietro cui si cela una ragazzina originaria dell’Iraq, che in verità non ha mai visto il suo paese natale, poiché la mamma scappò dalla sua vecchia patria quando la piccola era ancora in grembo. Toccante è poi la storia di Alberto, nato con varie problematiche a causa di un “trabocchetto” dei cromosomi, ma che attraverso la musica è riuscito a trovare un suo linguaggio e un suo modo di apertura verso gli altri. Ciò che più colpisce in questo libro è la prospettiva adottata per riportare al lettore il lavoro, spesso difficile, del musicoterapia. Scrive l’illustre Mauro Scardovelli nella Prefazione: “Alessandra Vignato è un’artista della musicoterapia, non un’operatrice, non un’insegnante, non una burocrate che predefinisce i suoi interventi per farli corrispondere ad un programma prestabilito, in adesione ad una data teoria. […] Ci troviamo così davanti ad una serie di acquerelli, di quadri musicali, di scene ricche di colore e umanità”.

Come nel precedente libro, la Vignato non vuole cadere in formalità tecniche comprensibili solo agli addetti ai lavori; piuttosto ha voluto usare un linguaggio semplice, che potesse essere compreso anche da quelle persone con cui lavora. Il suo approccio ha un volto umano, poiché mette al centro l’individuo, il carattere delle persone, i problemi, le ombre e le luci. Colorano il testo le numerose citazioni di personaggi celebri e i riferimenti musicali: da Mozart a Nikolai Rimsky-Korsakov. Nei Solstizi d’inverno si può ritrovare un equilibrio tra leggerezza, gioco e impegno sociale.

L’articolo è on line anche sul sito di Amadeus

 

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